Pensa come un uomo d'azione, agisci come un uomo di pensiero.
Henri Bergson
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05/02/2012 @ 22.02.08
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Ciao a tutti, e benvenuti nel mio blog. Alla fine mi sono fatto contagiare. Alle mode ci arrivo tardi, ma alla fine ci arrivo. A dir la verità la colpa è di Pisè, che ha insistito perchè leggessi i suoi, di blog... Comunque, vediamo cosa ne esce! ^______^
Di o3 (del 08/10/2009 @ 12:07:21, in Personali, linkato 563 volte)
Ecchete, finarmente, a papà. So' diec'anni che io e mamma te stavamo ad aspettà. Diec'anni che se volemo bene, diec'anni d'amore, poi arivi tu e quasi ce fai zompà er core.
Ecchete, finarmente, a papà. M'hai fatto piagne così tanto che me pensavo d'affogà. Quanno stavi 'n panza me veniva da piagne solo a pensatte, e quanno sei 'scito me se so aperte le cataratte.
Ecchete, finarmente, a papà. Te guardo attraverso er vetro, e ringrazio Dio che stai a ciuccià. C'hai fatto core e pijà paura, giusto pe' ricordacce che la vita è sempre dura.
Ma mo ecchete, finarmente, a papà. Te tengo 'n braccio e 'sta paura pare che se ne st'annà. Te fascio stretto e me t'appoggio sulla panza, te guardo fisso fisso e nun me pare mai abbastanza.
Ecchete, finarmente, a papà. Co' tutte quelle smorfie quanno devi da ciuccià. Me penso l'occhi de mamma che rideveno quanno sulla panza je 'sciva 'n bozzo, sartava sulla sedia e già de bene te ne voleva 'n pozzo.
Ecchete, finarmente, a papà. Tu madre che t'allatta, la dovresti da guardà. Te strigne forte forte, null'ho mai vista così bella, la guardo e certe vorte me pare de guardà 'na stella.
E mo che ecchete, finarmente, a papà, sta' a ssentì sta storia che te vojo raccontà. Se semo 'ncontrati, io e tu madre, quaa vorta che, senza conosceme, in machina m'ha preso. Me ce so' messo affianco e se semo 'nnamorati. M'ha fatto salì quer giorno e io nun so più sceso.
E allora ecchete, finarmente, a papà. Pure mo che te sto a scrive pe' nun piagne devo faticà. Er giorno c'amo saputo che c'eri, per aria c'era l'arcobaleno, e 'a prima vorta che mamma t'ha dato 'a sisa, dopo tanto piove er cielo era sereno.
Ma mo che ecchete, finarmente, a papà, se vojo guardà er sole nullo devo da cercà. Me basta pijatte 'n braccio, me basta datte 'n bacio, me basta che me metto ndo' te posso da guardà: ar monno nun c'è luce, nun c'è raggio più forte che me possa 'lluminà.
*************************** A Tommaso, da papà. 07.10.2009
Di o3 (del 17/07/2009 @ 10:27:03, in Qualcosa da dire, linkato 863 volte)
Qualche giorno fa ho visto su Rai Tre lo speciale di Sfide su Valentino Rossi. Lo seguo ormai da qualche anno, adoro il suo modo di guidare la moto, ma ho sempre apprezzato anche "l'uomo" dietro il pilota. La trasmissione, chiaramente celebrativa, non ha fatto che confermare quello che pensavo di lui: fuori di testa, gran carattere, capacità da vendere. Eppure, trovo sempre qualche detrattore. Per carità, i gusti sono gusti e non si discutono, solo che i detrattori del Dottor Rossi non li capisco.
30 anni da poco, 8 mondiali vinti in 4 classi differenti, 100 primi posti e una serie di pole e podi troppo lunga da elencare. E' un "One Man Show": se c'è lui in pista lo spettacolo è assicurato, anche se non vince. E lui lo sa bene: ha la strafottenza (mai cattiva, secondo me) di chi sa di essere un gran campione, di chi sa di aver raggiunto i traguardi che voleva raggiungere, di chi sa di aver tappato le bocche che parlavano male di lui. Ma mai, MAI, a brutto muso. Il periodo più buio che ricordo di lui è quello in cui è stato sottoposto ad accertamenti fiscali: era un Valentino buio, scoraggiato, abbattuto dalle voci di chi non vedeva l'ora di poter dire che il Re era morto. E invece Rossifumi si ritira su, si accorda con il fisco, paga quello che c'è da pagare e ricomincia a girare l'acceleratore. E allora gli rispunta il sorriso, perchè la verità è che Valentino si diverte, sulla moto, per lui non è un lavoro: ho sempre pensato che smetterà quando il tutto non sarà più divertente. Una persona solare, che sa prendere e prendersi in giro. Un romagnolo, per farla breve.
