Superman Retards

- "Tutto cominciò così, figlio mio: un grande bagliore, ed un tremendo
puzzo di merda."
- "E' per questo che il mio alito sà di fogna, papà?...papà? PAPA'!"

Ma Jonathan W. Kent se n'era andato per sempre. Fu l'alito di suo figlio
Cloack? Nessuno lo seppe mai. E adesso Cloack Kent, dopo sua madre Tinmarta,
aveva perso suo padre Jonathan Wowbagger Kent, detto Jonathan "Dimensione
Avventura".

- "Ma perchè? Perchè? PERCHEEEEEEEEEEEEEEEEEEeeeeeeeee.....PROT!" e Cloack
Kent, che ancora non era divenuto Nembo Kid, spazzò via la sua fattoria di
SMALLville, il villaggio dei microdotati. Fu così che si trasferì a
METROpoliz, la città dei superdotati...

***** DAILY PLANET *****

- "CLOACK, MADDIOBBONO! Dov'è il mio articolo su Felix Luthor???"
- "Arriva, mister Barry White!"
- "CLOACK, mapputtanalatumà...sono forse negro? Canto? Il mio nome è PERRY,
non BARRY!!"
- "Si signor White, mi scusi signor White...".

Fu in quel momento che entrò lei, la donna di cui sia Cloack Kent che Nembo
Kid erano innamorati: Mary Jane Lane. Mary Jane Lane non era proprio un bel
pezzo di donna, anzi. Era alta un metro e ventisette al garrese e pesava
quanto un tricheco. Aveva qualche problema di peli superflui, ma per fortuna
l'attenzione sulle sue gambe veniva distolta dalla barba che le scendeva giù
fino ai coglioni. I coglioni, i coglioni: il vero nome di Mary Jane era
Jack, e faceva il travestito per arrotondare. E, da come camminava, doveva
aver arrotondato un bel po'...

- "Ciao Mary Jane, felice di vederti!" disse Cloack
- "Mattoglitidallepallescassacazzifrociocolfiatodimmerda"
- "Ciao Mary Jane, a dopo!"

Cloack era così: un tonto coi poteri di un Dio. Praticamente aveva la panza
e il faccione pelato di Buddha...

- "Signor Cloack, signor Cloack! Sono io, Maurogimmi Olsen! Mi ascolti, ma
non fiati ne' si pieghi! Guardi qua: Felix Luthor minaccia la terra dalla
Fortezza della Solitudine di Nembo Kid!"

L'orgoglio di Nembo scattò. Un bruciore gli attanagliò lo stomaco, e
cercando di avanzare deciso ma senza sembrare il coraggioso eroe che stava
per diventare, entrò velocemente nello stanzino in fondo alla stanza e si
chiuse con forza la porta alle spalle.
Un quarto d'ora dopo, finito di cagare, volò via pensando che i maccheroni
alla Kriptoanalite gli davano i bruciori se non prendeva l'amaro Giuliano...

***** Fortezza della Solitudine *****

- "Luthor! (Diobbono, 'sto costume di Leacril mi infiamma tutto il culo...)
Come hai fatto a trovare la mia Fortezza della Solitudine?"
- "Coglione di un alieno, quante persone verrebbero a farsi le pippe al
polo nord? Mi è bastato analizzare le pioggie acide cadute sulle coste della
Norvegia per capire che dovevano provenire da qui... Ma questo non importa!
Con questa tecnologia posso dominare il mondo! Guarda qui: schiaccio un
bottone, e vualà! Mi si accende la tivù con le Superchicche, ne schiaccio
un'altro e vualà, un piatto di tonno insuperabile, premo qui e vualà, posso
giocare a Super Mario, clicco qui e..."
- "NO, QUELLO NO!"
- "SI, QUESTO SI!"

Click.

Ma quello era il super bidet. Il Geiser d'acqua che schizzò dal basso
cominciò a fuoriuscire dalle orecchie di Felix Luthor poco prima di
catapultarlo nello spazio a milioni di chilometri di distanza.

- "Non ha usato neanche il sapone..." disse Cloack prima di volare via.

Mentre volava via, a un tiro di schioppo da Metropoliz, venne colpito in
fronte da una pietra. Scese a terra, ai margini di una città chiamata CM
City. Una figura nera, con un mantello svolazzante, uscì dall'ombra, e
disse:

- "Nembo, tu voli nell'alto dei cieli e salvi il mondo, ma nessuno si
preoccupa dello scartamento delle merendine nei bassifondi di CM City. Per
questo ci sono io! Permettimi di aiutarti!"

- "Ok, Zorro!" disse Nembo, e volò via.

Ma quello non era Zorro. Era il paladino di CM City. Era brazman. Minuscolo.

Ma questa, fortunatamente, è un'altra storia...




Lo strano caso del dottor Morphine Jackill e Mr. Aida

Prima di diventare dottore Jackill Morphine, detto Jack, aveva avuto qualche problemino, soprattutto a scuola. In pratica, i suoi compagnucci lo paraculavano. Di brutto.

- "Non farci caso, rosp...ehm, Jackill, che lo fanno per cinque minuti e poi, se li ignori, la smettono" gli diceva la maestra.

E Jackill, che credeva a quello che gli diceva la sua maestrina, li ignorava. Da 20 anni. C'era gente, come Pablo Umberto Bernardo Evaristo de Oro, di due anni più grande, che si era fatto bocciare due volte per farsi mettere in classe con lui. O come Dominick Von Felix, induista convinto, che si era convertito al cristianesimo pur di pigliarlo per il culo pure tutte le domeniche a messa. Insomma, MJ aveva dei complessi. Ma non perchè era alto come un paracarro, ne' perchè era largo come un Rav4. Forse nemmeno per le sopracciglia cespugliose che si univano ai peli delle orecchie, a sventola, formando delle simpatiche trecce rasta impastate di cerume. E magari non per il fetore di carogna di dingo che esalavano le sue ascelle, il quale, però, copriva il putridume nauseabondo che marciva tra le dita dei suoi piedi. Non per questo, no. Morphine Jackill non si sentiva a suo agio nel suo corpo. Si sentiva come uno stronzo di tre chili e mezzo nell'intestino di un malato di stipsi; come un negro juventino in curva alla partita della nazionale romanista Ku Klux Klan contro i naziskin attivisti simpatizzanti del Toro: stretto e fuori posto.

E così, il dottor Morphine Jackill cominciò a cercare di cambiare la sua vita, unendo sostanze e mescolando composti sperando di trovare il fluido che avrebbe messo fine ai suoi guai. Inventò così il latte col Nesquick, la Dottor Pepper, lo sciroppo di Amarene, la cedrata e due pinte di Dudemon rossa doppio malto. Ma ancora non era contento: P.U.B.E. de Oro e Felix continuavano a pigliarlo per il culo per i baffi sporchi di latte, per il gusto di merda della dottor Pepper, per i vasetti di ceramica bianca in cui vendeva le Amarene sciroppate, perchè nessuno si comprava quella cazzo di cedrata e perchè la Dudemon li faceva scorreggiare come un cammello a metano.

- "Non è possibile!" esplose il dottore "Dovrò essere paraculato per il resto della mia vita!" e gettò tutto dentro la tazza del cesso.

Fu allora che accadde: il composto cominciò a gorgogliare all'interno del Water, ad emettere un odore nauseabondo e a soffiare fumi color ramarro.

- "Non ci posso credere...il composto...questo è il composto che cambierà la mia vita!"

Ne prese un bicchiere e, d'un soffio, lo ingurgitò.


***** Salaria, chilometro 41 e 300 *****


Mister AIDA aspettava qualcuno che volesse comprare il suo amore sotto la fioca luce di un lampione, scaldandosi con del cartone a cui aveva dato fuoco dentro un bidone da cantiere perchè le calze a rete da lonza indossate senza mutande gli facevano penzolare fuori i coglioni. La panza, almeno, era coperta dalle mammelle. Da tutte e tre: una sesta cascante, che gli era cresciuta cinque minuti dopo aver bevuto il succo che, come aveva scoperto, cambiò la sua vita.
Mentre era lì, a far mercimonio di quel corpo sgraziato e deforme, un'Arna cabrio si accostò. Due voci che il dottor Morphine Jackill/Mister AIDA conosceva fin troppo bene gli chiesero:

- "A Travellò, quanto ce dai se te schiacciamo co la machina e mettemo fine a 'sto tormento?"

Erano P.U.B.E. e Felix che, almeno, non lo avevano riconosciuto.

- "Non si dice travellone, si dice Transgender..."
- "A Travellò, ma chessei, Gechill? Malimortaccituà...embè, mo armeno nun te ce piamo più per culo, visto che te ce piano tutti l'artri! AR AR AR AR AR AR AR AR AR AR..."

E, sgommando, ripartirono. Una lacrima cadde a fatica dal viso di Mister AIDA, facendo lo slalom tra i bitorsoli. Adesso era felice: la Juve del negro aveva segnato; lo stitico aveva cagato; lui era, finalmente, una donna. Per metà, almeno.


***** FINE *****

NB: El Pube de Oro sconsiglia di bere composti a base di latte e Nesquick, Dottor Pepper, sciroppo di Amarene, cedrata e Dudemon per cambiare sesso. Nessun Morphine Jack è stato maltrattato durante la realizzazione di questo racconto. Questo mio post è per farmi credere che è sparito perchè rosicava.

 

 

 

 

 

Stella: l'uomo è il miglior amico dell'uomo...

 

..ma più dell'altro uomo, quello con le mammelle. Anzi, più le mammelle
sono grandi, più l'uomo sembra essere amico. Che, dico io poi, solo due
mammelle...mah, siete strani, voi uomini. Che ti vedo che ti avvicini lì,
che ti partono gli ormoni (c'ho naso io, per queste cose...), fai per avvicinarti...
E NON GLI ANNUSI IL CULO! Dico io, come fai a fidarti di qualcuno se non
sai nemmeno di cosa odora il suo culo?

E poi, senti, devo proprio dirtelo: a me quel tipo lì con le mammelle non piace.
Ma hai visto cosa porta al guinzaglio?!?!?!?! L'altra volta quasi mi viene un colpo...
dico, un uomo con le mammelle e con al guinzaglio un Brontosauro...non
dovrebbero permettervi di portare a spasso bestie che MI superano in altezza...
Si, ho capito che cercavo di farmela, ma è un periodo particolare, devi capire...
c'ho tutti questi ormoni in circolo...certe volte mi rimane difficile distinguere...
un Alano, uno Yorkshire, una gamba, un bracciolo del divano, tua madre...qualche
volta mi confondo! Che credi, che sia facile per me? Ingropparsi qualcuno, intendo?
Che significa che non ho il pisello? Senti, lascia stare, parlare con te è come
parlare con un Chihuahua...Ehi! Cos'è stato quel rumore? CHI STA USCENDO DA
QUEL CANCELLO? ODDIO! ECCOLO! E LUI! IL BRONTOSAURO! COL GUINZAGLIO!
A CUI E' APPESO L'UOMO CON LE MAMMELLE! PRESTO! SCAPPA! CORRI! SALVAMI!
VIA! ANDIAMO! VATTENE, MOSTRO! VA VIA! VIAAA!...

...uff...che paura...non ci posso credere...lo fai apposta, a passare di qui! Ma...
cos'è, questo odore? Ehy! Una cacca! YUM! ARF! ...sgrunf...ciomp...buona...cosa
vuoi? No, che non la lascio...Ehy...levami le mani dalla bocca...certo che è cacca,
che credevi...che diavolo strilli? ODDIO, CHE SUCCEDE?!?!?!NON FARE COSI',
CHE MI SPAVENTO! ...glom...azz...quasi mi strozzo...Eh? certo, che l'ho ingoiata...
cosa? ma perchè mi picchi, adesso? E' inutile che vai a ricontrollare, era cacca,
era cacca...uff...mi hai fatto male, mi hai fatto...che vita da cani...

 

 

Stella: il cane è il miglior amico del cane...

 

...però io 'sta cosa dell'annusarsi il culo continuo a non capirla. A parte
che la mia Stella, come vede un cane, lo punta che nemmeno io davanti ai
videoclip di Shakira. E poi salta, corre, abbaia, si rotola, fino a che non
riesce ad annusare il culo dell'altra bestiola. Che ci credo che alla fine
cede, gli verrà da vomitare, con tutti quei movimenti davanti agli occhi...
Però sai come sono fatti i cani: io annuso il culo a te, e tu annusi il culo
a me. E allora prova ad annusarle il culo, alla mia Stella. Il piccolo Lacky
ancora lo cercano... Che mi toccherà dirglielo al padrone, che urla e piange
da una settimana a questa parte.

 - "Ecco, questo è il suo Lacky...mi dispiace sa, la mia Stellina è un po'
vivace...la deve capire, ha avuto un'infanzia difficile... Come dice? Si,
solo questi peli... è tutto quello che sono riuscito a toglierle dalla
bocca... beh, per essere sincero, un po' sono della mia micia, Lilith...sa,
presentarmi con solo tre peli mi sembrava sconveniente..."

Secondo me è perchè è in calore. Il PRIMO, calore. Che non è uguale agli
altri, dice il veterinario, il primo dura di più... 22-25 giorni.
22-25 GIORNI. Praticamente per un mese è come essere un bambino che corre
nudo in un campo di pedofili. Uomo, donna, bambino, cane, cagna, gatto,
divano, tavolo: non importa a quale specie tu appartenga, la mia Stella
cercherà di fartisi. Ma mica da cagnetta, da cane femmina, insomma. No no,
lei cerca di ingropparti, proprio come fanno i maschi... Sarà normale? Bah,
forse mi conviene chiedere al veterinario... Voglio dire, se ti si ingroppa
una gamba, la mamma o il bracciolo del divano va pure bene, le strilli, la
sculacci, raccogli la falange dell'indice destro e te ne vai. Quando però
prova a ingropparsi Keyra, nascono i problemi. Keyra, Keyra, il cane che
abita nella strada dove andiamo a fare i bisognini. Oddio, almeno credo che
sia un cane...

La prima volta l'abbiamo incontrata di giorno. L'ho notata perchè
all'improvviso è sparito il sole: un alano di un metro e ottanta al garrese,
di circa ottanta chili. La padrona che la teneva al guinzaglio camminava in
punta di piedi. Che, dico io, come cazzo fai a pensare che il mio
pseudo-pinscher di quattro, cinque chili se bagnato, lungo venticinque
centimetri con la coda tirata, abbia voglia di giocare con quel
Tirannosauro? Poi, secondo me, se Keyra da lassù vedeva a malapena me, come
faceva a vedere la mia Stella? Oddio, a dire la verità non la vedevo più
nemmeno io: merito della forza centrifuga.

 - "STELLA???," la chiamo "...scusami, mi guardi se per caso la tua bestiola
me l'ha schiacciata?"
 - "Mah, credo che la tua Stella sia di fronte a quella nuvola di
polvere..."

Tutto questo prima del calore. Te lo immagini un Pinscher che prova ad
ingropparsi un alano? SENZA IL PISELLO? Keyra se la scrolla di dosso come
Stella fa con le zecche. Con  le SUE zecche, perchè quelle di Keyra sono più
grandi, di Stella. Che poi, che le dici, alla padrona?

 - "No, sai, avrà dei traumi da abbandono..." che ti vergogni, e se
quell'infoiata non le si fosse attaccata alla gamba per ingropparsela,
magari provavi pure a fare il piacione...
 - "Però è vivace, simpatica!" e ti sorride. E allora lì tiri fuori il
meglio di te, che almeno la cagnetta ha la scusa del calore.
 - "Tutta il suo padrone!", le fai.

La cosa più stupida da dire ad una ragazza la cui gamba sta per essere messa
incinta dal tuo cane. FEMMINA.

 

 

Stella: l'uomo è il miglior amico del cane...

 

...ma, dico io, se prima mi dai l'osso, perchè poi me lo vuoi togliere dalla
bocca? E' inutile che sbraiti perchè ti ho quasi staccato la falange, ed è
inutile pure che vai
a pigliare il giornale: ti tiro fuori l'espressione da meticcetto
abbandonato con lo sguardo orientaleggiante, mi infilo sotto la panchina, e,
al limite, mi arrivano due bottarelle sul sedere. Che, ti dico la verità,
nemmeno le sento. Ah, e se mi va bene, mi chiudi fuori del cancello, in
giardino...Heheheheh...così ti cago sul prato e ti mangio le fragoline di
bosco. Peccato che non ho preso l'osso, sennò lo sotterravo a quindici metri
al centro del tuo meraviglioso giardino di Dicondra. Proprio lì, vicino a
dove ho cagato. E, quasi quasi, ti mordo pure il tubo dell'acqua, che prova
a
rilavarmi, domenica prossima. Stavolta vado a sgrullarmi direttamente sul
divano... "Prendo il Neutro Roberts, che non irrita..."
Forse non irrita il TUO, di culo...che mi sono dovuta leccare per tutto il
pomeriggio...
Poi ti meravigli, se ti vomito la Triglia alla Vernaccia...a proposito,
buona, quella di ieri sera...la mia, almeno, visto che tu hai impiegato
almeno mezz'ora per spinarmi la mia parte, e quando finalmente ti sei messo
a mangiare hai dovuto grattar via la polpa dal piatto. Ma non tanto,
poco...giusto il tempo che quella specie di Mammuth bianco è scesa da sopra
(che ho capito che non mi ci mandi perchè c'è lei, sai? Sono mica scema,
io...). Così io mi sono avvicinata, con la solita aria indifferente e con
dei rapidi movimenti della coda sono quasi riuscito a ipnotizzarla... E se
tu non ti fossi alzato urlando "STELLA!", che mi hai fatto venire un colpo,
non mi avrebbe nemmeno preso, con quelle sue unghiette da Iena! Ah, ma
gliel'ho strappato un bel ciuffetto di peli, dalla coda...

Ah, ma guarda, pure 'sta sera vuoi vederti "LOST"? Devo ammetterlo, sei
tenace...e dai, poggia i piedi sulla sedia...eccoli...SGNAC! Un bel morsetto
sull'alluce...hehehehhe...che così sei costretto a predere qualcosa per
farmi giocare, che mi sto rompendo... Oh, e poi: la prossima volta che vai
da Ikea, non mi portare 'ste specie di peluche cinigliati a forma di topo!
Che ti siano di lezione i due litri di bava che ci ho lasciato sopra, prima
di depositartelo sulle pantofole... Magari un bel chilo e mezzo di salmone
affumicato, che ne so...

