
E' piccolo, WALL-E, e solo. Anzi, proprio solo non è: con lui c'è HAL (ricorda niente?), uno scarafaggio. E' l'ultimo robot ancora in funzione sulla terra, e continua a svolgere il suo lavoro di spazzino (WALL-E è l'acronimo di Waste Allocator Load Lifter - Earth). Raccoglie oggetti interessanti come Zippo e cubi di Rubik tra i rifiuti, si ricarica con l'energia solare e nel tempo libero sogna di stringere una mano guardando "Hello, Dolly" su una specie di televisione autocostruita. Finchè... non arriva una "donna" a distrarlo, il primo robot "femminile" mai visto da WALL-E (che, difatti, si chiama EVE...), alla quale sognerà di stringere la mano proprio come nel suo film preferito.

Bellissimo. Il film è uno dei migliori realizzati dalla
Pixar, ma per la prima volta, secondo me, quello che colpisce non è l'avanzamento tecnico nella CGI, ormai costante, quanto la dolcezza di questa favola da una parte e la denuncia sociale, per niente nascosta, dall'altra. I temi di contorno del film, difatti, fanno pensare un adulto quanto sognare un bambino: l'umanità ha dovuto abbandonare la terra a causa dell'inquinamento, e i troppi agi hanno ridotto gli esseri umani ad obesi, viziati e distratti eterni vacanzieri.
Molteplici, nel film, sono le citazioni: da
CORTO CIRCUITO a
2001: ODISSEA NELLO SPAZIO, dal
PIANETA DELLE SCIMMIE ad
ALIEN. Una curiosità: la "voce" di WALL-E ed EVE è stata creata da
Ben Burtt, montatore del suono di film come
STAR WARS (sua è anche la voce di R2-D2) e
Indiana Jones.
Insomma, il film è da vedere. Se vi sono piaciuti "Monsters & Co." e "Ratatouille" e vi ha intenerito "Alla ricerca di Nemo", WALL-E vi emozionerà