Per questo non capisco i suoi detrattori. Che sia un gran campione è innegabile. Che sia un orgoglio nazionale è innegabile. Che sia una brava persona è innegabile. E allora, davvero, non vedo come si possa non amare un personaggio così...
Da parte mia credo solo che quando smetterà sarà difficile continuare ad appassionarsi al motociclismo. Fino al prossimo Valentino Rossi, almeno. Che però, sono convinto, non esisterà mai.
Di o3 (del 28/03/2009 @ 15:31:10, in Personali, linkato 395 volte)
Sei anni fa ho quasi perso una gamba. Un incidente stradale, uno di quelli stupidi: né un graffio alle mani, né in stato di shock. Solo una gamba attaccata per pochi centimetri di pelle e osso. Frattura scomposta/esposta, rischio di infezione, perdita di sensibilità, tre operazioni, 40 giorni d'ospedale, 8 mesi a casa e un sacco di altri cazzi. Sono stato fortunato, ho ancora la mia gamba. Per un sacco di tempo ho provato una sensazione strana, come se avessi fatto un torto al mio corpo: era perfetto, prima, andavo in palestra, ero forte, agile, onnipotente. Ora ho una gamba "masticata" dal ginocchio alla caviglia, ho perso il 30/40 percento di mobilità al piede, la sensibilità epidermica e i tendini delle dita dei piedi non sono completamente liberi. Ai problemi fisici, però, si fa l'abitudine, e dopo un po' si zoppica di meno, i tendini si "allentano" un po', alla gamba masticata non si fa (quasi) più caso.
La moto mi mancava, però. Mi sono sentito derubato, per tanto tempo: come se l'incidente non si fosse portato via la mia gamba, ma qualcosa avesse dovuto togliermi per forza. Capisco che possa sembrarvi stupido, o infantile, ma le sensazioni sono sensazioni e io non me le sono scelte: mi sentivo così e basta. Derubato.
Per questo, ho ripreso la moto. L'avevo già rimessa in piedi, attenzione, non è che fossi stato a "stecchetto" per sei anni, ma poi l'avevo venduta a mio fratello che l'avrebbe usata meglio. Ma continuava a mancarmi. Era la mia moto, per la quale ho fatto dei sacrifici e che mi sono comprato, da solo, lavorando e risparmiando. Un sogno avverato, uno di quelli che mi aveva regalato mio padre che non ha mai potuto comprarsene una, uno di quelli che accantonare è difficile.
Così, eccomi qui: la moto è di nuovo in garage, e andarci e come non aver mai avuto incidenti. Niente caviglia gonfia, niente dolore, niente crema da spalmare. Stavolta, se vorrò accantonarla per un po', la porterò in garage fino a che la nostalgia non mi ci rifarà salire di nuovo.
Cerchio chiuso.
PS: Seguiranno foto, e magari anche quelle del "lucchetto".
Di o3 (del 03/03/2009 @ 13:13:03, in Personali, linkato 368 volte)
Mio nonno nacque l'anno in cui affondò il Titanic. Partì per la guerra, tre volte, e la morte lo venne a trovare, portandosi via i suoi fratelli. Venne mandato a casa, per poter passare il Natale con la famiglia, e la morte lo venne a trovare, portandosi via suo padre. Sposò Rosa, ebbe dei figli, dei nipoti, e la morte lo venne a trovare di nuovo, portandosi via sua moglie. Quando tornò per lui, più di vent'anni dopo, gli dimostrò il rispetto che meritava, permettendogli di partire da dove voleva lui. Mio nonno è morto a 96 in casa sua, nel suo letto, dove voleva morire.
Di o3 (del 16/02/2009 @ 16:00:59, in Visto!, linkato 358 volte)
Adoro le serie televisive, ma non ricordo di aver mai seguito quelle di produzione italiana. "Romanzo Criminale - La serie", invece, l'ho divorata. Avevo sentito in giro un po' di commenti entusiastici, ma non avevo Sky, e quindi sono arrivato tardi. Diciamo che in genere ricorro comunque a "Mamma Rete" per queste cose, perchè mi sparo sempre almeno due o tre puntate di fila, e quindi ho visto l'intera serie in due o tre giorni. Le prime due o tre puntate le ho addirittura riviste, affascinato da "scenografie" e costumi (si, adoro gli anni '70 ;) )
La serie, successiva all'omonimo film di Michele Placido, "ROMANZO CRIMINALE", entrambi ispirati al libro del giudice Giancarlo De Cataldo con lo stesso titolo, romanza la storia di quella Banda della Magliana che operava a Roma tra la fine degli anni settanta e l'inizio degli anni ottanta, e che prese il controllo della Capitale a suon di pistole.