Scusa un attimo, che devo sgocciolarmi le mestruazioni, che mi piace
morderti lo Scottex quando vai a pulire! Così prendi finalmente il mio
cuscinetto, e si gioca sul serio! Che mentre lo agiti con la mano faccio
finta di sbagliarmi, e ti allento un bel mozzicone sulla mano...

 - "Vabbè, ma stava giocando..."  Hehehehehhe...devo inventarmi qualcosa di
nuovo pure per quando mi tiri la palletta, che non mi va più di riportartela
indietro per poi deviare a due passi da te. Anche se quando sei cascato mi
sono divertita da morire a leccarti tutta la faccia!

Senti, tanto ormai "LOST" non l'hai visto, che ne dici di andare a fare una
passeggiata? Tanto ti tiro io, come al solito...quando ti deciderai a usare
pure
le zampe davanti? Sempre così, sulle posteriori...Che ho proprio voglia di
abbaiare a qualcuno, o di sgranocchiare una pigna, o di raccattare qualcosa
da vicino al secchio dell' immondizia, o di odorare il culo di qualche altro
cane, o di farti fare lo zig-zag tra i cespugli, o di tirarti nel campo tra
la cacca di cavallo, che magari un pezzetto lo prendo pure in bocca, così me
lo devi togliere con le mani, o di correre dietro a qualche gatto, o di
andare a svegliare qulcuno... YAAAAAAAAAaaaaaaaaaawwwwwnnnnnn......
Mi è venuto sonno...andiamo a casa và, che domani devo alzarmi presto:
sei e mezza. Puntuale, o ti cago nel salotto.

 

 

Stella: il cane è il miglior amico dell'uomo...

 

...che poi prova a levarle l'osso, alla mia Stella. Cioè, essì che quando ti
vede fa le feste, salta e rimbalza per tutta casa e dalla contentezza sbrana
un bracciolo del divano, ma tu non lo faresti? Quando va magra, si mangia il
cinghiale in umido. Che, se non è cotto bene, magari te lo vomita lì, in
mezzo ai piedi se hai le scarpe, e SUI piedi se sei in ciabatte. Il tempo
giusto di tirare in dietro la sedia, di urlare qualcosa disgustati e lei è
di nuovo lì, con quell'arietta da meticcetto abbandonato che farebbe
piangere Hannibal Lecter che si lecca scondinzolante tutto quello che ha
appena vomitato. E tu hai il coraggio di continuare a mangiare? Via il
cinghiale in umido, domani lo insaporisci meglio e lo dai alla cagnetta.
Aspetti che finisca, senza guardare, e vai a prendere il Glassex, che almeno
ci togli l'odore dal pavimento, sperando che mentre sei chinato a pulire chi
vive con te non ti pianti il coltello del formaggio nella schiena per
liberarsi di te e del cane.
Butti lo scottex impregnato nel secchio ed apri il Freezer, che almeno ti
rifai la bocca col Carte D'or alla Spagnola, preso all'Emmepiù col tre per
due che non hai capito perchè però ne hai presi quattordici. Ti infili il
cucchiaio (quello grosso) in bocca e trascini una sedia davanti al divano,
così ci poggi sopra i piedi, una volta seduto. Giusto giusto quei due
secondi che Stella è lì a leccarti l'alluce, mentre cerchi di salvare almeno
l'ultimo paio di calzini e apri il gelato. Il tempo che le arrivi l'odore al
naso.

 - "Stella, stai giù, ti ho messo i croccantini!" Illuso. Tu li mangeresti,
i croccantini, dopo un lauto pasto di cinghiale semidigerito?
'Vabbè, ora ti frego io...' pensi, pescando col cucchiaio la prima amarena
del Carte D'Or. Ti pare che al cane piacciono le amarene? Si ricorderà per
sempre del disgusto e non ti scasserà più, quando mangerai la Spagnola, che
per gli altri gusti c'è tempo per elaborare un piano. Le avvicini il
cucchiaio al naso, e se riesci a riprenderglielo dalla bocca potrai
prenderne un altro e metterti a mangiare il gelato sul tavolo, così non ti
rompe più. A parte i solchi sulle cosce. E pensi, che se ieri si è mangiata
i fichi, l'altro ieri le nespole, il giorno prima 15 noccioli di ciliegia,
nocciole, melone e roba varia, perchè avrebbe dovuto rifiutare le amarene?
Bah...

 - "Stella, STAI GIU!". Oddio, ora la pazienza ti sta passando, e quei suoi
occhietti di taglio orientale non ti fanno mica più tanta tenerezza. Per
fortuna però lo strazio dura poco, perchè dalle scale è arrivata la micia.
Quello scricciolo di cinque chili, quella specie di Caimano nano vestito di
pelliccia bianca, quel Kimba in miniatura. Che pensavi: "Si abitueranno."
L'idea ti è passata la prima volta che hai visto Lilith ( la gattina )
trasformarsi nella versione casalinga del Sasquatch. "Passerà".
Sono due settimane che cerchi sotterfugi per chiuderne una delle due in
cucina mentre trasporti l'altra fuori, e a parte la tua mano destra, tuo
padre ha perso la sensibilità della spalla su cui trasportava Lilith e a tua
madre fa ancora male l'osso sacro. Tutte le volte che fai vedere alla
cagnetta un pezzo di pane secco scatta a cercare l'albino. "Sono animali
intelligenti...."

Ok, via il gelato, non è aria. "Lilith, non le soffiare, non ti fa niente!"
Chi, il Pinscher da difesa? Ma non volevi vedere "LOST", stasera? Che poi,
vedere...sono due settimane che ti addormenti a Paperissima Sprint,
nonostante quella gnoccolona della Henger. Sarà l'alzataccia alle 6.30 (
SEIEMMEZZA! ) per portarla fuori a fare i bisognini...che ti sei fatto
riformare dal militare, per non alzarti così presto. E adesso, per il
meticcetto...

 - "Dai, che andiamo a fare la cacca!" e via, alle undici di sera, che ad
Anguillara alle undici di sera non c'è umidità, ci sono le cascate. E
'quello non si mangia!', 'lascia stare il gatto', 'non abbaiare al parroco',
'vattene tu, che non te la puoi ingroppare', 'Stella, se ti metti così è
chiaro che quello si ingrifa', 'non abbaiare ai cavalli', 'ma non li vedi
quei due che trombano?', 'che hai preso? SPUTA!', 'no, che mi gocci sulle
scarpe', 'TI E' RIMASTA ATTACCATA AL CULO?!?!?!', 'non tirare, che la devo
raccogliere...', 'bravo scricciolo, che i bisognini si fanno fuori, non in
salone...', 'non ti spaventare, è solo il pizzettaro che butta la mondezza',
'non si abbaia, a quest'ora, che la gente dorme!'.

E a mezzanotte e tre quarti rincasi, fradicio come se ti fossi fatto il
bagno al lago. Chiudi la porta a chiave e metti il Nylon sul divano, che se
ci sei non ci sale, ma come chiudi la porta per andare a dormire...
 - "Notte cucciolotta! Mi vuoi bene? Quanto io ne voglio a te? Il fatto che
tu ti stia facendo il bidet è un si? Buonanotte..."
Porta chiusa, e orecchio teso. E già salita sul divano? Si, ok. Puoi andare
a dormire. Che è l'una, già, e alle sei e mezza devi portarla a fare i
bisognini. Non prima, però, di aver pulito la metà che ha lasciato in
salone...

 


 

Secchezza, Fulmine e Tucson City

 

Le palle seccate dal sole trovavano refrigerio grazie alla borraccia di scroto di Iguana vinta al "Gratta & Mingi" di Tucson City. Niente vocali sbagliate, erano proprio le palle, ad essere secche. Zoofelly gli aveva regalato i paracoscia in cuio di Gibbone, ma i Gins di John Jay Jack Jona Jimmy Joel Jammin Junior erano logori da ore e ore di cavalcate sul "Terrore dei Cowboys", al Luna Park di Tucson. Cavolo, ogni dieci monetine da un centesimo ti dava pure una gomma da masticare...
Ora il pelo ispido di "Fulmine d'argento che vola sulle praterie del grande Nord" aveva peggiorato la situazione: ogni sussulto del lento incedere del somaro apriva una piaga negli stanchi&sozzi zebedei di JJJJJJJ.

L'animale glielo aveva regalato il suo amico capo indiano "Pony che corre nella landa delle pigne": era il suo compleanno, quando gli porse l'equino. "Aug..." disse, e prima che potesse finire JJJJJJJ era già lontano, trascinato per una mano dal somaro in preda ad un fortissimo attacco di dissenteria. "...uri..." finì il pellerossa, salutando l'amico e tirando dal suo calumet.

JJJJJJJ prese un sigaro da dentro gli stivali di Yak, quelli ad infradito, che l'avevano costretto ad incollarsi gli speroni sui talloni, cacciò un fiammifero dalla tasca e se lo sfregò sulla barba incolta. Al ventitreesimo fiammifero, quando il solco sulla guancia era ormai di un centimetro, il Cowboy decise che l'avrebbe masticato, il suo sigaro.

Prese Fulmine per la coda, e si avvio verso il caffè. Quando dop venti minuti riuscì di nuovo a far funzionare il ginocchio destro, sgridò la bestiola dicendole che non doveva scalciare se si sbagliava a tirarlo, e lo prese per le briglie. Ripresa la funzione anche del ginocchio sinistro, venti minuti dopo, si infilò le mani in tasca e si avviò verso casa, a Tucson City, fedelmente seguito dal compagno di mille disavventure.

Al Saloon tutto era familiare: le ante a soffietto, il gelsomino sul portico, il catarro sugli scalini. JJJJJJJ spalancò il soffietto e l'odore che lo pervase gli ricordò la sua giovinezza passata in quella piccola città senza bagni pubblici: qualcuno che aveva cagato aveva lasciato la porta aperta senza nemmeno tirare l'acqua. Il Cowboy si infilò la mano destra nei Gins e con l'indice tirò via le mutande da dentro il culo. Fece l'occhiolino a Kià, anche lei familiare. FORMATO, familiare.
Kià diede un colpo di straccio al bancone, spostò con la lingua il sigaro dal lato destro della bocca e con la voce baritonale che le davano i suoi 140 chilogrammi, ruttò.

"Il solito", disse JJJJJJJ.
"Stai via da dieci anni, testa di cazzo." gli rispose Kià.

Jammin posò il cappellino di paglia a falde larghe sul bancone e fece di nuovo la sua richiesta:

"Una grappa, tesoro..."
"Che c'ho la faccia di una Sudtirolese di merda? Mi senti parlare come una cazzo di Trentina? Vaffanculo, tu e la tua grappa!"

JJJJJJJ non si scompose.

"Un caffè, allora..."

Kià scatarrò sul banco, e ci passò sopra lo straccio. L'odore di caffè si mescolava nel locale a quello di merda che veniva dal bagno.

"Tiè!" Kià sbattè la tazzina sul banco, ed il caffè finì per metà sulla camicia di JJJJJJJ, che non manifestò il dolore se non con un piccola lacrima di gioia che gli solcò il nero sulle guance. Era finalmente a casa...

 

 

 

Guappi Stellari

 

- "OutluuuuuuuuuuuK! OutluuuuuuuuuuuK!...ObiWow, non riesco a trovarlo..."
- "Non preoccuparti Leilakim, lo sforzo* è con lui..."
- "Sta cagando?"

Leilakim e Outluk Scaiuolchertecsasrenger erano fratello e sorella. Outluk era quello con
lo sforzo, il prescelto, l'eletto, l'unto dal signore, quello coi tre assi, che non perdeva
mai l'autobus eccetera eccetera. Insomma, aveva un gran culo. Anche Leilakim aveva un gran
culo, letteralmente...però era un po' tonta. Un po' TANTO tonta...

L'uomo invece era Obi Wow Kenobi, figlio di Obi Uan Kenobi, il leggendario JR (GediAr) che
aveva salvato la galassia e condotto Bim Bum Bam con Paolo Bonolis. Dal papà Obi Wow aveva
ereditato lo sforzo, la spada laser e le sopracciglie fuxia.
Nella battaglia col terribile Dork Walter, che in realtà era Tinmartanakin
Scaiuolchertecsasrenger, padre di Outluk, Obi Wow aveva salvato la galassia e guadagnato il
rispetto di tutti, ma aveva perso la virilità. Cioè, in realtà entrambi avevano perso
qualcosa: Dork Walter una mano, Obi Wow una palla e lo Schwankaiser, tratto distintivo di
tutti i cavalieri JR. Per poter rimanere un JR, Obi Wow si era dovuto far trapiantare delle
protesi: uno Schwankaiser nuovo e una palla di metallo. Le protesi gliele aveva fatte
Yogammin', il capo di tutti gli JR. Yogammin' era fortissimo, ma un po' strano: sembrava il
fratello brutto dello Scrondo. I suoi lavoretti in metallo, però, erano famosi in tutta la
galassia: le sue porte (in ferro battuto) di Tannhauser** venivano ammirate in tutto
l'universo conosciuto. La palla do Obi WOw, però, gli era venuta un po' grossa, che
sembrava che avesse sempre l'orchite. Per prenderlo per il culo, i nemici lo chiamavano "La
Morte Nera". Le donne, però, lo chiamavano "L'Eterno Prolungato", e tanto gli bastava.

- "OutluuuuuuuuuuuK! Dove seeeeeeiiii?"
- "YuuuuuUUUUUUHHHUUUUUuuuuuu...Sono qui, sorellina..." disse Outluk mentre arrivava
saltellando, "guarda, ho trovato un cornetto portafortuna che era poggiato su un
quadrifoglio cresciuto tra i buchi di un ferro di cavallo! Oh, ciriciao*** Obi Wow!"
- "Ciao Outluk...dobbiamo andare, il senatore Palpatina ti vuole vedere..."
- "Non ci voglio venire, quello mi tocca!"
- "Ci devi venire...Dork Walter vuole attaccare l'impero..."
- "Embè? Non è mia sorella, l'imperatrice? che se la sbrighi lei..."
- "Guardala, Outluk...vuoi lasciare un impegno così gravoso ad una creaturina così
graziosa ed indifesa?"
Leilakim si stava scaccolando.
- "Hmmm, e va bene," disse Outluk, "prendo il vespino..."


...oooOOO DAL SENATORE PALPATINA OOOooo...


- "Macciaaaaao, Outluk...vuoi una carammellina?"
- "Salve senatore...la situazione è grave Dark Walter vuole conquistare di nuovo la
galassia..." disse Obi Wow.
- "Outluk, vuoi un biscottino?"
- "Sembra che sia definitivamente passato all'angolo oscuro dello sforzo"
- "Vuoi un giocattolino?"
- "Dobbiamo prendere provvedimenti, il ragazzo non è ancora pronto..."
- "Vuoi una pastarella?"
- "Maestro Obi Wow, non credi sia il caso di cercare Yogammin'?"
- "Credo che tu abbia ragione...arrivederci, senatore Palpatina..."
- "Outluk, vuoi una ciembellina?"


...oooOOO DA YOGAMMIN' OOOooo...

[ salto temporale per evitarsi il pippone ]

- "Questa è la situazione. Crede che il ragazzo sia pronto, maestro Yoga?"
- "Il ragazzo pronto non è. Ma lo stesso combattere deve. Un succo alla pera, tu vuoi?"
- "No maestro , grazie. Ma come facciamo a farlo combattere contro Dork Walter?"
- "Detto tu gli hai della sua parentela? Che Dork Walter è suo padre, lui sa? Un succo
all'albicocca, tu vuoi?"
- "No maestro Yoga, grazie. Il ragazzo non sa niente della sua parentela con Dork Walter.
Non volevo dirglielo finchè non fosse diventato un cavaliere JR..."
- "Dirglielo non devi. Se il fato vorrà, da solo lo scoprirà. Succo di mirtillo?"
- "No maestro, grazie. Allora lo affido a lei. Io vado a cercare Boba Felix, il suo
esercito di C[o]l[i]oni potrebbe esserci utile. Ci vedremo presto!"
- "Preoccuparti tu non devi. Il ragazzo in buone mani, è. Un JR sarà, quando tornerai. Un
succo di pesca tu vuoi?"
- No grazie, maestro Yoga. Vado! Che lo sforzo sia con te, giovane Outluk...ma dov'è tua
sorella Leilakim?"
- "Sta telefonando a Jabba "The Hot" per ordinare due pizze margherite...A presto, Obi
Wow!"
- "A presto Outluk!"
- "Ehy, Obi Wow, aspetta...IL MIO VESPINO! Merda, se ne è andato..."
- "Parlare così non devi, giovane Panda Van. Un JR diventare, tu devi. Un succo di mela,
tu vuoi?"

-- continua --



* - tnx tu "Speisboll"
** - tnx tu "Bleid Ranner"
*** - tnx tu Arale

 

 

 

Senza pelle

- "Flix, dagli con quella carbonella!"

Era il primo maggio, e come tutti gli anni Ghiuri aveva organizzato la grigliata a casa sua insieme al suo amico Flix, mentre MartinTin doveva portare le donne e qualche amico. Loro facevano sempre la grigliata, mai fave e pecorino. Ghiuri infatti era allergico alle fave, Flix al pecorino, MartinTin alla fava a pecorina, e così: grigliata.

- "Ghiuri, ma perchè tu sei li che agiti l'aria col ventaglio e io sono qua sotto a spalar carbone?"

La voce veniva da un piccolo pertuso sotto casa di Ghiuri...

- "Non sto agitando l'aria, sto attizzando il fuoco..." rispose il fedifrago.

- "MA IL FUOCO E' SPENTO, NON C'E' ANCORA LA CARBONELLA!"

- "E non stare sempre li a puntualizzare! E sbrigati, che tra un po' arriva MartinTin!"

In realtà, a quel bastardo di Ghiuri non andava giù che l'amico lo infinocchiasse sempre con i pornofumetti di martinTin, che poi si finiva sempre in caciara, e appena poteva si vendicava. Una settimana fa si era fatto comprare dall'amico i Wurstel di cammello da fare alla brace, quelli grandi e senza pelle, proprio come piacevano a lui.

- "Te li faccio alla brace," gli aveva detto, "che è il primo Maggio..."

Il Flix era un bonaccione, e non si ricordava che l'anno scorso per digerire la peperonata al mascarpone si era dovuto fare delle flebo di digesivo Antonetto, che l'anno prima era quasi morto disidratato per il FICOCALDO©, e che quello prima ancora l'avevano ricoverato per due giorni appena finito di dire "assaggio un po' di questa mousse di cioccolato..."

