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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
Di o3 (del 28/03/2009 @ 15:31:10, in Personali, linkato 160 volte)
Sei anni fa ho quasi perso una gamba. Un incidente stradale, uno di quelli stupidi: né un graffio alle mani, né in stato di shock. Solo una gamba attaccata per pochi centimetri di pelle e osso. Frattura scomposta/esposta, rischio di infezione, perdita di sensibilità, tre operazioni, 40 giorni d'ospedale, 8 mesi a casa e un sacco di altri cazzi. Sono stato fortunato, ho ancora la mia gamba. Per un sacco di tempo ho provato una sensazione strana, come se avessi fatto un torto al mio corpo: era perfetto, prima, andavo in palestra, ero forte, agile, onnipotente. Ora ho una gamba "masticata" dal ginocchio alla caviglia, ho perso il 30/40 percento di mobilità al piede, la sensibilità epidermica e i tendini delle dita dei piedi non sono completamente liberi. Ai problemi fisici, però, si fa l'abitudine, e dopo un po' si zoppica di meno, i tendini si "allentano" un po', alla gamba masticata non si fa (quasi) più caso. La moto mi mancava, però. Mi sono sentito derubato, per tanto tempo: come se l'incidente non si fosse portato via la mia gamba, ma qualcosa avesse dovuto togliermi per forza. Capisco che possa sembrarvi stupido, o infantile, ma le sensazioni sono sensazioni e io non me le sono scelte: mi sentivo così e basta. Derubato. Per questo, ho ripreso la moto. L'avevo già rimessa in piedi, attenzione, non è che fossi stato a "stecchetto" per sei anni, ma poi l'avevo venduta a mio fratello che l'avrebbe usata meglio. Ma continuava a mancarmi. Era la mia moto, per la quale ho fatto dei sacrifici e che mi sono comprato, da solo, lavorando e risparmiando. Un sogno avverato, uno di quelli che mi aveva regalato mio padre che non ha mai potuto comprarsene una, uno di quelli che accantonare è difficile. Così, eccomi qui: la moto è di nuovo in garage, e andarci e come non aver mai avuto incidenti. Niente caviglia gonfia, niente dolore, niente crema da spalmare. Stavolta, se vorrò accantonarla per un po', la porterò in garage fino a che la nostalgia non mi ci rifarà salire di nuovo. Cerchio chiuso. PS: Seguiranno foto, e magari anche quelle del "lucchetto".
Di o3 (del 03/03/2009 @ 13:13:03, in Personali, linkato 155 volte)
Mio nonno nacque l'anno in cui affondò il Titanic. Partì per la guerra, tre volte, e la morte lo venne a trovare, portandosi via i suoi fratelli. Venne mandato a casa, per poter passare il Natale con la famiglia, e la morte lo venne a trovare, portandosi via suo padre. Sposò Rosa, ebbe dei figli, dei nipoti, e la morte lo venne a trovare di nuovo, portandosi via sua moglie. Quando tornò per lui, più di vent'anni dopo, gli dimostrò il rispetto che meritava, permettendogli di partire da dove voleva lui. Mio nonno è morto a 96 in casa sua, nel suo letto, dove voleva morire.
Giovanni - 1912/2008
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