Come dicevo prima, le scenografie sono bellissime, e il grosso impiego di mezzi è notevole e si fa riconoscere (auto e vestiti "d'epoca", arredamenti e "fotografie" eccellentemente curati). Gli attori sono molto bravi, nonostante i pochi nomi noti alle grandi produzioni, ed i protagonisti carismatici, tanto da far affezionare il telespettatore anche a quelli che dovrebbero essere i "cattivi". Oddio, in realtà trattando di argomenti come omicidi, corruzioni, complotti e via dicendo, sono praticamente tutti cattivi... -.-'''
Particolarmente notevoli le interpretazioni di Francesco Montanari (Il Libanese) e Vinicio Marchioni (Il Freddo), che caratterizzano splendidamente i loro personaggi.
Le scene d'azione sono molte (e notevole l'impiego di stuntmen) e ben girate, i dialoghi accattivanti (magari un po' difficili se siete di Brescia o di Palermo...) e i personaggi veritieri e verosimili (del resto la serie si ispira ad un libro che si ispira a sua volta a fatti e persone realmente esistiti...).
Insomma, secondo me un gran bel vedere, appassionante ed entusiasmante. E visto che è già stata annunciata la seconda serie, dato che la prima termina all'incirca ad un terzo del libro di De Cataldo, non mi resta che aspettare le nuove puntate...
Di o3 (del 14/02/2009 @ 22:56:00, in Personali, linkato 328 volte)
Ho sempre qualcosa da dire. Sempre, anche quando non lo faccio. E quando non lo faccio non sono neanche contento, perchè non lo faccio per motivi non miei. Ma, insomma, ho imparato da un po' che non si ha sempre quello che si vuole. Qualche volta però, come oggi, la voglia è così forte che devo almeno scrivere qualcosa, anche se so già che lo farò con dei giri di parole che alla fine capirò solo io. E' complicato, e anche un po' stupido.
Comunque, oggi ho avuto il mio regalo di San Valentino. Il più bello di sempre. E continua a suonarmi nelle orecchie...
Di o3 (del 07/01/2009 @ 15:53:49, in Duemilanove, linkato 319 volte)
Evvualà. Niente più duemilaotto. E meno male, direi. Che poi fino a Settembre non è che sia andata proprio male male: ho fatto giusto una di quelle cosette che ti cambiano la vita (in meglio, se sei fortunato), e progettato qualcosa che dovrebbe renderla ancora migliore. Ma forse è proprio quello che mi frega, perchè ogni volta che faccio progetti arriva qualcuno a rompermi le (palle)uova nel paniere. Insomma, dopo tre mesi veramente di merda, 'st'anno bisesto è finito, regalandomi però un'impennata finale niente male, sufficiente a permettermi di affrontare il duemilanove che inizia un po' più tranquillamente. Per carità, mica tanto da fare buoni propositi, ma abbastanza per tenere le dita incrociate. Perciò, bilanci e non progetti.
Oh, non dico subito che mi sono sposato, sennò 'sto piatto lo faccio pendere immediatamente da una parte. Perciò, vediamo: ho visitato due o tre posti che sognavo di visitare, e non sono rimasto deluso. Partire è un po' morire, ma mica sempre.
Ho conosciuto un paio di belle persone, ho ritrovato qualcuno e perso qualcun altro mentre i più importanti li ho confermati. Che non è mai poco, eh.
Qualcuno se n'è andato (ma ha da tornà...), e qualcun altro non tornerà più. Ce li ho qui tutti e due, cazzo, ma uno lo dovevo proprio salutare. I parenti non te li scegli, e se ognuno ha quelli che si merita devo essere stato buonissimo e stronzissimo, prima. Comunque, una persona come te non l'ho mai conosciuta, nonno, e mi manchi tanto.
Qualcuno arriverà, nel duemilanove, e aspettiamo 'sta faccetta nuova: c'è chi piange e chi si lamenta, ma per fortuna c'è pure qualcuno che ogni tanto le palle le tira fuori, e le fa vedere. Se vi mettete le mani davanti agli occhi, siete voi i poveretti.