E oggi gli preparava i Wurstel alla brace. Il processo di preparazione della ghiottoneria era lungo, ma efficace: due giorni a mollo nella paprika, due giorni ricoperti di Nduja, due giorni spruzzati di Curry e peperoncino, e infine gustati con la salsa Wasabi.

- "Ehy coglionez, grigliata anche oggiz? Come tutti i primomaggioz..."

Era Scirio, o Capitan Fracassacazzi, come lo chiamava Ghiuri, il vicino di casa.

- "Già...tu che fai di divertente, invece? Inviti Nembo che porta la sua foto e vi scambiate a turno la faccia con quella di fassino?"

- "Di Berlusconiz, idiotaz! Ma tu che ne capisci, di umorismoz..."

- "Chi è, Scirio?" disse Flix cacciando fuori mezza testa dal pertuso del giardino. Il Flix non lo poteva vedere, a Scirio.

- "Lascia perdere," disse Ghiuri "e esci, che è arrivato MartinTin!"

Il guappo accostò la sua Citroen BX viola perlaceo al marciapiede, aprì lo sportello aggiustandosi il Toupè, mise fuori un piede infilato in uno stivale di Armadillo, fece il giro dell'auto salutando Ghiuri con aria compiacente e allungò la mano per far scendere la donna. Lo sportello del passeggero si aprì, e gli interni leopardati a pelo lungo cacarono fuori dalla macchina Jolanda Lavacca. Da dietro uscì Maurino, detto il mago, che si aggiustò il pacco e tese la mano alla sua dama. Kia, si chiamava, e no, non era orientale. Si chiamava così perche sembrava la Sorento: una Sport Utility Vacca di 140 chili che faceva mille ore di sesso spinto con tre chili di vasellina.
Kia spense il toscanello sulla mano di Maurino, scatarrò nel posacenere dell'auto, e uscì.

- "Ciao Kia," disse Ghiuri che già aveva abbracciato MartinTin e fatto un cenno disgustato a Jolanda, "come va? Sei diversa oggi...sei stata dall'estetista?"

- "No," gli rispose la creatura "mi sono fatta levare due cisti dal buco del culo."

- "Ecco...ciao Maurino"

- "Ciao!" rispose l'amico aggiustandosi il pacco. <<Deve avere ancora l'orchite>> pensò Ghiuri...

[continua]

- "Cuzza solo la Jamminchiazza!" ridacchiò Scirio dal giardino vicino.
- "Ah, c'è pure il demente..." l'apostrofò MartinTin. Neanche a lui Scirio era troppo simpatico...
- "Beccati questo culoz!"

Scirio aveva il vizio, quando si sentiva ofeso, di afferrarsi le chiappe con le mani e sbatacchiarle per far vedere che era contrariato. Non era molto, che aveva questo vizio, solo da quando Motumbo...vabbè, avete capito. E per questo motivo, Scirio non voleva che si parlasse di Motumbo in sua presenza.

- "Cibbastard, sono troppo crasto!"
- "Ma come cazzo parla, 'sto cefalopode qua?" Jolanda Lavacca tradì la sua parentela con la Jamminchia.

- "Ecco perchè mi sembrava di conoscerla!" disse Flix "L'ho vista sull'ultimo numero di <<Saturamilano>>!"

- "Cos'è," chiese Maurino, "una rivista sull'inquinamento delle grandi città?"
- "Non proprio..." rispose Ghiuri tirando uno scappellotto al Flix: il giornalino lo avevano rubato a MartinTin...
- "E' lì, chellò conosciuta" disse MartinTin.

MartinTin era una specie di Hugh Hefner de noantri, solo che a lui piacevano solo sotto il metro e sessanta: diceva che gli ricordavano la sua terra natìa, la Sardegna. E Jolanda la ricordava, la Sardegna: era pelosa come una pecora, puzzava come un pastore e aveva la forma di un nuraghe.

- "Lolz!" intervenne Scirio "dev'essere un bel personagginoz!"
- "Ti taglio le palle, idiota!"
- "BECCATI QUESTO CULOZ!" e via di chiappapplauso...
- "Forza Flix, vieni fuori dalla carbonaia, e porta i fiammiferi, che ti cuocio i Wurstel di cammello..." disse Ghiuri ghignandosela sotto i baffi.
- "Niente carbonella, oggi!" MartinTin aveva portato una bombola di gas intestinale di Jolanda. Diceva che se reggevi l'odore, potevi riscaldartici tutto l'inverno..."io ti apro la valvola, e te la piazzo qua, sotto il Barbechiù!"

- "Cibba...meglio che me ne vadoz, non vorrei morire asfissiatoz...chissà che puzza sarà uscita da quella fognaz!"
- "Brutto bastardo! Ora ti faccio vedere io!" MartinTin era proprio incazzato, tanto da scordarsi la bombola del gas aperta, proprio mentre il Flix correva da Ghiuri coi fiammiferi accesi...
- "BECCATI QUESTO CU..."

Scirio non riuscì a finire la frase. Flix arrivò al Barbecue proprio mentre il poveretto si snaccherava le chiappe, piroinnescando il gas che fuoriusciva dalla bombola.

Un quarto d'ora dopo, quando Flix aprì gli occhi, trovo Ghiuri mezzo bruciacchiato che cercava di ricomporre i pezzi del suo bellissimo barbecue...

- "Cazzo che botta, Flix...mi dispiace, ma non riesco a trovare i tuoi Wurstel paprikondujacurrywasabizzati..."
- "Avete visto Scirio?" era Nembo. Era venuto per i fotomontaggi. "Non lo trovo, in casa non c'è...volevo chiedergli se aveva visto quella specie di pallottole a forma di Wurstel..."
- "Era qua, fino ad un momento fa, ma c'è stato un piccolo incidente..."

Un ululato risuonò lontano...

- "Hehehehhehe..." rise MartinTin "Ghiuri, secondo te, la Paprika da dipendenza?" Il nonno ridacchiò, come se sapesse qualcosa in più degli altri...

 

 

 

John Rambo

 

Amerrega, da qualche parte nell'entroterra.
Una figura solitaria, zaino in spalla, viaggia da sola su una strada.
I lunghi capelli cadono sulle spalle, legati con una fascia rossa. Il passo è lento ma sicuro, il portamento regale. Una macchina si accosta.

- "A bella, quanto voi?"

La figura si volta, e senza una smorfia si rivolge all'autista:

- "Idiota, non vedi che sono un uomo?"

- "A Trans, quanto voi?"

Non una piega. Ormai è abituato agli insulti della gente, da quando da piccolo lo chiamavano solo per fare le piste per le biglie sulla sabbia. Lui era quello che veniva trascinato per i piedi. Nudo. A volte, disegnavano piste anche di un paio di chilometri. Era diventato molto bravo: alzando alternatamente una chiappa poi l'altra, riusciva a fare anche i dossi.

Un'altra macchina gli si accosta.

- "Lasciami in pace, non vedi che ho fatto lagguerra?...Oh, mi scusi agente, credevo che anche lei cercasse da me un po' d'amore..."
- "Non sono un agente, sono lo sceriffo Phonfelics. Dove vai, ragazzo? Da queste parti non ci piacciono gli ex-militari..."
- "Devo andare in paese a trovare un amico che ha fatto lagguerra con me. Ci sono alberghi, in città?"
- "Oh, si, c'è la taverna di Slarti, con delle bellissime camere in stile vittoriano, e delle greche nel bagno che levati...per non parlare delle tendine in pizzo Francese..."
- "Bene...mi fermerò solo una notte...il tempo di far prendere aria al paguro..."
- "Modera i termini, ragazzo...ho detto che da queste parti non ci piacciono i soldati...vieni, che ti porto sulla strada per il paese più vicino..."
- "E' distante?"
- "No. 35 chilometri"
- "Ah, poco..."
- "In salita"

La macchina fece inversione a U, e si accostò.
- "Ecco," disse lo sceriffo "prosegui su questa strada"
- "Ah, grazie per il passaggio...E poi, sceriffo,piove..."
- "Embè? Ci hai su gli anfibi, no? AHR AHR AHR!" Girò la macchina e ripartì...

Johnny si voltò.
- "35 non è il mio numero fortunato. Neanche 34, del resto. E neanche 33..." e così dicendo si diresse nuovamente verso il paese dello sceriffo...

Lo sceriffo Phonfelics rideva nella sua macchina:
- "AHR AHR! Voleva farmela, ma io ho visto benissimo che era un trans...ma cos..sto figl'endrocchia...sta tornando indietro! Mo gli faccio vedere io!"

La macchina si accostò nuovamente a Johnny.
- "Uè, Jessica, che fai mi pigli per il culo?"
- "Non mi chiamo Jessica signore, ma Johnny. E no che non la prendo per il culo, sennò si sentirebbe sollevato..."
- "Bravo, bravo, fai lo spiritoso...sali in macchina, che ti porto alla stazione della polizia!"

Alla stazione della polizia.

- "Fonser, Kent, portatelo di sotto e dategli una bella lavata, poi schiaffatelo in prigione per una notte, 'sto spiritosone!"

Di sotto.

- "Forza, bel giovane, tutto tutto nudo" disse il tenente Al Fonser. Il Tenente non era proprio maschio maschio, ma tendeva leggermente verso l'altra sponda. Neanche troppo leggermente, a dirla tutta. Al, infatti, non era il suo vero nome, ma quello che gli aveva dato lo sceriffo. Lui, infatti, si chiamava Analberto Fonsarelli, di origine italiana. Analberto, con la N. Con un nome così, la carriera era assicurata. Dopo due anni di Carabiniere a Palermo emigrò in Amerrega in cerca di fortuna, e lo trovò. Domenico Fortuna, emigrato anche lui, con cui vive tuttora.

Johnny si spogliò.

- "Guarda lì," disse Clark Kent, "che orribili segni sulla schiena!"

Johnny si ricordò di quando i Vietcong, per scherzarlo, gli tiravano le meduse sulla schiena.

- "E guarda il suo affare, è tutto...smangiucchiato..."

E Johnny si ricordò di quando i Vietcong glielo facevano infilare nei termitai.

- "E guarda il suo buco del..." a quel punto il tenente Fonsarelli svenne.

Dall'orifizio di Johnny uscì la chela di un paguro, incuriosito dal rumore della caduta di Al.

- "MIODDIO!" esclamò Kent, "Che cos'è quell'orrore???"
- "E' il mio paguro, disse Johnny. Ce l'avevamo tutti, in Vietnam. Erano paguri in cerca di tana, e i musi gialli ce li misero nelle mutande per torturarci. Ma divenimmo amici, e li utilizzavamo per nascondere il cibo quando ci facevano mangiare, una volta alla settimana.
I miei compagni gli facevano nascondere i panini all'olio con la soppressa, ma a me non piaceva."
- "E lo credo..."
- "Io preferivo le rosette"
- "Santo cielo, è disgustoso..."
- "No, se riuscivo a fargli nascondere anche due sottaceti..."


<continua>

- "Va bene," disse Kent, "via quel paguro, che ti laviamo..."
- "No, il paguro no!" disse Johnny. E cominciò ad allentare manate e calci che sembrava un'ossesso.
Dopo che lo ebbero sconquassato di mazzate, gli venne in mente il trucco che gli facevano i Cong per picchiarlo:
- "Guardate là, c'è Pamela Anderson!"
Appena i poliziotti si girarono, tutti meno Fonser, Johnny allentò un calcio sugli zebedei al povero culatt...pizzardone, e scappò via.
- "Fermatelo!", esclamò Kent "non ho capito dove sta Pamela!"

Ma Johnny era già lontano, aveva inforcato una moto e si era diretto sulle montagne.

- "Presto, chiamate lo sceriffo Phonfelics!"
- "Sta cagando..."
- "Ma il prigioniero è fuggito!"
- "Chiamate i cani!" urlò lo sceriffo mentre usciva trafelato dal bagno "e datemi uno dei suoi vestiti, che glielo faccio annusare!"

Appena sentito l'odore dei vestiti di Johnny in mano allo sceriffo, il cane imboccò la porta della stazione.

- "Presto corriamogli dietro! Ma cosa...perchè sta vomitando? Oh, mi sono pulito senza la carta..."

Intanto Johnny si era rifugiato in una grotta...

- "Ma tutte a me...dovunque vado, scoppia lagguerra...e guarda qua, sono tutto nudo...ora smonto il sellino della moto e mi faccio un Peri di pelle di Husqvarna, come mi ha insegnato il Colonnello Trautmartin...quanto mi manca...Toh, guarda qua...una radio...doveva essere dei minatori che lavoravano in questa cava..."

E ascoltando la radio, Johnny si addormentò...

- "Johnny! Ci sei, Johnny?"

Ma Johnny dormiva...

- "Johnny, ci sei? Johnny, è il tuo colonnello, che ti chiama!"

- "No Slart, non la raccolgo, la saponetta...no...no.."

- "JOHNNY!"

- "Oddio, chi è?" esclamò Johnny svegliandosi di soprassalto.

- "Johnny, sono Corvo Rosso!"

- "NON AVRAI IL MIO SCALPO!"

- "CRETINO! Sono Trautmartin!"

- "Colonnello! Ma come mi ha trovato?"

- "Mi ha chiamato la protezione animali, dicevano che in questa città fanno annusare cose strane ai cani poliziotto..."

- "Non divaghiamo, Trautmartin!" disse lo sceriffo Phonfelics "Ordini al suo uomo di tornare in paese"

- "Colonnello! Gli ha detto lei che io sono il suo uomo? Ma allora ancora mi ama..."

- "Non in quel senso, Johnny...Torna in paese! Ormai sei via da più di tre ore...avrai anche fame..."

- "Infatti, colonnello...adesso vado a cacciare un paio di cinghiali a mani nude, come mi ha insegnato lei durante i durissimi addestramenti in cui io ero il migliore...mi arrampicherò su un albero e gli salterò sopra, prendendoli alle spalle e strangolandoli con le mie mani forti...proprio come mi faceva sempre lei! Mi ricontatti tra una mezz'ora!

Mezz'ora dopo...

- "Johnny! Sono io, Corvo Rosso...Stai mangiando?"

- "Si, colonnello..."

- "Cinghiale allo spiedo?"

- "Insalata di vermi..."

<continua>



- "Johnny, devi tornare in paese"

- "Non posso signore, sono stati loro a versare il primo sangue..."

- "Ma di che parla?" disse Trautmartin rivolgendosi allo sceriffo Phonfelics

- "Di niente Trautmartin, alla centrale gli ho detto che mia moglie aveva le mestruazioni..."

- "Andiamo Johnny, non puoi continuare a nasconderti!"

- "Non torno, colonnello...non ne posso più di questa situazione...lei sa che cosa abbiamo passato nel VietFOTTUTOnam...di tutte le volte che i musi gialli baravano allo schiaffo del soldato...a Scirio hanno dovuto amputare una mano, sa?"

- "Per la violenza dei colpi?"

- "No, perchè non la smetteva di farsi le pippe... E si ricorda di JD, il cuoco? Una volta i Cong tirarono una bomba in cucina mentre lui era dentro...io corsi da lui e lo trovai a terra, in un lago di sangue...piangeva e diceva <<Voglio andare a casa, voglio andare a casa...>>, mentre io lo tenevo in braccio e lui cercava di rinfilare dentro tutte le budella..."

- "La bomba lo aveva squartato?"

- "No, aveva colpito il pentolone della Pajata...e mentre lui piangeva, io non riuscivo neanche più a trovare le sue gambe..."

- "Johnny, JD non aveva le gambe..era su una sedia a rotelle da due anni...ecco perchè stava in cucina..."

- Ah, si? Io credevo che fosse comodo per fare la spesa al supermercato..."

- "Johnny, ti devi arrendere..."

- "BASTA, TRAUTMARTIN!" intervenne Phonfelics, "Rambo, se non vuoi tornare giù, verremo su noi con i cani! E lei, Trautmartin! Cosa crede, di poter prendere il suo ragazzo e di andare a fare una scampagnata?"

- "Non è il mio ragazzo. La nostra è stata solo una storia di sesso..."

- "CRISTIDDIO! Non salverà il suo soldato, ha capito?!?!?!"

- "Ma io non sono venuto qui per salvare lui da voi...ma per salvare VOI da LUI!"

- "Cos'è, impazzito? Quello è un uomo solo, cosa crede di poter fare contro un esercito?"

- "Lei non lo ha mai visto nelle docce della caserma..."


<continua>
 

 

 

 

Matrics

Starring:

Poneo - El Caballero.
Morphelix - Von Felix
Tinmartrinity - Tinmartin
L'agente Simith - Simone

******************************



[ Monitor del PC ] - Poneo...
Poneo - Hmmmmmm....
[ Monitor del PC ] - Susete...
Poneo - Dai mamma, ancora 5 minuti...
[ Monitor del PC ] - Mamma questa minkia, alzati e segui il coniglio...

Poneo - Ma chi è? 'zz'hoppreso, un Virus? Consiglio? Quale consiglio devo
seguire?
[ Monitor del PC ] - CONIGLIO, NON CONSIGLIO, COGLIONE!
Poneo - Beeeeeeeeeello...che d'è, uno scioglilingua?
[ Monitor del PC ] - Oddio..mi sa che stavolta l'Oraculetto ha preso proprio
una bella toppa...PONEO, SEGUI IL CONIGLIO BIANCO!
Poneo - Coniglio Bianco...che è, per la dieta? Ho messo su panza?
[ Monitor del PC ] - Toc toc...
Poneo - Stanno per bussare alla porta?
[ Monitor del PC ] - No, sono io che prendo a capocciate il monitor...

- Suono di sottofondo, alla porta - TOC TOC -

Poneo - Minkia, fico! In Dolbi Sarraund...

Tipo losco alla porta, con la faccia di Jammin', e una parannanza con su
disegnato un coniglio bianco con una scritta a caratteri rossi: "Macelleria
da Quozza"

Commesso - Una consegna per lei...
Poneo - Che d'è?
Commesso - 'zzo ne so, io? Firmi qui, sono 50 Euri...
Poneo - Alla faccia del cazzo! Tenga, ho solo un biglietto da 100...mi deve
50 di rest...HEY! Dove cazzo vai???!?! Vieni qui!

Troppo tardi...il commesso si era già dileguato, e Poneo era solo e
ansimante, in un vicolo buio, a poche decine di metri da casa sua...

[ Voce nel vicolo ] - Ciao, Maschione...
Poneo - Anf..anf..no no, ha capito male...
[ Voce nel vicolo ] - Capito male che? Ansimi come un furetto...come ti
chiami?
Poneo - Luigi...
[ Voce nel vicolo ] - Non fare il coglione, Poneo...Morphelix ti sta
cercando...
Poneo - Chi? Morphelix? Che d'è, una marca di lassativi? Eppoi, chi sei tu?
Fatti vedere...

Dall'ombra uscì un piede, calzato in un tacco alto ed inguainato da una
calza a rete..piano scivolò alla fredda luce del lampione, fino a mostrare
la coscia...e poi, uscì lei...

Tinmartrinity - Io sono Tinmartrinity...
Poneo - CRISTIDDIO, CHE ROSPO!
Tinmartrinity - Eh, sei bello te...

Ma Poneo era già lontano, messo in fuga dalla faccia della donn...da
Tinmartrinity...
Tinmartrinity - Eccheppalle...mi toccherà andarlo a prendere domani al
dopolavoro ferroviario...

Il giorno seguente...

Poneo - Minkia, che brutto muso che c'aveva quel travestito...speriamo di
non vederlo mai più...

[ DRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIN ]

Poneo - Si, sono Juri, chi è?
[ Voce al telefono ] - Io sono colui che tutto sa, colui che tutto fa, colui
che tutto dice...
Poneo - Sei Paolo Bonolis?
[ Voce al telefono ] - 'E chi t'è mmuort...SONO MORPHELIX, COGLIONE!
Poneo - Che minchia di cognome...chissà a scuola quanto ti avranno preso per
il culo...
Morphelix - O Sant'iddio...senti, guarda che ti stanno venendo a pigliare...
Poneo - A me?!?!? E chi? Sanno che ho fatto sega a scuola, dieci anni fa? O
è per le gomme al supermercato..IO NON AVEVO SOLDI SPICCI!
Morphelix - MA NO, CAZZO! E' l'agente Simith! Devi fuggire, fai come ti dico
io...
Poneo - Ok, dimmi!
Morphelix - Va bene, allora: il box davanti al tuo è vuoto, vacci...ora!
Vai, scatta! Adesso fai tre passi indietro, una capriola e fai una loffa per
distrarre quello di fronte a te, poi tira una scarpa nell'angolo, urla
"MACCHEBBEL CASTELLO MARCONDIRONDIRONDELLO, fai un salto, fanne un altro,
fai la giravolta, falla un'altra volta, guarda in su, guarda in giù, dai un
bacio a chi vuoi tu!
Poneo - ...hem...chi è, che mi segue?
Morphelix - Oh, cazzo...

Agente Simith - Lei è Juri Caballero?
Poneo - Chi, io? Nooooooooooooooo....
Agente Simith - E' lui, prendetelo!
Poneo - EHY, NO! MIA MAMMA SAPEVA CHE NON ERO ANDATO A SCUOLA! IO MI FACCIO
IL BIDET TUTTE LE MATTINE...VABBE', UNA MATTINA SI E UNA NO...OK OK, ME LO
FACCIO UNA VOLTA ALLA SETTIMANA...LASCIATEMI ANDAREEEEEEEEE....


Agente Simith - Allora, signor Caballero, la lista dei suoi reati è
lunga...vediamo...zoofilia con un Pony...estinzione di rospo
ligure...disboscamento di pineta romana...
Poneo - Ci dev'essere un errore, voglio fare una telefonata!
Agente Simith - E chi vorrebbe chiamare?
Poneo - LA MIA MAMMA!
Agente Simith - Mi dispiace, signor Caballero, ma non possiamo farle fare
alcuna telefonata...Inoltre, le dobbiamo impiantare questa microspia per via
rettale per seguire tutti i suoi movimenti futuri...
Poneo - MICROSPIA QUESTA MINCHIA?!?!?! E' GRANDE COME UNA MELANZANA!
Agente Simith - Che vita di merda, eh?

Due ore dopo, il povero Poneo vaga sotto casa sua, con un andamento che
farebbe invidia ad uno struzzo stitico...

Poneo - Minchia, che dolore...mattugguarda se devono capitare tutte a me...
[ Voce nel vicolo ] - Pssss...Poneo...
Poneo - Che d'è? Ancora tu?!?!?! Senti, brutto rospo, da quando ti ho
incontrata me ne sono successe di tutti i colori...chevvuoi da me? Lasciami
in pace! E, se devi uscire, esci lentamente, che l'altra volta quasi mi fai
venire un colpo!
[ Voce nel vicolo ] - Ma guada che sei proprio stronzo!

Una mano pelosa uscì dal buIO, e tirò Poneo dentro il vicolo scuro...

Poneo - Uè, delicatessen! Piano, eh! Che ci ho dolori, ci ho...lo sai cosa
mi hanno infilato nel culo?
Tinmartrinity - Certo, che lo so...è per questo, che sono qui...
Poneo - Hmmmm....in che senso?
Tinmartrinity - Ti devo sfilare la microspia per portarti da Morphelix...
Poneo - CHECCOSA???? IO DA MORPHELIX NON CI VOGLIO ANDARE! QUELLO FA COSE
STRANE COI CONIGLI! Hey...cos'è quell'affare?
Tinmartrinity - Un ANAL INTRUDER, di mia invenzione...per toglierti la
microspia...
Poneo - CHECCOSA?!?!?!?! MA TU SEI TUTTO MATTO! Lasciami
andare..lasciami...LASCIAMIIIIIIIIIIIIIIIIIIiiiiiiiiiiiiii..............
Tinmartrinity - E calati 'ste cazzo di mutande...minchia, che schifo, sono
svirgolate...ecco...sto entrando...l'ho vista...l'ho presa...MUORI,
MALEDETTA!
Poneo - AAAAAAAAAAHAIAAAAAAAAAA! NON STANTUFFARE, BASTARDOOOOOO!
Tinmartrinity - Ok...uff...è stata dura, ma ce l'ho fatta...
Poneo - ...è stata dura dice...mavvaffanculo, va...
Tinmartrinity - Ancora?
Poneo - No no, andiamo da Morphelix, che è meglio...

Palazzo di Morphelix, ultimo piano

Morphelix - Finalmente ci conosciamo, Poneo...piacere...
Poneo - Tutto tuo, il piacere...
Morphelix - Ma siediti...fa come se stessi a casa tua...
Poneo - A casa mia non ci ho 'sti travestiti...eppoi, seduto non ci potrò
stare per un bel pezzo...
Tinmartrinity - Capo, io questo lo storpio...
Morphelix - Buono tu...e vai al Tornio...allora, Poneo, sei pronto a
conoscere la verità?
Poneo - Siete delle tasse?
Morphelix - Oh, cavolo...senti, facciamo così, che è più semplice...

Morphelix tirò fuori una scatoletta da dentro il suo perizoma di pelle
rossa...

Morphelix - Scegli questa minuscola pasticchina rossa, e finalmente saprai
la verità...se invece sceglierai questa supposta blu di glicerina da
ventotto centimetri, domani ti risveglierai nel tuo letto e crederai a
quello che ti pare...
Poneo - Eh, si...bella scelta del cazzo...prendo la rossa...
Morphelix - Bravo...ora preparati a vedere quanto è profonda la tana del
Bianconiglio...
Poneo - Eddaje! Lo dicevo io, che ci avevi problemi coi conigli...

Dopo due giorni di diarrea e atroci incubi a base di conigli bianchi e
travestiti, Poneo non si era ancora risvegliato...

Tinmartrinity - Morphelix, non è che hai visto in giro le pasticche di
lassativo per gli elefanti, che non le trovo?
Morphelix - Lassativi per gli elef...com'è che erano, 'ste pasticche?
Tinmartrinity - Piccole e rosse, perchè?
Morphelix - MAPPORC...


Poneo - Ohiohiohi...
Morphelix - Ah, finalmente...come ti senti, Poneo?
Poneo - Come se avessi cagato per due giorni e due notti...
Morphelix - Oh, non ti preoccupare...quando tiriamo via la gente da Matrics, fa questo effetto...
Tinmartrinity - Che figl'e'ndrocchia...
Morphelix - Tinmartrinity, vai al tornio, tu..adesso alzati, Poneo...dopo pranzo, cominciamo gli allenamenti...
Poneo - Sono stato convocato?
Morphelix - Si, per andare a fare in culo! Forza, alzati, che di là è quasi pronto...
Poneo - Che odorino, che c'è da mangiare?
Morphelix - Che domande...la pasta alla Matricsiana!

Dopo pranzo...

Poneo - Minchia, che pesantezza..
Morphelix - Adesso Poneo, vai di là con Quozer, che devi imparare un sacco di cose...
Poneo - Quozer? E chi è?
Morphelix - Lui...

Dall'ombra uscì un uomo mastodontico, tutto vestito di nero e con scritto S.P.A.S sulla maglietta...

Poneo - Mamma mia...Phelix, che significa quella sigla?
Morphelix - Sono Pieno d'Amore, Sai?
Poneo - Ettepareva...aò, ma uno senza turbe sessuali non c'è, su 'sta nave...approposito, com'è che si chiama, sto trabiccolo?
Morphelix - No Buco Disonorato...
Poneo - Che minchia te l'ho chiesto a fare...

Nella sala degli allenamenti...

Quozer - Siediti qui, che ti collego alla macchina e ti carico tutti i programmi per principianti...
Poneo - Oè, ciccio...quali programmi per principianti...carica roba forte, che mica sono una pippetta, io...
Quozer - Se lo dici tu...toh...io torno tra un po'...

Un'ora dopo...

Morphelix - Fammi andare a vedere come vanno gli allenamenti di Poneo...

Entrando nella sala degli allenamenti, Morphelix non credette ai suoi occhi: Poneo era li, vestito come Antonella Clerici durante la prova del cuoco che preparava le Melanzane alla Parmigiana mentre con l'altra mano ricamava uno splendido golfino...

Morphelix - Maccosacazzo...QUOZER! Che minchia di programmi gli hai caricato?!?!?!
Quozer - Perchè...OPPORC...TINMARTRINITY! Hai ancora mischiato le tue cassettine per la cucina e per il ricamo con quelle dei programmi di allenamento!
Morphelix - Hmmmmm...ma chi me lo fa fare, a me...facciamo così, Quozer...caricagli il programma di Kunfù, andiamo dentro insieme e gli insegno io due cosette...
Poneo - Ehy, non adesso...HO I PEPERONI SUL FUOCO! Cos' è questa sedia? Perchè ha un buco sul cuscino per la testa?
Quozer - Quella non è per te...quella è di Morphelix...la tua è questa...
Poneo - Hmmmmm...epperchè io il buco ce l'ho qui, sotto il cu...aaaAAAAAAAAAAAH!..........................
Morphelix - Ok, è dentro...

Dentro "Matrics"...

Poneo - OE', ma un modo diverso per insegnarmi il kung fu non c'è? Chessò, un corso per corrispondenza, due lezioni private...per forza 'sto spinotto nel culo?
Morphelix - Oh, non ti preoccupare...qui, dentro Matrics, niente è come sembra...per esempio: credi che sia aria, quella che respiri?
Poneo - Morphè, avrai mica scureggiato?

Morphelix riempì Poneo di legnate...

Poneo - Ahiahiahi...un po' violente, 'ste lezioni, eh? Ma senti un po', perchè ti sto così a cuore? Cioè, perchè il Kunfù non lo hai insegnato a Tinmartrinity?
Morphelix - Non ha voluto...dice che gli si spezzano le unghie...eppoi tu sei il Prediletto...
Poneo - Il Prediletto di chi?
Morphelix - Ora lo andiamo a conoscere...
Poneo - E chi è, che andiamo a conoscere?
Morphelix - L'ORACULETTO....


Poneo - OE'! Io dall'Oraculetto non ci voglio andare!
Morphelix - Devi...perchè sei il Prediletto..
Poneo - Ancora, co 'sto Prediletto! Ma Prediletto da chi, e per fare che? Che qui siete tutti i strani...
Morphelix - Quozer, mandaci dentro Matrics...

In macchina, dentro Matrics...

Poneo - Tinmartrinity, tu ci sei mai stata da 'sto Oraculetto?
Tinmartrinity - Si, una volta...
Poneo - E che ti ha detto?
Tinmartrinity - Non te lo posso dire...però mi ha regalato un bel paio di mutande di filanca!
Poneo - Eh, figurati...

Dall'Oraculetto...

Morphelix - Poneo, da qui in poi vai avanti tu, io non voglio veder...non posso entare.
Poneo - Perchè? Aò, niente scherzi, eh!
Oraculetto - Cucùùùùùùùùùù...Poneuccio...vieni qui...

Un quarto d'ora dopo, riacchiappato Poneo e spinto a forza nella stanza dell'Oraculetto...

Oraculetto - Dove te ne sei andato, cattivone? NONMELODIVENONMELODIVENONMELODIVE! Sei scappato via, eh? Avevi pauva di me?
NONMELODIVENONMELODIVENONMELODIVE! Ma io non le faccio, quelle cosacce...Adesso staccati dal soffitto e vieni giù, che ti devo leggeve il fuduvo..
Poneo - Stai fresco! Io da qui non mi muovo...eppoi, si dice FUTURO, non FUDURO...
Oraculetto - Secondo me, tva un po' si stacca il lampadavio...

SBADABRANG!

Oraculetto - Te l'avevo detto, io..
Poneo - TACCITUA! Tu non sei un oracolo, tu porti sfiga!
Oraculetto - Ova ti leggo il fuduvo...
Poneo - F-U-T-U-R-O!
Oraculetto - Allacciati le scavpe...
Poneo - Ma...ho i mocassini...
Oraculetto - Hmmmmmm, quante stovie! Geloso di culo, fvocio sicuvo, non lo sai? Vabbè, pvendi un biscottino...
Poneo - Un biscottino? Dove?
Oraculetto - Li, nell'angolo...vicino alle boccette di succo di fvutta...
Poneo - Che strano succo di frutta...è verde fosforescentaaaaAAAAAAAAHAAAAIAHHHhhhh!!
Oraculetto - Et Voilà! Le Fuduv!
Poneo - Bastardo...prendermi così, con l'inganno...
Oraculetto - Comunque, ova so...
Poneo - Chessai? Che non sono il Prediletto? Me lo potevi chiedere, me lo potevi...io lo sapevo già...
Oraculetto - Povevo Movphelix...salutamelo, è tanto che non lo vedo...
Poneo - E ti credo...vabbè, ti saluto pure Tinmartrinity...
Oraculetto - Oh, ma lui viene spesso...
Poneo - Non ne avevo dubbi...
Oraculetto - Ciao, Poneuccio...e mi vaccomando, attento alle pigne...VIVA IL FUDUVO!
Poneo - FUTURO! Come te lo devo dire?
Oraculetto - Beh, il mio Fu Duvo...pevchè ova non lo è più!

La via del rientro...

Poneo - Morphelix vuoi conoscere la predizione che mi ha fatto l'Oraculetto?
Morphelix - MAPPERCARITA'! Vuoi farmi vomitare?
Tinmartrinity - Raccontala a me!
Poneo - Tirati la, tu...toh, è passato Cagliostro...Hm? Un'altro Cagliostro? Deja vu...
Morphelix - CHEMMINCHIAHAIDETTO?
Poneo - Oè, nevrastenia, chetti prende? Ho solo detto "Deja Vu"
Tinmartrinity - aaaaaaaAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHH!
Poneo - Ma che c'ha, 'sta matta?
Morphelix - Un deja vu in Matrics si ha quando l'agente Simith sta entrando...
Poneo - E tutte le volte che quello tromba, a voi viene una crisi isterica?
Morphelix - Tinmartrinity, porta via Poneo! Lui è il prediletto!
Poneo - Cos....Hey, giù le mani, tu! DOve mi porti? E' Morphelix? Lasciami, LASCIAMIIIIIIIiiiiiii.....

Dentro la "No Buco Disonorato"...

Poneo - Hey! Staccatemi 'sto spinotto dal culo! Che è successo? Dov'è Morphelix?!?!?!
Quozer - E' rimasto dentro per salvare te...e ora l'agente Simith l'ha catturato...povera stella...
Poneo - Vabbè, mi dispiace...staccatemi il cavo RGB dal culo e datemi la supposta blu, che voglio andare a casa...
Tinmartrinity - Ma non possiamo lasciarlo in balia dell'uomo nero!
Poneo - Non sono affari miei, io non sono il Prediletto! Quozer, mi sfili via 'sta presa Scart?
Tinmartrinity - Non, non è vero...non può essere...a me l'Oraculetto ha detto che io mi sarei innamorata del Prediletto...
Poneo - Embè? Che vuoi dire? Quozer, 'sto Pin Jack?
Tinmartrinity - VUOL DIRE CHE SE ADESSO NON CORRI A SALVARE MORPHELIX TI CHIUDO A CHIAVE IN CAMERA MIA E ABUSO DI TE.
Poneo - Quozer, quanto cazzo ci metti? DEVO SALVARE MORPHELIX!


Quozer - Ok...di cosa hai bisogno?
Poneo - DI buco di culo...
Tinmartrinity - Ecco qua!
Poneo - Azz...tirati su le braghe...di fortuna, intendevo. E di armi. Tante armi, Quozer...
Quozer - Che tipo di armi?
Poneo - Vediamo...un ANAL INTRUDER, ad esempio...e poi, dei vibratori a pile, un paio di fruste...
Tinmartrinity - Che bello! Mi ricorda la festa per il mio diciottesimo compleanno!
Poneo - Oggesù®...

Intanto, in Matrics...

Agente Simith - Ebbravo Morphelix...hai trovato lo Scendiletto, eh?
Morphelix - PREDILETTO, coglione...
Agente Simith - E' uguale...ma non ti servirà...noi siamo troppo forti...crearci è stato il vostro sbaglio più grande...dovevate capirlo
che avremmo preso il sopravvento...eppure i segnali c'erano: non vincevate più al solitario, il server per giocare a Dama online era
sempre giù, dalla rete non si scaricava più un MP3 decente...e poi, tutti quei siti porno...siete fissati col sesso...noi, invece, non ne avevamo bisogno...
Morphelix - Ecco, ci mancava pure "L'invasione delle macchine onaniste"...
Agente Simith - Scherza, scherza pure...e comunque, avete finito per contagiare anche noi...adesso, non puoi distrarti un'attimo che c'è
un Worm che tenta di entarti nel Backdoor...molti sono stati infettati, e da agenti sono diventati Back Orifice...io vivo nel terrore...
Morphelix - E lo dici a me, con Tinmartrinity a spasso per la "No Buco Disonorato"?
Agente Simith - Ma ormai, grazie a te che sei qui, troveremo la vostra base...basterà chiamare l'agente Yoruno che traccerà i vostri IP, e tutto
sarà finito...