Er Natale... ebbene si, stanno a arriva' le feste de Natale... so tutti contenti, so tutti felici... so tutti piu' boni... a me me rode er culo... e divento ancora piu' stronzo si e' possibile. A Natale te se riempe la casa de parenti, zii, zie, cugini, cugine, nipoti, nonni, pro zii, pro zie, de tutto, gente che vedi solo pe 2 motivi, le feste o i funerali... tocca mettese i cartellini sul petto pe ricordasse i nomi. Insomma se comincia er 24, dalla mattina appena me arzo mi madre parte co la tiritera.. scenno manco me siedo pe fa colazione che parte la lagna ricordate che er 24 e' vigilia, quindi er 24 pesce... , me la guardo ancora nel sonno e je dico a ma' sto a fa colazione, posso magna' i biscotti o devo inzuppa na spigola nel latte???
Ma poi chi cazzo l'ha deciso che er 24 e' pesce... perche' si me magno na salsiccia a chi do fastidio? sta cosa non la sa nessuno, ma e' così... insomma a casa ce sta n'armata de affamati, gente che pare che non magna da na vita, aspetteno er Natale col veleno, da metà Novembre stanno a insalatine pe non rovinasse l'appetito, insomma oramai
a casa mia non fanno piu' la spesa, al dettaglio.
L'anno scorso hanno preso 123 mq de mediterraneo e 83 mq de mar baltico... te dico solo che mi nonna stava pe infarinà e frigge er capitan findus, sto cojone stava a passa nello spazio de mare che s'eravamo comprati, lui co quel cazzo de peschereccio azzurro. C'e' gente che pe magna' conosce i peggio trucchi... de solito a cena dopo un par de portate se slacceno la cinta, mi zio l'anno scorso pe incula' i parenti s'e' presentato in tuta: cosi' non comprime e po magna' de piu'!
Insomma la cena scorre, se finisce de magna' e' l'ora dei regali... in tutte la famiglie ce sta quella che vole fa l'istruita pure che ha fatto pe puzza la seconda elementare... e allora senti mi zia che da il regalo al marito della sorella e je dice ... tieni un bel CARDIGAN , che mi zio c'aveva paura fosse un cane da riporto del Caucaso, ha aperto col terrore... poi co un sospiro je fa: .ah un maglione coi bottoni... m'ero preso na paura.
Sempre lei e' quella che fa i regali impegnati ai nipoti, viene e te fa ... tieni un bel libro, che la cultura e' importante...A zì, sara' pure importante ma si me regali I 3 moschettieri che c'ho 35 anni che cazzo de cultura voi che me faccio...
Ma la cosa piu' bella, che va contro tutto quello che ce viene detto in televisione, so i regali della nonna. So anni che sentimo di che co l'euro tutto e' aumentato: quelle che erano 5 mila lire mo, nella nostra mente, so 5 euro.. si er cazzo che te se frega... mi nonna me regalava 50 mila lire prima, mo uno se aspetta 50 euro...e invece no, te se presenta co un pezzo da 20.. un pezzo da 5 e 50,20 e 10 centesimi... che te verrebbe
da daje na sediata. Mi nonna e' la vera risposta italiana al problema euro! Poi la gente se ne va a casa, ma er peggio deve veni'.
Er peggio e' il 25. La notte io non ce dormo... so teso... impaurito... I preparativi pel 25 partono dall'immacolata. Se riuniscono le donne e se mettono a decide... che famo che non famo...agende co le ricette, puntate registrate della prova del cuoco... poi alla fine se finisce sempre a magna' le stesse cose... Te alzi la mattina, entri in cucina, e le vedi li, manco stessero a sperimenta' la fusione a freddo.
Appena provi a entra' te fanno CHE VOI?... niente che vojo, un bicchiere d'acqua... no aspetti... manco i vietcong ereno cosi'. Poi pare sempre che e' successo qualcosa, so tutte co la faccia disperata.. Te spaventi., ce stai male e domandi che e' successo?... lascia sta... ...come lascia sta? vojo sape'! Se so cose della famiglia c'ho il diritto de sapello... te guardano co la faccia distrutta... e te dicono ... la besciamella ha fatto i grumi....... MA ANNATEVENE A FANCULO VOI E I GRUMI
Da 30 anni er 25 c'ha er menu fisso...e non solo quello. La cosa peggio che po' succede e' il doppio tavolo: uno pei grandi e uno pei piccoli. Me dava ar cazzo da ragazzino...ma adesso me fa proprio smadonna'.
L'anno scorso se semo ritrovati al tavolo che er piu' piccolo c'aveva 25 anni... gente che e' ita in guerra, gente co 2 divorzi... pero' sei sempre relegato al TAVOLO DEI
PICCOLI. L'unica cosa e' che da 2 anni a sta parte ce danno pure i coltelli.