Nella Hall...

TRATTATTATATATATATATATTA! SBRANG! BANGBANGBANG! TUTUTUM! STUMP SMACK CRASH! BOOOOM BOOM BOOM! SDENG!

Poneo - Tinmartrinity! Abbassa 'sto cazzo di stereo! Quando ho detto di travestirti, non intendevo dire da rapper!
Tinmartrinity - Ok, scusa...ma com'è che non c'è nessuno, qui?
Poneo - 'Azzo ne so, io? Quozer, sei sicuro di averci mandato nel posto giusto?
Quozer - Fzzzz....n so...fzzz...nziona 'n caz....prrrr...fzzz...lcosa interfer....fzzzzz...col GPRS....
Poneo - Tin, spegni quel cazzo di vibratore...
Tinmartrinity - Uff...che mi hai portato solo per canzonarmi?
Poneo - IO TI HO PORTATO? Mi ti sei attaccato come un gatto morto agli zebedei! Quozer, ora mi senti?
Quozer - Si...Morphelix è all'ultimo piano...
Poneo - E come ci arriviamo?
Quozer - Adesso carico a Tinmartrinity il programma "MANOLO" e "SECTORNOLIMIZ"...

Cinque minuti dopo, in cima all'edificio...

Timartrinity - Uff...che sfacchinata...non capisco, lui è il Prediletto, e io mi devo arramp...PONEO! Che ci fai qui? Come hai fatto a salire? Adesso voli?
Poneo - No, idiota, c'è l'ascensore...
Tinmartrinity - Mapporc...hai trovato Morphelix?
Poneo - Si, l'ho trovato...
Tinmartrinity - E dov'è? L'hai salvato?
Poneo - Si, questa cippa...è sul palazzo di fronte...Quozer ha sbagliato numero civico...
Tinmartrinity - E adesso? Come si fa?
Poneo - L'agente Simith è fuori...proviamo a chiamarlo insieme...uno, due...E TRE!
Tinmartrinity - IUUUUUUUUUUUUUUUUUuuuuuuuuuHHUUUUUUUUUUUUUuuuuuuuuu....
MORPHELIXUUUUUUUUUUCCIOOOOOOoooooo.....
Poneo - Ma cristiddio....
Morphelix - Hmmmmm? Ragazzi! Mi siete venuti a salvare? Sono commosso...lo sapevo che tu eri il Prediletto, Poneo...
Poneo - Si, vabbè, ce la fai a saltare?
Morphelix - Ci provo...qua sono più strani che da noi...
Poneo - Più strani di Tinmartrinity? Non ci credo...
Morphelix - Ok...allora e uno...e due...
Agente Simith - COSACAZZOSUCCEDEQQUI? Uno non può andare un attimo a svuotare il cestino...Agente Wowbagger, lo faccia cadere!
Agente Wowbagger - ALABARDA SPAZIALE! FIAMMA DI MEGALOPOLI! COLPO DELLA GRU ROSSA DI NANTO!
Agente Simith - AGENTE WOWBAGGER! LO SCHWANSTUCK TELESCOPICO!
Poneo - Merd...non ce la farà! Salto pure io!
Tinmartrinity - NO, TU NO! Non mi lasciare qui da sola!
Poneo - E oooooOOOOOOPPPPP....la! Preso! Come stai, Morphelix?
Morphelix - Te lo dico quando arriviamo a terra....

Centoquarantasette piani più sotto...

Morphelix - Bedda Matrics, che botta...Poneo, tutto ok?
Poneo - Insomma...mi ha preso al volo Tinmartrinity...
Morphelix - Embè? Non sei contento?
Poneo - NO! Mi ha preso senza mani...
Morphelix - EEEEEeeeeeehhh...quante storie...Quozer dacci un'uscita!
Quozer - Non adesso, sto cagando!
Morphelix - QUOZER!
Quozer - E va bene, va bene! Guarda tu...andare in giro col culo sporco...nel palazzo di fronte a voi, stanza 23!
Tinmartrinity - 23, Bucio di culo!
Poneo - Uff...
Morphelix - Andiamo!

Stanza 23...

Morphelix - Tinmartrinity, vai prima tu!
Tinmartrinity - Etti pareva...e voi qui a divertirvi...FUP!
Morphelix - Ora vai tu, Poneo...
Poneo - Un momento, che mi si è slacciata una scarpa...
Morphelix - Vabbè, allora vado io, che mi 'sto pisciando addosso...
Poneo - Ok...
Morphelix - FUP!
Poneo - Ecco...ora vado io...cos...OE! Che d'è, è caduta la linea? MAPPORC...mi tocca chiamarli col telefonino, che spendo una cifra...
Tinmartrinity - Risponde la segreteria di Tinmartrinity. Sono momentaneamente a novanta gradi, se ti sbrighi mi trovi così...
Poneo - Uè, Culo, piantala di dire fregnacce...quà il telefono è occupato! Che minchia succede...
Tinmartrinity - Oh, Poneo, se tu? Boh...mo chiedo...Morpheeeeeeelix? Poneo dice che il telefono è isolato...cosa?!?!?! Hem...Poneo?
Poneo - Che è successo?
Tinmartrinity - Mi dispiace, ma i topi hanno rosicchiato la linea del telefono...adesso chiamiamo la TZM...
Poneo - La TZM?
Tinmartrinity - Si, la Telecom Zion Mobile...
Poneo - ECCHEDDUEPALLE! Vabbè, vi aspetto qui! Ma tu guarda se devono capitare tutte a me...
Agente Simith - Già...lei non è molto fortunato, signor Caballero...


Agente Simith - Adesso le do un fracco di legnate, signor Caballero...la
sconquasso di nocchini...la mazzuolo bene bene...la pesto come l'uva
passa...
Poneo - Non mi fai paura, sottospecie di Man in Black...
Agente Simith - VIENI QUI, DOVE CAZZO SCAPPI??

Sotto la metropolitana...

Controllore - Biglietto, prego...
Poneo - C'HO L'ABBONAMENTO! FERMA QUELLO DIETRO, CHE C'HA I BIGLIETTI
PLURITIMBRATI!
Controllore - Cos...aspet...
Agente Simith - ...ta un att...CUCU'!
Poneo - Bell'effetto...comodo, per giocare ai quattro cantoni...Va bene,
l'hai voluto tu...ANAL INTRUDER!
Agente Simith - Niente...c'ho GENIUS che mi controlla le porte...
Poneo - VIBRATORE SUB SEVEN!
Agente Simith - Nonono...c'ho il NORTON ANTIVIRUS...
Poneo - FRUSTA SPYWARE!
Agente Simith - Nada...c'è il firewall...
Poneo - Uff...mi tocca usare il Kunfù che mi ha insegnato Morphelix...

Dopo un quarto d'ora di legnate...

Poneo - Va bene, va bene, basta...che minchia vuoi, si può sapere? Il numero
di telefono di Tinmartrinity? L'indirizzo di casa di Morphelix?
Agente Simith - Siiiiiii....così, finalmente, li posso distruggere e
andarmene a fare due telline al mare...
Poneo - COS...E IO, SONO DUE SETTIMANE CHE LO PRENDO NEL DIDIETRO PER UN PO'
DI TELLINE? MAVAFFA' NTOO' CULO...
Agente Simith - Hey, non spingere...ODDIO, LA METROOOOooooo....SPLAT!
Poneo - Mariiiiia, che schiiifo...Quozer? Mi senti?
Quozer - ...........
Poneo - QUOZEEEER?!?!?!
Quozer - ALLORA, MI FATE CAGARE IN QUESTO SERIAL A PUNTATE O NO!??!?!?!
Poneo - Eh ma cazzo, prenditi una cosa! Ho bisogno di evacuare...
Quozer - Ecco, bravo, pure io...
Poneo - UN'USCITA QUOZER, HO BISOGNO DI UN'USCITA!
Quozer - Uff...a due isolati, in cima al palazzo di mattoni rossi...
Poneo - Ok, vado...

Dopo dieci minuti, nel palazzo di mattoni rossi...

Poneo - Ufff...e ti pareva che era un edificio con l'ascensore? 15 piani a
piedi...ho la lingua secca come l'uccello di Yoruno...mi ci vorrebbe
qualcosina da bere..Hey! Che c'è lì nell'angolo? Una boccettina...Sarà buona
da bere? Che c'è scritto, sull'etichetta? SUPPERIL....
Agente Simith - TA-DAAAAAAAAAANNNN! [ SBADABRANG! ]
Poneo - AAAAAAaaaaaaaAAAAAAAAAAAHHHHHHHHhhhhhhhh.........
Agente Simith - HAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAH...MI DISPIACE, SIGNOR CABALLERO, MA
EVIDENTEMENTE NON ERA COSI' FURBO COME CREDEVA....HAHAHAHAHAHAHHA...
Morphelix - Oddio...se l'è...si, insomma...Quozer, è morto?
Quozer - Beh, stava meglio prima...
Tinmartrinity - ODDIO, NO! Non può essere! Poneo, tu non puoi morire!
L'Oraculetto mi disse che io mi sarei innamorata del Prediletto...e io TI
AMO, PONEO! IO TI AMOOOOOOOOOOooooooooooo.........
Poneo - ......
Tinmartrinity - Sigh...Sob...Non mi puoi lasciare così...
Poneo - ......
Tinmartrinity - Sigh...Sob...Poneo...Vuoi che ti baci?
Poneo - Cristiddio...
Morphelix - E' VIVO! E' VIVO! E' VIVO VIVOOOO...
Tinmartrinity - E ti pareva...
Agente Simith - Cos...ma come può essere...
Poneo - Minchia, che dolore...ma adesso mi sono rotto...e le pasticchine di
lassativo...e gli spinotti nel culo...e l'Oraculetto...e sulla "No Buco
Disonorato" bisogna camminare con le spalle attaccate al muro...e adesso
pure tu...e che mi avete preso, per la Caritas dei culattoni? Adesso ti
sistemo io...
Agente Simith - Oè, signor Caballero...niente di personale...mi lasci i
pantaloni, su...evvia, che uomo di poco spirito...no, le mutande no...tra
noi si scherzavaaaaaaAAAAAAAAAAHHHHhhhhh...
Tinmartrinity - BEDDA MATRICS! Che stallone...
Morphelix - Povero Agente Simith...

Due giorni dopo. In piazza, dentro Matrics. Telefono pubblico.

Poneo - Ascoltate gente. Basta pasticchine rosse e basta suppostone blu. Via
gli spinotti dal culo. Ora potrete rigiocare al solitario, e vincere,
qualche volta. Adesso il server della Dama online funziona, e da internet si
scaricano di nuovo MP3 decenti. Basta Back Orifice e basta Backdoor. Se
qualcuno da oggi in poi vi entrerà nel culo, è perchè siete dei bulicci...
[ CLICK! ]

Poneo - Uff...e anche questa è fatta...adesso devo farmi controllare questa
gastrite, che col buco rialesato non controllo
la spinta verso l'alto[PROOOT]ooooOOOOOOOOooooo.......

Titoli di coda - Thanks to Lord Yoruno (Agente Yoruno) - Wowbagger (Agente
Wowbagger) - Quozzamax (Quozer)
...
...
...
...
...
...
...
...
...
...
...
...
...
...
...
...
...
...
...
...
...
...
...
...

Agente Simith - ...Hmmmm...che male...se ne sono andati tutti? Guarda che
casino...ma non finisce qui...
Monitor del PC - Riavviare il sistema?
Agente Simith - Eccerto, che riavvio il sistema...Matrics Riloaded...

Continua........?

 

 

 

Il dolcetto di marzapane

Mimmo era sempre stato un bambino povero, e il suo abbigliamento dismesso lo dimostrava.
Quella magliettina Lacroste la portava ormai da anni, e per togliersela doveva farsi aiutare da Simone.
Praticamente, non la lavava, scolpiva via la sporcizia. I suoi pantaloni erano in realtà un costume che
aveva fregato due anni prima a suo zio Gianni M., una volta che aveva porato uno dei suoi amichetti
a fare il bagno nudo al lago. Lo zio JM, come lo chiamava Mimmo, era culattone, e in paese lo sapevano tutti:
non si perdeva occasione di pigliarlo per il culo (in senso lato ovviamente...nel senso che da quel lato ce lo pigliavano tutti...), come quella volta che alla Sagra del Cetriolo, in paese, Juri l'aveva fatto arrampicare a testa
in giù sull'albero della cuccagna per prendere i salamini al contrario. Dodici, ne aveva presi, prima di scendere,
e Juri ci era rimasto un po' male. Per questo non vedeva di buon occhio Gianni.

Insomma, Mimmo ci aveva su i pantaloncini dello Zio JM, quelli con la retina che quando ci prendeva le folate
di vento camminava in punta di piedi per un quarto d'ora. Glieli aveva fregati anche per altri due motivi: con la
retina, se li rivoltava, ci pigliava pure le rane, quando aveva tanta fame, e in più la collezione di grilli vivi che
ci teneva dentro poteva respirare.

 - "ESCI DI LI', QUAGLIO'!" disse Mimmo scrostandosi la retina dei calzoncini dal culo. Quagliostro era il suo grillo più vecchio, ed anche il più bastardo: non appena faceva un po' di freddo, si infilava nella tana, lasciando gli altri coinquilini fuori al gelo.

 - "TIRA VIA QUELLA LINGUA DALLA VETRINA, TERUN!" gli gridò Bartolomeo Slarfast, il padrone della pasticceria, di origini russo-esquimesi: per lui erano tutti terroni. Slart si era accorto di lui a causa del suo
battibecco con Quagliostro, ed era uscito dal negozio allentando al malcapitato una botta con la pala per
infornare i dolci che aveva scaraventato Mimmo ad un paio di metri di distanza...
 - "E VA A LAURA'!"

 - "Mattùgguarda stostronzo..." disse Mimmo massaggiandosi il ficozzo che gli stava crescendo sulla testa,
e sul quale i pidocchi avevano già cominciato a fare le scalate.
 - "Ah, ma tanto te ne pentirai...prima o poi te lo frego, quel fiordo di marzapane che tieni li in vetrina, vecchiaccioù
maledetto!"....

<continua>


 

I Tre Fratellini

Martino Telecomitaliamobile, chiamato TIMmartin dagli amici, aveva tre nipoti: Qui, Quo e Von Felix.
In realtà, Von felix non si chiamava così, ma Qua. Il nonno gli aveva dato questo soprannome perchè
ogni volta che doveva chiamarlo, succedeva un casino:
 - "Qua, vieni qui..." e arrivavano in due.
 - "Qui, vieni qua..." e arrivavano in due lo stesso. E allora aveva deciso di chiamarlo Von Felix, come il barone
di cui si era innamorato durante i sedici anni passati nella legione straniera. Era proprio il Barone che gli aveva
insegnato a rialesare i buchi, ed era a lui che doveva quindi la sua sfolgorante carriera di tornitore.

 - "Von, vieni qui!" e arrivavano in due. I problemi, dunque, non erano risolti. Anche Qui e Quo avevano un
soprannome: Qui si faceva chiamare El Caballero, e Quo si faceva chiamare Simone. Per dirla tutta, solo tra di loro si chiamavano così, perchè, diciamoci la verità, Qui e Quo erano proprio due nomi da coglioni...

 - "Arrivo, nonno...". Von Felix era il più piccolo dei tre, e anche il più buono, cosicchè doveva sorbirsi tutte le angherie dei suoi fratelli. Ogni cosa che succedeva in casa era colpa sua, visto che Qui, il più paraculo, aveva sempre alibi pronti, e quando la colpa era di Qua, Qui si faceva sempre suo avvocato per discolparlo. Insomma, un Qui pro Quo.

E Von Felix era pure quello che doveva occuparsi del nonno, mentre gli altri due si sganasciavano dalle risate leggendo i newsgroup o giocando alla Playstation.
 - "Vooooooon, mi porti le ciabatte?", se il nonno si doveva alzare.
 - "Vooooooon, mi passi il pappagallo?", se il nonno doveva pisciare.
 - "Vooooooon, mi tiri il mandrino?", se il nonno lavorava al tornio.
 - "Vooooooon, mi porti un cambio?", se al nonno partiva uno smataflone che si cagava le mutande, i pantaloni e i pedalini di flanella sfumando il materasso di un caldo color ocra e ridipingendo a spruzzo la parete di fronte.

Perchè, in realtà, il vero problema del nonno era questo: la diarrea a propulsione.

L'unico modo per arginare le piene, era infilargli a quattro a quattro supposte nebulizzanti in grado di trasformare il Blob marrone i gas intestinale. Cioè, l'odore rimaneva, ma almeno i colori che circondavano il nonno restavano invariati.
 - "Vooooooooooooon, ho finito le supposte!"
Terrore.
A lasciare il nonno senza supposte si rischiava un'onda anomala di merda che avrebbe ridipinto mezza casa, e per pagare l'imbianchino, che per un'operazione del genere veniva vestito da Palombaro per non sentire il tanfo, bisognava accendere un mutuo. Ma anche andare in Farmacia a comprare le supposte non era una passeggiata.
Gaetano Paralachiappa (detto Tano), il proprietario della Farmacia, era un personaggio. Quella di infermiere non era stata la sua prima professione: per venticinque anni aveva fatto il macellaio. Per questo, tutti lo chiamavano Tano Pio Bove. Aveva la fama di saper fare le punture senza neanche farti accorgere che nel frattempo ti trombava la moglie. Le supposte, quelle erano un'altra cosa. Quando ti mettevi giù alla pecorina, a Tano venivano in mente i tagli di Lombo della sua gioventù, e la sua mano diventva un po' pesante. Praticamente, appoggiava la capocchia della supposta all'entrata, e poi ti allentava uno sberlone come quelli che dava alla carne per farla frollare. La supposta entrava ad una velocità tale che non veniva assimilata dall'intestino, la digerivi.
 
Insomma, Von Felix era un po' intimorito da Tano.
 - "Qui, Quo, io vado in Farmacia a comprare le supposte per nonno TIMmartin. Ci vediamo dopo!"
 - "Se non ci vediamo, speriamo sia per colpa tua...", gli rispose Qui.
I due fratelli stavano giocando con la Scacciacani appena acquistata coi soldi rubati dal maialino di coccio del fratello minore. L'operazione non aveva avuto niente da invidiare a quella di un vero chirurgo: Qui aveva inciso il maialino sulla pancia che si era diviso in due perfette metà, subitamente reincollate con l'Attac...
La pistola riproduceva nei minimi particolari una Colt Python: un buco come un pugno in ingresso, un buco come un palmo in uscita...ma questa qui, chiaramente, non faceva buchi. Era solo una scacciacani, faceva solo rumore, con i suoi proiettili. Con i SUOI proiettili.
 - "Caballè, peròccheppalle, 4o Euri e fa solo rumore!"
 - "A Simò, sei il solito coglione...certo che fa solo rumore, se utilizziamo i proiettili suoi. Noi, però, i proiettili ce li facciamo di gesso..."
 - "Fico! Ma, senti un po'...come facciamo a dare al gesso la forma dei proiettili?"
 - "L'ho sempre detto, io sono la mente, e tu lo stronzo..."
 - "Ma non era il braccio?"
 - "Lascia stare...senti, guarda qua: ho rubato al nonno la scatola delle supposte! Noi prepariamo il gesso, lo coliamo in questi stampini e....ET VOILA'! Un intero caricatore di colpi di gesso!"



ANNUNCIAZIONE


(non mi si è incastrarto il cazzlock, un'annunciazione in piazza va urlata...)
...PER TIRARE SU IL MORALE (e altro...) DELL'AMICO YORUNO, IL QUI PRESENTE CABALLERO NELLA SOTTOVESTE (nun rompete, c'avevo solo questa...) DEL VICE CIAMBELLANO, ORGANIZZA PER QUESTO POMERIGGIO IL PRIMO PORNO.RAVE.PARTY DI TIU! L'ENTRATA E' GRATUITA, PER PERMETTERE AD AMICI, PARENTI, FRESCONI, TROLL E RAGAZZE (soprattutto se gargonze...) DI ACCORRERE NUMEROSI ED ASSISTERE AGLI INCREDIBILI SPETTACOLI CHE VI VADO A PRESENTARE:
 
ORE 15.30: - Si esibirà il nonno Manzotinmartin nello spettacolo "GUARDA CHE PEZZO DI MANZA!", in tutù e guepier nera.
ORE 16.00: Il noto presentatore, MICHELALFONSO BONGIORNO, insieme alla nota
soubrette SIGNORA DEGLI ANELLI, presenterà direttamente da Washington DC
(dietro casa, of course...) il quiz "LA MINCHIA DELLA FORTUNA". Concorrenti:
Skipper, Luca Nick Di Verso e Sovie. GIRA LA MINCHIA, GI-RA-LA!
ORE 16.30: - Franco Califanes eseguirà col culo, dopo aver mangiato un piatto di borlotti, la nota canzone "TUTTO IL RESTO E' SOIA" di Califanes - Caballero (modestamont...)
ORE 17.00: - Il Gatto Caglione, nudo e senza ciabatte, proporrà il balletto sulla piastra dal titolo: "IL GATTO SUL LETTO CHE SCOTTA"
ORE 17.30: - Il sottoscritto CABALLERO delizierà il gentil pubblico, ma soprattutto quello femminile, entrando NUDO nella gabbia dei leoni e domandoli, UNO AD UNO, utilizzando la sua frusta! (A metà spettacolo interverrà Laurik che farà lo stesso, ma, speriamo, utilizzando la frusta del Vice Ciambellano...)
ORE 18.00: - Grande musical in onore del nostro amato LORD YORUNO: "CATZ".
Partecipano, in ordine di grandezza dello schwankaiser: WOWBAGGER, EL
CABALLERO, VON FELIX, CAGLIOSTRO, TINMARTIN, CAIFANES, RADIO PIGIAMA E BORIS ABITO.
ORE 18.30: - Sit com per Gay: "L'ABITO si fa il monaco". Nella parte del potagonista BORIS ABITO. Il monaco, ahilui, verrà estratto a sorte tra i gnubbi...
ORE 19.00: - Anteprima televisiva assoluta per TIU, la puntata numero zero
della ficTIUon "SQUADRA DI PULIZIA", dove il tenente QUOZZAMAX dovrà cercare
l'assassino del povero SUPPAMAN trovato morto vicino ad una boccetta di VETRIL. Nella parte del tenente QUOZZAMAX reciterà NEMBOMAN (chi vi aspettavate?), mentrè nella parte del supereroe mantellato SIRMITHRAS!
ORE 19.30: - Almanacco del giorno d'OPPIO: "Come rullarsi le canne cucinando
nel frattempo le uova al tegamino" a cura di QUOZZAMAX
ORE 19.55: - Cartoline da Chaberton. Conduce Luca Enrico NICK DI VERSO
ORE 20.00: - Film in prima TIU: "TESORO, MI SI SONO RISVEGLIATI I RAGAZZI"
con RADIO PIGIAMA e ELEONORA. E' la storia di un pover'uomo che non riesce a
dormire a cusa dei suoi due gemelli neonati. Il finale sarà tragico: la moglie rimane incinta di nuovo.
ORE 21.00: - Meteo: "VENTI CONTRO VENTI" In studio: SKIPPER e CAIFANES
ORE 21.30: - Rubrica agricola "FIORDI DI CAMPO". Conduce SLARTF...SLARTBAF..SRTLART...chi vuole condurre, me lo dica, che lo metto in
onda...
 
Tutti quelli che volessero partecipare (e che mi sono scordato perchè ho
scritto di nascosto, visto che avrei dovuto lavorare...) possono inserirsi
dopo le 22.00. I bagordi andranno avanti fino a notte fonda...



La lastra

- "Simone, tocca a te!" urlò il capitano J.A.Mink.
Ma tanto Simone lo sapeva già. Ieri era toccato a J. Uri, il giorno prima al "barone", a Von Felis. E oggi a lui.
Erano otto mesi che andava avanti 'sta storia, ma almeno ne mancavano solo due, all'alba... Naja di merda. Per fortuna c'erano con lui i suoi due amici di sempre. Oddio, non che la cosa gli evitasse le angherie degli altri commilitoni, anzi.
Cominciavano a prendere per il culo uno di loro (ma mai lui, perprimo...) e finivano col "nonnizzarli" tutti e tre, anche adesso che per anzianità i nonni erano loro. C'era addiruttura gente che aveva firmato, per pigliarli per il culo.
Insomma, i "nonni" li sfottevano, e, un po' per vendetta e un po' per scaricare lo stress, J. Uri e il Barone si rifacevano su Simone. Però non allo stesso modo, mai. Come l'altro giorno, quando per scherzo gli avevano fatto trovare uno scarafaggio nella minestra e J. Uri e Felis, per vendetta, avevano infilato nel piatto di Simone tutta la collezione di Stercorari del Borneo del tenente Martino Tin, con palline di merda annesse. Trecentoventisei esemplari in tutto. In effetti la collezione era quasi completa, ne mancavano un paio al massimo. Per questo non li misero direttamente nel piatto, ma svuotarono le teche direttamente nel pentolone del rancio. Il tenente, incazzato come un licaone, per punizione fece finire la cena a Simone, prima di dargli tre giorni di consegna.
Insomma, la vendetta era sempre amplificata. Se i nonni chiudevano J. Uri e Felis negli armadietti e ci infilavano le monetine per fargli cantare l'Inno Nazionale, Simone veniva infilato nel comodino del caporale Al Fonso, gli si tiravano dentro dieci euri in monetine da due centesimi precedentemente rese incandescenti e lo si obbligava a cantare tutto il repertorio di Nilla Pizzi, per un totale di settantaquattro ore e ventidue minuti di musica.
Se J. Uri e Felis venivano sveglaiti nel cuore della notte perchè gli avevano infilato dei fiammiferi tra le dita dei piedi e poi li avevano accesi, Simone veniva sbalzato a trenta metri dalla branda a causa dell'esplosione dei sedici Magnum che i suoi due amici avevano sapientemente incastrato tra le falangi delle sue estremità.
Se gli altri camerati organizzavano "la notte di botte" mettendo le saponette all'interno degli asciugamani che poi roteavano sulla testa per terminare sul corpo addormentato dei tre, a Simone venivano liofilizzati gli zebedei a colpi di blocchi da sei chili di sapone di marsiglia infilato nel telo mare della Sig. Ceres, sottotenente di fregata, così grande che i poveri ragazzi dovevano rotearlo i due, per quanto era forte la forza centrifuga.
Se ogni tanto, durante le docce, qualcuno esclamava "Oooops, mi è caduta la saponetta...J. Uri (o Felis, a seconda...) me la raccogli?" e PATAPAM! ti arrivava da dietro il simpaticone di turno a fare il gioco della cavallina nuda, quando era il turno di Simone i suoi due amici riempivano il pavimento del bagno di Douss Douss liquido che il disgraziato doveva tirare su col cucchiaino, dando il tempo a mezzo reggimento di sfogare le sue frustrazioni sessuali sul malcapitato.
Insomma, la cosa era diventata quasi fisiologica...se i due venivano richiamati, Simone scontava tre giorni di cella di rigore, se ai due facevano male i piedi per la marcia, Simone veniva ricoverato per intenso accumulo di acido lattico con versamento, se al Ponyllero (J. uri) e al Barone le mutande di lana gli arrossavano il didietro, Simone doveva farsi operare per togliere le emorroidi a grappoli, se in due avevano gli orecchioni, a Simone se lo inculava tutto il battaglione degli incursori del presidente.
 
Quindi, si aspettava qualcosa, ora che era il suo turno di stare sotto allo schiaffo del soldato. Paziente, attese che venne il turno dei suoi due amici mentre tutti e seicentoquarantatrè i commilitoni di Forte Tispano (più qualche ufficiale in borghese e gente di passaggio, che, visto che si trovavano...) gli assestavano delle mazzate tremende sulla mano. Lui si girava e diceva "J. Uri, sei stato tu?" e tutti in coro "NOOOOOOOOOoooooooooooooo........." e PATAPAM, altro pizzone.
"Felis, sei stato tu"?" e tutti "NOOOOOOOOOooooooooooooo...........". Simone si rigirava, metteva la mano sinistra sotto l'ascella, la destra di lato al viso per non vedere chi lo mazzolava e PATAPAM! via con i pizzoni.
Finalmente, venne il turno di J. Uri. Il bastar...l'amico era stato in piedi tutta la notte a svitare le ante dell'armadietto suo e di quello dei suoi due amici, che aveva poi avvitate insieme ad arte. Aveva così creato una lastra di ferro di un metro per tre pesante quasi settanta chili, che ora correva a tirare fuori da sotto il suo letto...
 - "Sei pronto, Simone?" disse Felis mentre J. Uri tornava.
 - "Si, andate, andate, che stavolta vi tano..."
 
 J.uri e Fon Felis afferrarono insieme la lastra di ferro, che riuscivano a sorreggere a stento, e cominciarono a roteare dapprima lentamente, mentre la forza di gravità faceva il suo lavoro e aumentava esponenzialmente la velocità di roteazione dei due. Tutte le persone che assistevano divertite, presagendo la catastrofe, cominciarono a correre via.
 - "Ma che cos'è questo vento..." Quelle furono le ultime parole che disse Simone.
La lastra gli arrivò addosso ad una velocità di 16 g, scaraventandolo a centoventi chilometri all'ora sul Manet appeso nell'ufficio del terribile colonnello Max Quozza, a trecento metri di distanza.
 
Il povero Simone rimase in stato comatoso per quasi due settimane, mentre i suoi due amici lo vegliavano, sciacquandosi di tanto in tanto la minchia nelle sue flebo di glucosio.
 
Un bel giorno, mentre il dottore gli stava cambiando le bende sulla faccia, il povero Simone aprì gli occhi, si girò a destra, si girò a sinistra, sorrise al medico s gli disse:
 - "SEI STATO TE!"



Spyrito

Gyno era piccolo. E tutti lo scherzavano. Per le dimensioni del suo pene. A dir la verità non proprio tutti, lo scherzavano...solo Jury e Symone. E non proprio per le dimensioni, più per la forma. Che poi era così per colpa loro...cioè non era proprio colpa loro...ma andiamo con ordine. A Mimmo, detto Gyno, piaceva la Ceresyna, la biondina vicina di casa, e non perdeva occasione per spiarla un po', appena possibile...e quando la spiava...strozzava il passeretto. Imbottigliava la biscia. Soffocava il fungo. Chiudeva l'acqua. Attappava il cannone. Scaricava le borracce. Sgonfiava i sacchetti. Insomma, si spippettava. E si spippettava tanto, che gli facevano male le mani e poi non riusciva a fare i compiti, e la maestra gli metteva il visto sul quaderno, e la mamma per punizione non lo faceva uscire di casa, e lui dalla cameretta spiava la Ceresyna e via daccapo.
 
Quel giorno però, a trovarlo erano andati Symone e Jury, detto El Caballero perchè a carnevale la mamma gli metteva sempre addosso lo scendiletto bianco a macchie marroni, che poi non era nemmeno di cavallo, ma di mucca. El Mucchero, però, come soprannome faceva un po' cagare. In realtà tutti volevano chiamarlo El Caballo, ma quanto Jury si incazzava cominciava a smadonnare come un epilettico tarantolato in una cesta di granchi, e così avevano optato per un tranquillo "El Caballero". E, tra l'altro, la pelle sintetica (perchè mica era pelle vera...) a Jury faceva pure reazione allergica, cosicchè per quattro giorni dopo carnevale stava a casa col cagotto e la faccia gonfia come il culo di un gibbone con le fistole anali.
 
Insomma, quando Symone e Jury entarono in camera di Mymmo, lo trovarono, manco a dirlo, nudo con la mano dentro il marsupio a cui aveva fatto un buco nel fondo. E da li lui...avete capito.
 - "Mymmo!" urlò Jury. A Gyno, chiaramente, venne un colpo. Symone lo riprese al volo mentre cercava di buttarsi dalla finestra sulla pianta di Rododendro Africano Urticante. Preferiva l'eczema perenne, alla gogna a cui lo avrebbe sottoposto la mamma. Nel tuffo era riuscito pure a chiudere al volo la chiusura lampo del marsupio. E, che ve lo dico a fare, si era quasi circonciso. Tre centimetri di pelle, volati via come un coriandolo a febbraio. Jury, lesto come una faina, gli aveva messo una mano in bocca ed un dito nel...vabbè...per distrarre Mymmo dal dolore. Così, caricato sulle spalle di Jury e Symone come una damigiana, lo portarono al bagno per disinfettarlo...
 
 - "Adesso," disse Jury "Mymmo, tu reggiti con le mani alla tavoletta del bagno mentre io ti spruzzo l'acqua ossigenata!"
Mymmo annuì, visto che Symone gli aveva infilato in bocca, per non farlo urlare, due paia di pedalini usati da lui durante le partitine a Back Gammon, che, notoriamente, lo facevano sudare a dismisura...
Jury prese dal mobiletto dietro lo specchio la boccetta dell'acqua ossigenata, sfocando sol dito sudato la scritta a penna sull'etichetta che ci aveva appiccicato la mamma di Mymmo e che diceva "spirito"...



L'aspirabriciole

"Voglio quello!" disse il piccolo Gyno indicando l'aspirabriciole da tavolo allungando la sua piccola manina, con il piccolo indice proteso verso il suo desiderio più forte da due settimane, sporgendosi in punta di piedi sul bancone di "Trony".
 
Gyno Von Catrozzi, 8 anni, di Arluno, aveva letto su un giornale trovato al parco di quell'uomo che era rimasto incastrato con l'affare nel folletto aspiratutto, nell'intenzione di farselo...si, insomma...."succhiare".
"Per forza," aveva detto "il folletto è troppo potente! Ci vorrebbe qualcosa di meno...che so...un aspirabriciole!"
Gyno aveva lavato automobili per 3 Euro; aveva potato siepi per 2 Euro; aveva raccolto cacche di cane per 1 Euro e mezzo per due settimane, e ora aveva i ventiquattroeurovirgolasettantacinque che gli servivano per comprarsi l'elettrodomestico.
 
"Dov'è la tua mamma, bel bambino?"
"BULICCIO!" Esplose Gyno. Non sopportava che qualcuno lo chiamasse
<<bel bambino>>
"Oh, ma sei un tigrotto..."
"ZOOFILO!" Gyno non sopportava neanche che lo si chiamasse <<tigrotto>>
"Ma tu guar..."
"GOLOSELLO!" E, si, Gyno Von Catrozzy era prevenuto...
 
"Non c'è la mia mamma! Mi sto comprando un sugamin...un aspirabriciole da tavola, mica una scatola di raudi! Che è, non si può? Che hanno vietato ai minori i piccoli elettrodomestici?"
"No no...che permaloso..." disse il commesso mentre si girava per prendere dallo scaffale l'aspirabriciole.
Gyno pensò di infilargli nel culo tutti i bruciaessenze con candele annesse del reparto casalinghi in ordine di colore, ma poi gli venne in mente che forse così non gli avrebbero fatto lo sconto, e non lo fece.
 
"Sono 24,75 Euro, ma per te sono solo 24..."
 - Ma tu guarda 'sto ricchione... - pensò Gyno, ma si trattenne perché Tinmartin, suo nonno, gli aveva raccontato che i culattoni si arrapano di più se li tratti male. In realtà, lui lo sapeva già, perchè una sera lo aveva seguito di nascosto insieme a G. Are, suo amico delle elementari, mentre usciva di nascosto dalla nonna passando dall'officina. Erano saliti tutti e due sul "Gaucho" di G.Are, e avevano seguito il nonno fino al porto di Sabaudia Terme, finchè non era entrato dentro un locale con l'insegna blu che diceva "Entra dal retro". In effetti, Gyno e G.Are non avevano capito perchè il nonno fosse entrato dalla porta principale, invece. Comunque, spiandolo dalla finestra avevano visto che aveva cominciato a pigliare tutti a parolacce, finchè tre Marines americani di colore l'avevano caricato di peso dicendogli "Adesso ti rialesiamo il buco che neanche tu col tuo tornio...". Non avevano capito perfettamente il senso della frase, però avevano pensato che evidentemente conoscevano il nonno, visto che sapevano che aveva il tornio...
 