Poi nel mentre che se magna, noti che er fratello de zio, che er 24 c'aveva la tuta, oggi s'e' presentato co la tunica che ha inculato a un lavavetri al semaforo. Sotto e' rigorosamente nudo... che le mutande segano. E c'ha la faccia contenta. Hai capito si che stratega er Bonaparte del colesterolo.
Er pranzo finisce, se contano i superstiti, se sparecchia se lavano i piatti e poi... . e poi... se gira er mollettone e da bianco diventa verde... se comincia a gioca' a carte!!! E a che se gioca? a sette e mezzo? NO! Se gioca a BESTIA!!! Er gioco dell'infamita', tutti contro tutti. Er tipico momento arriva co un piatto de na quarantina de euri. Comanda coppe. Te c'hai er 3 secco.. bussi... sei de mano te senti un leone... bussa solo tu nonna. Tte dici.. .... nonna me vo bene, m'ha cresciuto, sto tranquillo... , cambi 2 carte. non t'entrano altre briscole ma t'entra un carico. Un po' de paura ce l'hai, ma ostenti sicumera. la vecchia non deve intravedere il minimo turbamento in te, so come i cani... sentono si c'hai paura. Allora parti: lanci er carico a denara.
Tu nonna te lo magna col 2 de coppe. Cominci a suda freddo e te dici no non ce lo po ave', no, non me po' di cosi' sfiga...., e invece che fa? Cala er coppone... . Poi co lo sguardo finto dispiaciuto te dice ... e' il gioco..., te butti er 3 smadonnante e lei non contenta butta er 5 a spade, che te c'avevi er 4. Insomma tu nonna t'ha mannato in bestia... A me m'ha fermato mi padre appena in tempo, je la stavo pe da na lamata... gia' me fai i regali pidocchiosi poi te li ripii pure... Poi dici li metti all'ospizio. Comunque, giocando giocando se fa ora de cena e parte la domanda retorica: qualcuno cena? E c'e' gente che ancora c'ha er coraggio de di de si. Poi che vordi' sta divisione cena-pranzo-cena... io so sicuro che l'anno scorso mi zio s'e' messo a sede er 24 e s'e' rialzato er 2... Ma arriva l'ora de salutasse... e parte la solita manfrina: se vedemo troppo poco. tocca organizza' piu' spesso... Vedi tu nonno che se fa du conti e dice... ... ao' contando che er Natale vie' na volta l'anno, la prossima occasione deve da esse... Ed è allora che parte un sonoro ANNATEVENE UN PO' AFFANCULO TUTTI QUANTI!!
Che bello er Natale in famiglia...
Di o3 (del 23/11/2008 @ 22:12:33, in Visto!, linkato 438 volte)
Sono andato a vederlo. Non che fossi veramente interessato, a dire la verità. Mi sono lasciato trasportare: commenti entusiastici, l'anti Harry Potter, la nuova Rowling etc. etc. Tanto per cominciare, la nuova Rowling sarebbe Stephenie Meyer, che è americana, il che dovrebbe bastare per spiegare tante cose. Poi, i personaggi hanno lo spessore di Step e Babi, o come cavolo si chiamava (3 Metri sopra il cielo & 3 Metri sotto terra... DIO, quante ne so...). Si, perchè 2 ore e 15 minuti di film non sono altro che la storia dei due ragazzini che si innamorano l'uno dell'altra, lei simpatica e allegra come la Gelmini e lui con quel piccolo difettuccio che se gli fai l'agliata fa la differenza: è un vampiro. L'unica, UNICA, nota positiva, è l'intenzione di dare una modernizzata al mito dei vampiri, che possono vivere di giorno e al sole brillano come se fossero radioattivi. Insomma, una storiella per ragazzine, in cui per un'ora e mezza i due protagonisti si corrono dietro, e lui la vuole mordere, e a lei le piacerebbe, e a lui pure, ma se non si ferma poi a chi lo mollano il pipistrellino e etc. etc.
PS: Lui se la carica in spalla, la porta in cima ad una sequoia, le si mette dietro e le fa: "Ti fidi di me?" Verra prima o poi il momento in cui una donna con le palle risponderà: "No, che fino a ieri nun te conoscevo!"
Di o3 (del 06/11/2008 @ 22:31:36, in Qualcosa da dire, linkato 432 volte)
Quando muore un personaggio pubblico fa sempre notizia, e si sente sempre dire qualcuno "Poraccio, nun sapevo manco che stava male", e magari è morto in un incidente. Qualche volta ti dispiace davvero, come quando morì Sordi: a me sembrò come se fosse morto un lontano parente, uno zio che non vedevo spesso, un nonno che abitava all'estero.
Quando muore uno scrittore, almeno per me, è diverso. Michael Crichton è morto ieri, a 66 anni, portato via da un cancro. Nessuno sapeva della sua malattia, la sua famiglia ha preferito tenerlo "nascosto" (secondo i giornali, io preferirei dire che si sono giustamente fatti i cazzi propri), i funerali saranno privati. Morte improvvisa, nonostante la malattia che aveva. Talmente improvvisa che il suo ultimo lavoro, la sceneggiatura del quarto film di Jurassic Park, è rimasto incompiuto. Ed è questo che mi colpisce, quando muore uno scrittore. Michael Crichton aveva finito di raccontarci storie? Ha scritto tutto quello che voleva scrivere? Aveva altre favole nelle sue mani? Sicuramente si, ma noi non le leggeremo mai.
PS: Non era il mio scrittore preferito, Michael Crichton, ma avevo letto di lui la serie Jurassica, Congo e in libreria ho Preda, che leggerò quando sarà il momento. Niente letteratura, erano racconti leggeri, da ombrellone. A me però piacevano, e i suoi racconti mi mancheranno. Addio, Mr. Jurassic Park.
Di o3 (del 25/10/2008 @ 23:51:23, in Visto!, linkato 397 volte)
E' piccolo, WALL-E, e solo. Anzi, proprio solo non è: con lui c'è HAL (ricorda niente?), uno scarafaggio. E' l'ultimo robot ancora in funzione sulla terra, e continua a svolgere il suo lavoro di spazzino (WALL-E è l'acronimo di Waste Allocator Load Lifter - Earth). Raccoglie oggetti interessanti come Zippo e cubi di Rubik tra i rifiuti, si ricarica con l'energia solare e nel tempo libero sogna di stringere una mano guardando "Hello, Dolly" su una specie di televisione autocostruita. Finchè... non arriva una "donna" a distrarlo, il primo robot "femminile" mai visto da WALL-E (che, difatti, si chiama EVE...), alla quale sognerà di stringere la mano proprio come nel suo film preferito.
Bellissimo. Il film è uno dei migliori realizzati dalla Pixar, ma per la prima volta, secondo me, quello che colpisce non è l'avanzamento tecnico nella CGI, ormai costante, quanto la dolcezza di questa favola da una parte e la denuncia sociale, per niente nascosta, dall'altra. I temi di contorno del film, difatti, fanno pensare un adulto quanto sognare un bambino: l'umanità ha dovuto abbandonare la terra a causa dell'inquinamento, e i troppi agi hanno ridotto gli esseri umani ad obesi, viziati e distratti eterni vacanzieri.
Va bene, mi smentisco. Ma ci sono cose che vanno al di là di tutto, al di là di politica, di economia, di interessi di mafia. Certo, c'è anche tutto questo, ma io, tra le righe, riesco solo a vedere il titolo, ripetuto più e più volte. Riporto l'articolo così come l'ho letto, e non lo commento. Non saprei che dire, del resto...
A 13 anni ha il tumore da fumo. «E' la diossina» Il medico: mai visto un caso così. Industrie, Taranto città più inquinata dell'Europa occidentale. Tre mamme con il latte contaminato, cinque adulti con il livello più alto del mondo, 1.200 pecore da abbattere
TARANTO — Tre anni fa, S. aveva 10 anni. E senza aver mai fumato una sigaretta in vita sua era già conciato come un fumatore incallito. Un caso simile, Patrizio Mazza, primario di ematologia all'ospedale «Moscati» di Taranto, non l'aveva mai visto. E nemmeno la letteratura medica internazionale lo contempla. Anche a cercare su Internet, la risposta è negativa: « No items found ». Per questo, Mazza temeva di avere sbagliato diagnosi. Invece no. Quel bimbo aveva proprio un cancro da fumatore: adenocarcinoma del rinofaringe. Come tanti altri tarantini, specie quelli del Tamburi, «il quartiere dei morti viventi».
A Bruxelles forse ancora non lo sanno, ma Taranto è la città più inquinata d'Italia e dell'Europa occidentale per i veleni delle industrie. L'inquinamento di Taranto, infatti, è di fonte civile solo per il 7%. Tutto il resto, il 93%, è di origine industriale. A Taranto, ognuno dei duecentomila abitanti, ogni anno, respira 2,7 tonnellate di ossido di carbonio e 57,7 tonnellate di anidride carbonica. Gli ultimi dati stimati dall'Ines (Inventario nazionale delle emissioni e loro sorgenti) sono spietati. Taranto è come la cinese Linfen, chiamata «Toxic Linfen», e la romena Copša Miça, le più inquinate del mondo per le emissioni industriali.