<intermezzo> - Von Felix
 
Ed in effetti si erano stupiti molto anche nel vedere il nonno in reggicalze e guepière fucsia che si
aggirava per il locale a braccetto con tale John Bigdickens, un sergente di polizia del New Jersey
che spesso si vedeva da quelle parti.
Il commesso estrasse la lucida & colorata scatola dallo scaffale con l'aspirabriciole marca Rowenta
- "Lo suca in stil giumenta" - pensò Gyno pregustando le folli ore di erotismo che avrebbe trascorso di lì a poco.
Si avviò verso casa col Gaucho prestatogli da G.Are eh, in perfetto stil sorpasso senza freccia parti facendo un dito medio allucinante ad un camionista turco che in quel momento passava di là (scuola G. Are).
Giunto che fu a casa, scarto trepidante l'arnese e si gettò a capofitto al cessetto ma - tragedia - il filo della corrente era troppo corto, così si procurò un gruppo elettrogeno da 20 megawatt che collegò immantinente al piccolo aspirabriciole.
Introdusse la "briciola" e 1.... 2... 3.... Contàtto!
Dissoltosi il fungo nucleare che aveva preceduto l'incendio della palazzina, i pompieri pare abbiano trovato il piccolo aspirabriciole con una vocina che dall'interno diceva "aiuto aiuto, brutti buliccci
goloselli toglietemi da 'stocazzo di sacchetto per la polvere, per mille zoofili! Aaaaargh! ", ma che lo abbiano prudentemente lasciato lì, così com'era

<continuazione> - El Caballero

Gyno prese il pacchetto, pagò alla cassa, e si avviò verso casa, pregustando già i grandi godimenti della sera: si sarebbe preparato chiudendosi in camera, che tanto in tele c'era "Amici di Maria de Filippi" e la mamma sarebbe stata a rincoglionirsi davanti allo schermo fino a mezzanotte, e il papà, per lo scazzo, sarebbe andato a dormire alle nove meno un quarto con tutta la peperonata sullo stomaco. Secondo i suoi calcoli, da quando avrebbe finito di mangiare (otto e mezza circa) a quando il padre si sarebbe alzato in preda agli spasmi da congestione (undici e mezza/quarantacinque massimo) per andare a cagare, sarebbero passate tre ore buone per azionare il fantastico sugabriciole. Tre ore di sano sesso immaginato! Fantastico... Pensava già di attaccare sull'armadio il poster di Samantha Fox in culotte che aveva trovato su un Cioè di G.Are (che aveva pure quello con le tette di fuori, ma col cazzo che glielo avrebbe dato...), di sedersi sulla mano destra per una mezz'ora buona, fino a farla addormentare per provare la sensazione dello sconosciuto, si sarebbe messo i tappi alle orecchie per non sentire il rumore dell'aspiratore, e chiudendo gli occhi si sarebbe lasciato andare a quell'esperienza di cui tanto aveva parlato con l'amico G.Are.
 
"Aò, a Gì, andò vai co quer pacchetto?" era G.Are sul Gaucho.
Innavvertitamente era passato davanti a casa sua, anche se voleva evitarlo, cosicchè l'indomani gli avrebbe raccontato tutto facendolo rosicare come un pazzo.
"Lasciami stare, ho un'appuntamento con Samantha..." disse Gyno sfoderando la sua solita faccia da Teletubbies idiota...
"Ho capito," disse G.Are "vai a tira er collo ar frustone!"
"Poi ti racconto..." sogghignò Gyno lasciando l'amico a domandarsi cosa diavolo avesse potuto comprare da Trony...
 
E vennero le nove. Gyno aveva fatto tardi, perchè dall'emozione si era tirato addosso tutta la peperonata imbrattandosi completamente la maglietta, e la mamma lo aveva spedito a farsi il bidet.
"In fondo," pensò Gyno "prima di un'incontro d'amore bisogna lavarsi..."
Si lavò, e corse in camera. Chiuse la porta proprio mentre sentiva venire dal basso la voce da trans operato male di Maria de Filippi e del padre che bestemmiava in Curdo antico mentre andava a dormire. Come da programma, appiccicò all'armadio il poster, ma non si sedette per mezz'ora sulla mano come aveva preventivato, vista l'ora tarda. Per stasera, avrebbe rinunciato allo "Stranger Effect". Tutto eccitato, si calò pantaloncini alla Zuawa e mutande, e chiudendo gli occhi cominciò a pensare un po' a Samantha Fox, e un po' a Ceresina, sua amichetta delle elementari che stava nella classe avanti alla sua, quella che tutti i giorni si portava per la ricreazione due banane, cosicchè una poteva mangiarla.
 
Così, con gli occhi chiusi, tirò fuori dalla scatola l'aspirabriciole da tavolo, spiegò le istruzioni sul letto, e cercò con l'altra mano il tasto dell'accensione. Via. Era acceso...
"Neanche tanto rumoroso..." pensò mentre lo avvicinava, febbrilmente eccitato, a quel misero organino di bambino. E più lo avvicinava, e più pensava a Ceresina...e Ceresina...e Samantha...e Ceresina...e lo avvicinava...e Samantha...mentre il pistolino era ormai quasi del tutto dentro, Gyno Von Catrozzy, 8 anni, di Arluno, nipote di Tinmartin e miglior amico di G.Are, aprì gli occhi, che andarono a posarsi casualmente sul foglietto delle istruzioni del suo aspirabriciole da tavolo acquistato da Trony proprio quel giorno:
 - "Il nostro aspirabriciole da tavolo aspirerà per voi le briciole più piccole, e triterà le più grandi risolvendo i vostri problemi di igiene alimentare"
Triterà. TRITERA'.



Odore di fragola

La vita sessuale di Simone non era mai stata un granchè.
La prima volta che, alle elementari, il suo amichetto Giuri gli aveva raccontato la grande verità delle pugnette, lui non aveva saputo resistere, e a ricreazione si era tuffato in bagno, seduto sul WC coi piedi puntati sulla porta per evitare scherzi, e lì aveva cominciato...si, insomma, le estrazioni del lotto. Un po' per la foga, un po' per inesperienza, dopo venticinque minuti era ancora sulla tazza a sfrugugliarselo, tanto che Giuri, pensando che il suo amico Simone si fosse sentito male, era andato a
chiamare Gedeone Grattalatazza, il bidello calabrese col profilo neanderthaliano. L'uomo, pensando ad un malore del bambino, allentò una spallata alla porta che sbatacchiò Simone addosso al muro rompendogli tutte e due le gambe, e lasciandolo incastrato nell'angusto spazio tra cesso e muro nudo come un verme e in una posizione che se l'avesse visto Picasso si sarebbe sentito male.
Simone si fece due mesi d'ospedale, ma la cosa che gli doleva di più era l'onta che aveva dovuto subire al ritorno a scuola, perchè quel bastardo dell'amichetto aveva raccontato a tutti che cosa si era chiuso a fare, in bagno. Nonostante tutto, l'amicizia tra i due continuò.

E fu ancora Giuri, a tredici anni, a regalare a Simone il primo giornaletto porno, "El Caballero", che lui conservò gelosamente per cinque anni, tenendolo sotto il materasso fino al giorno che Luisiana Manidipiuma, la domestica dello Sri Lanka dei suoi genitori, non lo scoprì, equivocando la situazione ed abusando di lui per tutto il week end in cui il papà e la mamma di Simone erano fuori per una gita di piacere.

Questo episodio mutò in maniera drastica il già difficile equilibrio di Simone, soprattutto in ambito sessuale: più lui vedeva il suo amico di sempre, Giuri, andare a spasso con belle figliole, più diventava timido, non riuscendo ad invitare mai nessuna ragazza fuori. La situazione cambiò il giorno in cui, in camporella con la sua macchina comprata con tre anni di lavoro come stalliere al maneggio "Si monta con la sella" di Martino Montatorni, detto Tinmartin (che, in segreto, aveva sempre straveduto per il tenero Simone, senza avere mai avuto il coraggio di dirglielo...), conobbe il partner della sua vita.

Simone era nella sua Duna color cagarella di lepre, appartato con la sua solita scatola di settebello alla fragola, che così risparmiava anche sull'Arbre Magic, a fare le solite estrazioni del lotto (andava in camporella perchè, dentro di se, provava il brivido della trasgressione...) quando sentì qualcuno piagnucolare da dietro il salice piangente sotto il quale aveva fermato la macchina. In un attacco di vergogna, si richiuse la patta senza sfilarsi il preservativo (usava il preservativo perchè era solo
si, ma mica scemo...) e senza ripulirsi le mani andò avedere chi era che si lamentava.

- "Chi sei, tu? E che ci fai qui?" domandò Simone alla vista di quel ragazzo solo e infreddolito che piangeva rannicchiato ai piedi del salice nudo come un verme...
Yoruno, questo era il nome del ragazzo, si voltò più perchè inebriato dall'odore di fragola che emanava da Simone, che per la domanda che lui gli aveva rivolto.
- "La mia ragazza mi ha lasciato qui perchè dice che io non sono bravo nei preliminari, ma io mi ero appena levato le mutande..."

<Simone>

"Capisco", disse Simone, "Ma come te le sei tolte, le mutande?".
"Che domande", rispore Yoruno, "Con i piedi!"
"Oddìo, come capisco quella poveretta...", sospirò Simone.
"Vuoi spiegarmi tu come si fa a levarsi le mutande?", chiese con gli occhi pieni di lacrime Yoruno.
"Ma certo. Ora rimettile su, va, che non sei proprio un bello spettacolo...".
"Ma... sniff... sniff... cos'è questo strano odor di fragola?", chiese Yoruno.
"Stavo raccogliendo le fragoline selvatiche nel cespuglio là in fondo", rispose Simone.
"Con la patta aperta?!?!", notò Yoruno.
"Ehm.... devo essermela dimenticata aperta quando ho fatto la pipì sulle fragoline...", disse arrossendo Simone.

Passarono alcuni giorni da quell'incontro destinato a cambiare la vita di entrambi. I due cominciarono a frequentarsi, scambiandosi consigli su come fare i preliminari coi profilattici fruttati.
Finché una sera, i due conobbero J. Min, noto trans di origine orientale.
"Ciao recchione", subito lo apostrofò quel poco di buono di Yoruno.
"Scuvvile", disse J. Min.
"E non hai visto niente, di come scorro bene!", disse Yoruno.
Al che, al trans gli si illuminarono gli occhi. Sarà stato il fatto che Yoruno era già bello e invaselinato, ma subito J. Min si innamorò. Dopo una corte serratissima, finalmente il trans riuscì a convincere Yoruno a seguirlo a casa sua.
Simone, che nel frattempo aveva assistito alla scena cercando di carpire i segreti del buon tacchinaggio, li seguì con discrezione.
Nel percorso che dal viale centrale portava a casa di J. Min, i tre incrociarono uno strano tecnico della Telecom che, ubriaco come non mai, continuava ad urlare ai passanti: "Buliccio! Zoofilo che non sei altro!
Geloso!".
Quando arrivarono a destinazione, J. Min suonò il campanello. Dopo pochi istanti, si sentì uno strano urlo che gelò il sangue al povero Simone:
"Aaaòòòò, ma chi è che rompe li cojoni che 'sto a divertimme?". Subito Simone
lo riconobbe... era la voce del suo amichetto Giuri...

<El Caballero>

Difatti Giuri, che con gli anni era diventato un noto Gigolò di Sabaudia Terme, sbarcava il lunario adempiendo agli obblighi coniugali per gente come J. Min. Insomma, si trombava le mogli di tutti quei ricchioni che per motivi di convenienza avevano inscenato un matrimonio eterosessuale.
- "Chicazz'è?" esordì Giuri spalancando la porta dall'alto dei suoi 190 cm...in orizzontale. J. Min svenne, alla vista della pseudo-mogliettina conciata come una pelle di Pony, tenuta su da Giuri per la coda di cavallo.
Yoruno svenne, alla vista dell'affare di Giuri, che invece si teneva su da solo.

Gli occhi di Simone si riempirono di lacrime: era Giuri, il suo amico di sempre.
- "Giuri!" esclamò il ragazzo, in preda alla commozione e dimenticandosi dei due nuovi amici, riversi a terra.
- "'Tacci tua...SIMO'!" esclamò Giuri, lasciando cadere la moglie di J. Min a cui venne una commozione, e abbracciando Simone e sollevandolo per quindici centimentri buoni da terra. In fondo, Giuri aveva sempre voluto bene al piccolo Simone, e ogni tanto si pentiva pure delle bastardate che gli aveva fatto, come quando gli aveva dipinto un...cazzo con la vernice speciale sul vestito da chierichetto, e puntandogli addosso la luce al Wood proprio durante la sua prima comunione.
- "Occhei, occhei...fammi scendere, adesso," disse Simone Giuri si inchinò in avanti, e Simone scivolò giù dal...si, insomma, scivolò giù.

- "Allora, amico mio, come ti va?" domandò Simone.
- "Beh, insomma, non benissimo. 'Sto la voro è na tragedia, tutte le sere a trombare, due volte all'ora...cominciano a farmi male i reni. Ho provato ad emigrare, ad andare in America. Li mi facevo chiamare "Il Pony Italiano". Io preferivo "Stalloncino", ma a qualcuno non andava giù. Poi sono tornato in Italia, ma ero senza casa e senza un soldo. Allora ho abitato per un po' di tempo da due miei amici, Jasmeen e Felicia, (Yoruno e J. Min, seppur ancora svenuti, ebbero un sussulto nell'udire quei due nomi, come se in fondo, li conoscessero...molto in fondo...) e loro mi hanno fatto inserire nel mondo dei Gigolò...ma ora sono stanco, di inserire...

<Simone>

- In effetti ti vedo un po' provato - disse Simone. - Non ti vedo in questo stato da quando eravamo all'asilo e avevi appena scoperto cos'erano le pippe.
Lì sì che avevi le occhiaie...
- Guarda, 'na vitaccia...
- Ma da quand'è che non ci vediamo più? - chiese Simone.
- Fammici pensare... E' da quella volta che ti ho regalato la finta bambola gonfiabile... che poi tu non ti eri accorto che dietro c'era quel finocchione di Billy The Pig. 'tacci tua... Mi viene ancora da ridere quando sei venuto da me a chiedermi se era normale che le bambole gemessero...
- No, ti ricordi male - lo corresse Simone - C'eravamo visti ancora da TinMartin, che ci aveva offerto un "Pony per l'estate", la rassegna che ha per primo premio la sella concava marchiata 'Si monta con la sella'. A proposito... ho lasciato sai quel lavoro al maneggio...
- E perché? Era una lavoro sicuro, poi prendevi bene - disse Giuri.
- Prendevo pene, vorrai dire... Ero stufo di far seghe agli stalloni. Mi venivano i calli alle mani e i complessi di inferiorità...
- Comunque, son così contento di vederti... - disse con occhi lucidi Giuri.
I due, riunitisi come un tempo, decisero di lasciare inerti lì a terra Yoruno, J. Min e la moglie di quest'ultimo.

Entrarono in un vicino caffè. Lì, appoggiato al bancone, ubriaco fradicio, c'era un uomo con dei pantaloni strani: avevano tre gambe. Giuri, oramai esperto del mondo dei Gigolò, venne fulminato.
- Occazzo! - esclamò. - Ma quello è il mitico Mr. Al Goodday, il gran visir di tutti i Gigolò!
- E perché? Cos'ha di speciale? - chiese ingenuamente Simone. - Solo perché è
basso e biondo?
- No, ha doti nascoste... - disse Giuri -... neanche tanto bene. Senti.
Facciamo così. Avvicinati a lui e digli che è ricchione. Tanto è ubriaco, non farà niente. Lui poi ti racconterà cos'ha di speciale.
Eh, sì. Col tempo Giuri era diventato più buono.
Al Goddday era conosciuto come Fallo Più Veloce di Sabaudia Terme. Se qualcuno osava dargli del ricchione, non faceva neanche in tempo a chiedere scusa che già Al ne aveva approffittato.
Se ubriaco, Al ti dava il tempo di girarti. Almeno così non ti procurava ferite lacero contuse...



La scoperta

- "Ma secondo te, perchè brilla così?"
Disse Fonfelics con gli occhi colmi di stupore.
- "Non lo so, non riusciamo nemmeno a capire che c'è dentro..."
Gli rispose Elcab, coi coglioni gonfi...si insomma, gonfi.
- "Per favore Elcab, puoi stantuffarmi piano, che non riesco a fare queste
equazioni per decifrare il contenuto delle famose Boccettine Verdi?"

Elcab e Fonfelics si erano presi un impegno oneroso, troppo oneroso, per
loro: decifrare la composizione chimica del contenuto delle famose boccette
fosforescenti. Si erano suddivisi i compiti. Così, mentre Fonfelics si era,
obbligatoriamente, chinato a raccogliere la boccettina, Elcab si era,
obbligatoriamente, messo a stantuffare Fonfelics. Non che la cosa lo
rendesse felice, ma insomma, meglio che star li chinato a fare calcoli
matematici...
Fonfelics era la testa, e Elcab il braccio. Cioè, non proprio queste parti
anatomiche precise, comunque...

- "Ma che dici, posso accendere la luce?" chiese Fonfelics.
- "Eh, no! Chessennò non brillano più..." In realtà Elcab era un po'
schifato all'idea di dover pure guardare il culaccio bianco e brufoloso di
Fonfelics.
- "Ma se mi spostassi dall'angolo?"
- "NOOOOO__OOOOO! Le Boccettine Fosforescenti vanno mantenute all'angolo!"
In realtà Elcab non voleva far alzare Fonfelics, che si sarebbe sicuramente
agitato per gli stantuffamenti.

- "Uff, ma così e difficile....aspetta...ho trovato! ELCAB, HO TROVATO! HO
TROVATO! Ce l'ho! CE L'HOOOOOOOOOOOO..."

Per l'eccitazione, Fonfelics cominciò a muovere le grosse natiche, ed Elcab
cominciò a stantuffare più velocemente.
- "ELCAB!" urlò Fonfelics "ce l'ho! CE L'HO! E' TUTTO SU PER IL..."

Il Caballero, preso dall'entusiasmo dell'amico, gli allentò una botta da
dietro che il Fonfelics, incastrato con la testa nell'angolo, svenne.
Elcab, senza perder tempo, andò all'ufficio brevetti a registrare il
contenuto delle Boccette Fosforescenti: IL SUPPERIL.



Lambretta nuova!