Ma a Taranto c'è qualcosa di più subdolo. A Taranto c'è la diossina. Qui si produce il 92% della diossina italiana e l'8,8% di quella europea. «In dieci anni — dice Mazza — leucemie, mielomi e linfomi sono aumentati del 30-40%. La diossina danneggia il Dna e un caso come quello di S. è un codice rosso sicuramente collegato alla presenza di diossina. Se nei genitori c'è un danno genotossico non è in loro che quel danno emerge, ma nei figli».
Tre mamme il cui latte risulta contaminato dalla diossina, cinque adulti che scoprono di avere il livello di contaminazione da diossina più alto del mondo, 1.200 pecore e capre di cui la Regione Puglia ordina l'abbattimento, forti sospetti di contaminazione nel raggio di 10 chilometri dal polo industriale (con i monitoraggi sospesi perché sempre «positivi ») sono, più che un allarme, una emergenza nazionale. La diossina si accumula nel tempo e a Taranto ce n'è per 9 chili, il triplo di Seveso (la città contaminata nel 1976). Ma sono sette le sostanze cancerogene e teratogene che, con la diossina, colpiscono Taranto come sette piaghe bibliche.
Mentre però a Bruxelles e a Roma (e a Bari, sede della Regione) si discute, Taranto viene espugnata dalla diossina. Basta dare un'occhiata, oltre che ai dati Ines, ai limiti di emissione, il cuore del problema. Il limite europeo è di 0,4 nanogrammi per metro cubo. Quello italiano, di 100 nanogrammi. «Un vestito su misura per l'Ilva di Emilio Riva», dicono le associazioni ambientaliste. «Siamo in regola e abbiamo anche investito 450 milioni di euro per migliorare gli impianti», replica l'Ilva, che l'anno scorso ha realizzato utili per 878 milioni, 182 milioni in più dell'anno prima e il doppio del 2005.
L'Europa però è dal 1996 che ha fissato il limite di 0,4 nanogrammi. L'Inghilterra, per esempio, si è adeguata. E la Germania ha fatto ancora meglio: 0,1 nanogrammi, lo stesso limite previsto per gli inceneritori.
Nel 2006, Ilva e Regione Puglia hanno anche firmato un protocollo d'intesa, ma con scarsi risultati. La «campagna di ambientalizzazione» procede a rilento e sembra che l'Ilva intenda concluderla nel 2014, proprio quando scadrà il Protocollo di Aarhus, recepito anche dall'Italia, che impone ai Paesi membri di adottare le migliori tecnologie per portare le emissioni a 0,4-0,2 nanogrammi.
Eppure a Servola, Trieste, acciaierie «Lucchini», per risolvere il problema è bastato un decreto del dirigente regionale Ambiente e Lavori pubblici, che ha imposto al siderurgico, pena la chiusura, di rispettare i limiti europei. In due anni, grazie anche alle pressioni della confinante Austria, il miracolo: dalla maglia nera, in tandem con Taranto, Servola è diventata un centro di eccellenza, con la diossina abbattuta fino al teutonico limite di 0,1 nanogrammi.
Certo, con una legge regionale, o con un decreto come quello friulano, si eviterebbe anche il referendum sull'Ilva, giudicato ammissibile dal Tar di Lecce e sicura fonte di drammatiche spaccature fra i 13 mila dipendenti del siderurgico. Invece c'è soltanto una delibera del consiglio comunale di Taranto che chiede timidamente alla Regione «di fare come in Friuli». Ma la Puglia non confina con l'Austria. Al di là del mare, c'è l'Albania.
Ho scritto due post fa che sul mio blog non si parla di cose serie. Lo ribadisco, non sono il tipo. Questo non significa però che non abbia un mio pensiero, sulle cose. E spesso, per un motivo o per un altro, il mio pensiero non combacia con quello della gente. Insomma, non sono nazionalpopolare, in un modo che spesso mi fa evitare di esprimermi per non dover SEMPRE discutere. Qualche volta (raramente), però, incontro qualcuno che la pensa come me, e a queste persone mi sento di esprimere tutta la mia solidarietà, tutto il mio appoggio, se non altro per aver trovato la forza (o il coraggio) di fare quello che io non ho fatto. Sto parlando di Marco, e di quello che dice qua...
Di o3 (del 01/10/2008 @ 23:23:04, in Pour parler, linkato 315 volte)
Ogni tanto mi imbatto in qualcosa che mi lascia imbambolato. Qualcosa che mi da da pensare per giorni, che mi fa venire voglie, desideri. Spesso, sono cose che riguardano i sentimenti.
Mi sono iscritto ad un gruppo, su Facebook, quello dei Free Hugs Italia. Conoscete quelli dei Free Hugs? Sono persone che girano per strada con un cartello in mano, con scritto su proprio Free Hugs, Abbracci Gratuiti. Detta così sembra una cretinata, ma non lo è. Il primo a distribuire "abbracci gratuiti" è stato Juan Mann, un tipo normale, con dei problemi normali, che un giorno ha sentito la necessità di essere abbracciato, e non avendo nessuno che potesse abbracciarlo ha semplicemente chiesto "aiuto" scrivendo "Free Hugs" su un cartello. Perchè mi ha colpito, questa cosa? Perchè io sono uno che abbraccia. Sono uno a cui piace stringere le persone che ama, le persone a cui vuole bene. Mi piace trasmettere i miei sentimenti con un contatto. Sono il primo a trovarlo strano, perchè del mio "spazio vitale" sono piuttosto geloso, e non amo i contatti non richiesti, li trovo invasivi. Insomma, dirò una stronzata, ma una gomitata non è un abbraccio. Guardarsi negli occhi e poi stringersi è diverso, e le persone non sono più abituate a farlo (e questa cosa me la fece notare proprio una persona cara che abbracciai tempo fa...). Insomma, a me 'sta cosa dei Free Hugs piace, mi piacerebbe farla. Credo che ci siano un sacco di persone che abbiano bisogno di un contatto umano, che abbiano bisogno di SFORZARSI di avere un contatto umano, che debbano trovare il coraggio di averne uno. Mi piacerebbe riuscire ad organizzare qualcosa, magari proprio grazie a Facebook. Se qualcuno la pensa come me, beh... sapete dove trovarmi ;)
La storia di Juan Mann: " I'd been living in London when my world turned upside down and I'd had to come home. By the time my plane landed back in Sydney, all I had left was a carry on bag full of clothes and a world of troubles. No one to welcome me back, no place to call home. I was a tourist in my hometown. Standing there in the arrivals terminal, watching other passengers meeting their waiting friends and family, with open arms and smiling faces, hugging and laughing together, I wanted someone out there to be waiting for me. To be happy to see me. To smile at me. To hug me. So I got some cardboard and a marker and made a sign. I found the busiest pedestrian intersection in the city and held that sign aloft, with the words "Free Hugs" on both sides. And for 15 minutes, people just stared right through me. The first person who stopped, tapped me on the shoulder and told me how her dog had just died that morning. How that morning had been the one year anniversary of her only daughter dying in a car accident. How what she needed now, when she felt most alone in the world, was a hug. I got down on one knee, we put our arms around each other and when we parted, she was smiling. Everyone has problems and for sure mine haven't compared. But to see someone who was once frowning, smile even for a moment, is worth it every time."
Stavo mangiando le patate al forno. Le ha fatte mia moglie, le vengono sempre bene (non andate a cercare il post in cui dico che mi sono sposato, non c'è...). Su Italia Uno c'è Garfield, stasera:
Non l'avevo ancora visto. Carino l'effetto-pelo, carina l'integrazione con la CG. Poi, il gatto si gira, con la coda dritta. Niente culo, né gingilli. Parliamo d'altro, và...
Da poco mi sono ripromesso (di nuovo) di scrivere di più sul blog. Così, mi sono domandato cosa c'è di interessante, sul mio blog. Niente. Io non parlo di politica, non parlo di calcio. Non parlo del Berlusca, di Uolter, di Obama, di Osama, della Cina, del Tibet. Non parlo di Roma, di Juve, di Milan o di Inter. Non gioco al fantacalcio, a calcetto, a calciotto, a calcio balilla (vabbè, a calcio balilla si, ma solo d'estate e con un ghiacciolo al limone in bocca). Non disquisisco dei vizi orali della Carfagna né della strumentalizzazione dei concerti del primo maggio. Insomma, niente di interessante qui, per voi. A meno che non vi piaccia il cinema (anche quello leggero), le serie televisive, i fumetti, i libri d'evasione, la tecnologia, internet, la playstation, i videogiochi, i computer, gli animali, il modellismo, la fotografia, il disegno, i tatuaggi, il rock, le moto e qualcos'altro che ora non mi viene in mente. Quindi questo non è un blog serio. Qui si cazzeggia, ci si svaga. Se sei uno a cui piace svagarti, sei il benvenuto. Sennò c'è il blog di Grillo.