- "Minchia, chi bedda!" si gongolava Al Fonsie sfregando con la manica della sua giacca di Tweed il faro anteriore cromato della sua lambretta nuova.
I sedici virgola sette chilometri che separavano casa sua dal concessionario di Bepi Scognamiglio, oriundo siciliano di evidenti origini Campano-Venete, la cui famiglia si era trasferita nella bella Scilla a causa dei traffici di suo padre che rubava i cerchioni delle BMW per rivenderli come posaceneri di marca ad alcuni suoi amici zauddi di Siracusa, li aveva fatti alla velocità medià di sette virgola quattro chilometri orari, con chiare difficolta di equilibrio, e sporgendosi in avanti per acchiappare al volo i moscerini la cui ultima destinazione sembrava essere lo scudo del suo vespino nuovo.
 - "Nun talio l'ora di farla virere a Feliccsi!".
Al non era un terrone comune, aveva studiato tanto per conseguire la laurea di Ingegnere Termonucleare Per Applicazioni Militari Volte Al Riscaldamento Degli Alimenti Nei Campi-Base Alleati Utilizzando Mezzi Di Fortuna Quali Gusci Di Noce, Vecchi Calzini E Letame Essiccato della quale andava fiero, ma con la quale non era ancora riuscito a trovare un lavoro che lo soddisfacesse. O meglio, aveva fatto decine e decini di colloqui in cui la sua brillante intelligenza aveva lasciato a bocca aperta fior fiori di esaminatori, i quali, alla fine dei suddetti colloqui, si accorgevano del problema di Al: in situazioni di alta tensione nervosa mista a felicità cominciavano a sudargli le orecchie formandogli dei curiosi rigagnoli che gli scendevano per la giacca, e lui, in evidente stato di imbarazzo, cominciava a parlare in dialetto siciliano. Insomma, di fronte a quel popò di cervello ogni scienziato chiudeva un occhio di fronte all'elegantissimo completo di cachemire indossato sopra le infradito, ma un gessato sudato era troppo per qualsiasi equipe.
 - "Maria, nun ci pozzo cririri!" disse mentre una gocciolina del suddetto sudore si staccava dal lobo dell'orecchio sinistro per andare a seguire la scia biancastra lasciata da quante prima di lei l'avevano preceduta...



Infradito di paglia

- "Era ora..." mugugnò Felix quando Fonsie scese dalla Lambretta smarmittata color verde pisello a cui mancavano, ormai da anni, la banana e le chiappette "ci voleva tutto questo tempo?"
 - "Che posso farci io, se il pastore per darmi un pezzo di pecorino me l'ha staccato da una forma utilizzando il tornio? Cioè, c'avrò messo un sacco di tempo, ma guarda che intarsi..."
 - "Cazzarola Al, ma sempre da Rintintin Martin devi andare? Che lo sai che ci fa perdere un sacco di tempo! Eppoi, come minchia ti sei conciato? Ti sembra l'abbigliamento adatto per una serata galante?"
 - "Cos'ha che non va il mio gessato?"
 - "LE INFRADITO, AL! Sei venuto con le infradito!"
 - "E' per i calli, lo sai...
 
Al "Fonsie" soffriva atrocemente per i calli, che gli venivano con le fasi lunari. Praticamente, se c'era la luna piena non poteva neanche infilarsi le scarpe: le dita dei suoi piedi sembravano quelle di una di gallina affetta da sclerosi. E quella sera c'era la luna piena.
 
 - "Vabbè, andiamo, che si è fatto tardi..." disse il Felix.
 - "Aspetta, che incateno la Lambretta!"
 - "Al, ma chi vuoi che te la rubi, questa scallapizzette!"
 - "Ehi, non la insultare questa Lambretta qui..."
 - "Si, si, lo so...quella Lambretta lì si è fatta tutte e due le guerre...era di tuo nonno, che la trovò in un boschetto a due passi dalla linea nemica. Credeva che fosse abbandonata, ed invece era di un generale nemico che stava cagando. Quello cominciò a sparare, e tuo nonno dalla paura passò a manetta all'interno del campo nemico. Tutto il battaglione lo vide sfrecciare attraverso le tende, e il nostro esercito li colse di sorpresa.
Tuo nonno intanto, con la scusa, si era avviato verso a casa, pisciando di tanto in tanto nel serbatoio..."
 - "Già, e poi mio padre..."
 - "...tuo padre, quando fu arruolato, partì con la lambretta che ancora puzzava di piscio. Visto che era l'unico motorizzato, lo assegnarono alla consegna pacchi importanti, e fece la spola tra campo base e campo nemico fino al giorno di Capodanno, in cui, semicongelato, si avvicinò al piantone della polveriera chiedendogli: <<Hai da accendere?>>. Quello era un tale Fritz Ione, barbiere tedesco arruolato per mancanza reclute, scartato dai carabinieri e amichevolmente chiamato "Cogli". <<JA!>> rispose, un attimo prima di di accendere un fiammifero che, accesa la sigaretta di tuo padre, tirò allegramente dietro le sue spalle, proprio sulle polveri da sparo. La gente dei paesi vicini lo ricorda ancora come il Capodanno coi fuochi d'artificio più belli..."
 - "Si si, è proprio così! Da allora alla Lambretta mancano banana e chiappette..."
 - "Andiamo, che è tardi..." disse Fon avviandosi verso casa di Luisella Turapori e Dolores Defaica, due prostitute a cui si rivolgevano tutte le volte che avevano per le mani un caso i cui sospetti si aggiravano per il porto...
 
<continua> - Von Felix
 
"Lui sì" disse la Defaica indicando il Von, "ma tu no, con quelle dita come minimo mi attacci il tetano o l'orchite" concluse rivolendosi a Al Fonsie.
Col suo tipico fare da pari inglese Al le fece notare che non si erano recati lì per fare - as usual - il numero del pompino nano con graffio di schiena, ma che stavano cercano un pericoloso malvivente il cui unico nome noto era "El Equinero".
"Perchè ce l'ha grosso come un cavallo?" chiese la Turapori.
"No, perchè sotto di sè ha quattro zoccoli travestiti - si affrettò a precisare Al, che non sopportava le volgarità - e poi facciamo in fretta che 'sta luna piena mi ha anche sfranticato le gonadi a sufficienza. Sto camminando sulle punte che pajo Nurejev"
A queste parole Fon si accorse che qualcuno li stava spiando dalla finestra del borde... ehm, casa di tolleranza.
L'impulso fu di prendere il pecorino tintornito e scagliarlo verso lo spione quando riconobbe quello sguardo, ma, ancor più dello sguardo, riconobbe il rumore degli zoccoli in fuga.
"EL EQUINERO! - esclamò smorzando il suo istintivo lancio di pecorino - corri, corri, Al, è la volta buona che lo acchiappiamo e ci facciamo restituire i 4 ? e 28 Cents che ci deve, quel pottaione, che poi domani scade l'affitto e ci buttano fuori!".
A tempo quasi zero rimontavano sulla lambretta, sulla quale Al Fonsie diede una portentosa pedalata di avvio sul kick starter scarnificando in pieno la rotula-tibia-piede del Fon, (che ora poteva anche nuotare senza pinne) e si gettarno all'inseguimento del cavallide che si allontanava velocemente sulla sua PRINZ impazzita arancione Anas...
 
<continua> - El Caballero
 
- "Corri Al, corri, che lo prendiamo! Accelera!"
 - "Eh, accelera questa minchia, lo sai che non fa più di 50..."
 - "Ma così ci scappa! Premi il bottone per il NOS!
 - "Nos..."
 - "NON FARE IL COGLIONE, AL! Ne va del nostro appartamento!"
 - "No Fon, mi si scassa la Lambretta!" Ma mentre Fonsie pronunciava queste parole, il Felix si allungava per premere il tastino rosso con su appiccicato un post-it che recava la scritta 'TURBO BOSTIK'.
 - "NO, QUELLO NO!" ma ormai era tardi. La ventata di collante che spruzzò fuori dal cruscotto della Lambretta investì in pieno volto Fonsie, a cui si disattivarono le sinapsi, e i due si andarono a schiantare contro il muro del caffè di Gianni detto <<Mina>> per il suo passato da bombarolo.
 - "Oddio Fon, la Lambretta! E' distrutta! E ora, cosa racconto alla mamma?"
 - "La portiamo da 'Kick' Starty, il robot del ghetto, vedrai che te la sistema..."
 - "Ma chi, quello che vuole diventare un uomo? Quello che ha quel locale ridicolo e impronunciabile...come si chiama..ah, si, lo 'Starty Bar&Fest'...è bravo?"
 - "E' il migliore" - se non fosse per le sue deviazioni - disse sottovoce Felix. "Entriamo da J. Meen, e vediamo se sa perchè El Equinero era da queste parti. Sa sempre tutto di tutti, e mi deve un favore..."
 
Fon Felix si spolverò la spalla, e aprì la porta del bar. L'odore di Hamburger di lumaca lo colpì come un pugno in faccia, mentre dal Juke Box venivano, come al solito, le note di vecchie canzoni. Si avvicinò al banco guardandosi intorno, riconoscendo i brutti ceffi che erano nel locale e sperando allo stesso tempo che nessuno si accorgesse di loro...
 
 - "ASPETTA, FON! MI SI E' ROTTA UN'INFRADITO!" disse Al sbattendo la porta del locale. Si girarono tutti verso di loro, compreso 'Mina' che vedendoli li apostrofo:
 - "Minghia, ma guarda cu cazzo passa da sti parti...Felics, como butta?"
 - "Un giorno di questi gli silicono le dita dei piedi..." disse sottovoce Fon. "Bene Geimin, e a te, come va?"
 
<continua> - Von Felix
 
"Non c'è male, ma ti vedo affaticato, che succede?"
"Lasciami sfilare il tappo della lambretta di Al che mi si è incastrato fra le chiappe - STLàP! - e te lo dico.... Embhè? Neanche un caffè si offre più ai vecchi amici?"
"Tu ed io non siamo più amici da quando mi hai fatto lo scherzo della merda nel giornale infuocato davanti alla soglia di casa".
"Maddai - rispose Felics - non stai più alla goliardia degli scherzi di una volta?"
"Goliardia un cazzo: quella a cui hai dato fuoco era merda di fachiro e mi ci è voluta una notte intera al pronto soccorso per togliermi dalle piante dei piedi i chiodi ed i cocci di vetro".
"Suvvia, dimentichiamo le tristezze del passato - li interruppe Al Fonsie - e facciamoci un buon caffè Segalfreddo per rintemprarci"
Come annuendo, Geimin si spostò dietro il bancone camminando in punta di piedi Carla Fracci like (le sue piante dei piedi non erano più quelle di una volta, e molti gli avevano chiesto come si fosse procurato quelle stimmate) per recarsi alla buona vecchia macchina da caffè Rancidilio.
"Wè, però, Geimin - lo incalzo Al Fonsie - lo sai che camminando così sembra proprio che tu l'abbia presa nel cu...."
Felics lo fulminò con lo sguardo ed Al capì che con la sua infelice uscita stavano per giocarsi una delle poche carte che li potesse rimettere sulla pista all'inseguimento di El Equinero, ma, fortunatamente, il buon vecchio Geimin non aveva sentito e seguitava a preparare il caffè con tutte le onomatopee che ne derivavano:
Acqua versata nella Rancidilio: GURGLEGURGLEGURGLEGURGLE
Vapore: FSSSSSSSSSSSSSSSST
Caffè pressato: FLOP
Dispenser inserito nella Rancidilio: CLI-CLACKT
Geimin meteoritico:
PROOOOOOOOOAAAAaaaaaaaaaaaaaaaPPPPPPPPPTTTTTTTTTTTTF
SSSSSSSSTHUIAAAAAAAaaaaa
aaaaaaaaaaaaoOOOOOOoooo....
Geimin che si scotta col vapore: UAAAAAAUAAAAAAAAAAAAAAAAAARGGH!
Geimin che dice ciò che pensa: ##!@^xXÆkbÃxb!#adonna...
Ed il caffè fu pronto.
Sorseggiarono il caffè ed Al, come di consueto, non seppe trattenersi dal fare lo scherzalax a Felics.
Quella dello scherzalax era ormai una consolidata tradizione cui Al si dedicava ogni qual volta sorseggiava il caffè con Felics.
Lo scherzalax constava di 3 fasi:
1) Al esclamava indicando un punto alle spalle di Felics "GUARDA LA' !"
2) Felics si voltava chiedendo "dove? dove? Che cosa è che devo guardare?
3) Al versava dalle 10 alle 20 gocce (a seconda dell'umore) di guttalax nel caffè di Felics, che subito dopo beveva ignaro il caffè cazziando Al per le allucinazioni che lo facevano parlare a sproposito.
"Ebbene sì, è passato di qui stamattina - continuò Geimin alludendo a El Equinero - ma non ho proprio idea di dove sia andato".
"E questo lo incalzò Felics ponendogli davanti un barattolo di vaselina Castrol - potrebbe farti cambiare idea sulla tua reticenza?"
Geimin, memore delle ultime esperienze con Culetto, che tanto avevano ulteriormente pregiudicato la sua giù cagionevole condizione podalica, non se lo fece ripetere due volte.
"Era di fretta... parlava di un raid alla valle del Sysoppo, per spodestare il fantomatico moderatore di TIU ed impadronirsi del potere per sempre, nonchè impiantate un'edicola per leggersi tutti i numeri di "Corna Vissute" prima di rivenderli ai 14enni".
La cosa si faceva seria, ora non c'era più in ballo solo l'affitto, ma era in gioco l'intera libertà di TIU.



Seguo le tendenze

La giornata non metteva assolutamente allegria, tutt'altro.
Fon tirò fuori dalla tasca dei suoi Gins sdruciti il cellulare vinto con i punti dello svelto, che consumava in quantità industriale da quando gli si era rotta la lavastoviglie. La sera dopo la cena ci aveva infilato per sbaglio due biglie invece delle Perle di Dixan, e non si era accorto del rumore di cocci finchè non era salito dal piano di sotto Gavino Scalalavetta, l'alpinista sardo che l'indomani avrebbe avuto la diretta televisiva della scalata del Gennargentu in bermuda e infradito.
Si era così incazzato che prendendo a calci in culo il Fon si era lussato l'alluce sinistro, e gli aveva promesso di citarlo per danni.
A distanza di una settimana, il deejay triste non poteva ancora poggiare le natiche, e infatti aspettava Al detto "Fonsie" poggiato al muro con la gamba destra ripiegata, in una posa che faceva un po' James Dean e un po' Gianfri Bogart.
 
 - "Dove minchia sei?" chiese al Ciambellano.
 - "Sto comprando il pecorino," gli rispose Fonsie, "arrivo."
 
Felix sapeva che Al avrebbe tardato, come al suo solito, ma non poteva fare a meno di rimanergli amico: la sua espressione trasognante da pittore catalano in pieno turbine creativo gli era irresistibile, anche se dovuta alla spiacciona.
Cambiò gamba d'appoggio e si rassegnò ad aspettarlo per un'altra mezzoretta buona, mentre dal porto gli arrivava l'odore di olio fritto e rifritto del venditore ambulante di sardine...



Nonno Tinmartin...


...mi manchi.
Pianta quella zoccola di Alice, e torna sul gnusgruppo con la tua lambretta a 56 Kb.
Ti ricordi quando prima di dormire mi raccontavi della favola della principessa e del principe azzurro, che lui le faceva "Sali sul cavallo", e lei rispondeva "Quale cavallo?" ma era ormai troppo tardi?
Ti ricordi quando invece del cukident per pulire la dentiera ti mettevo nel bicchiere le palline di naftalina che quando russavi ti morivano le tarme nell'armadio?
Quando ti spalmavo il bostik sul calzante che quando ti infilavi le scarpe rimanevi piegato come una sdraio rotta?
Quanto facevo la punta alle dita della manina per grattarti la schiena che ti scavavi dei solchi che ti si incollava la canottiera di lana che per staccarla ci voleva lo Svitol...



Solo nella valle del Sysoppo


"Ma cazzo, possibile che non ci sia nessuno???" gridò il Texano che ormai
aspettava da diverso tempo di vedere qualche faccia amica.

< seconda puntata >

"Sta calmo" gli disse Jammin' "vedrai che qualcuno si farà vedere"
"Parli bene tu, Jamminchia!". Al Texano piaceva chiamarlo così, sapeva che lo faceva incazzare. Quel soprannome glielo aveva dato la Mapina, e solo lei poteva chiamarlo così! O meglio, così avrebbe preferito...
"Tu vieni qua una-due volte al giorno, mentre io ci passo le giornate intere" continuò il Texano.
"Ma sai che vuol dire passare il pranzo ad aspettare che compaia qualche frescone da poter blammare? Hai idea di come sono diventati rari? Ho dovuto iscrivermi a tin.it.ricette per trovarne qualcuno!"
"Beh, almeno avrai imparato a cucinare..."
"Si, si, scherza...piuttosto, che ora è? Com'è che il Ciambellano ancora non si fa vedere?"
"Stai tranquillo, vedrai che verrà..."
"Ti aspetti che ti risponda qualcosa del tipo << Non viene mai in anticipo perchè così non gli si può dire che ha l'Ejaculatio Precox >> ? Guarda che stavolta la cosa è seria! Il Vampiraccio ha radunato tutta la cricca delle tenebre! Rensy e Laurik comprese!"
"Madonna Santa! Pure Laurik? La vedo brutta..."
"La vedi brutta??? Ma saranno dieci anni che non LA vedi!"
"Che fai, cominci tu adesso? Mi sa che stavolta nemmeno Quozza e Yoruno ci potranno salvare..."
"Gia, Quozzamax... chissà se è ancora impegnato nella sua battaglia personale contro Nembo Kid..."
"Gli ultimi echi delle valli dei Sysoppi dicevano che Suppaman si era rifugiato in tin.it.test, e con un colpo di stato l'aveva fatta diventare tin.it.NemboKid"
"Andiamo bene...ci mancava pure il supereroe pazzo! Un altro da cui guardarci!"
"Ciao belli!" tuonò una voce alle loro spalle. I due si girarono, ed esclamarono all'unisono:
"WOW!"
"Sto bene? Sono bello?" disse sorridendo il Ciambellano.
"Era ora che ti facessi vivo! Ma che fine hai fatto?"
"Guarda," disse Wowbagger sistemandosi distrattamente le infradito e staccandosi gli attributi dalle cosce "ultimamente ho avuto un sacco da lavorare"
"Fresconi?" chiese Jammin' con evidente tono di scherno.
"Attent'atte, Jammì! Ca sa ma rump i cugghiun te runo nu schiaffo ca ta fazzo rommere!" Nei momenti di nervosismo l'Eterno Prolungato era solito usare il dialetto del suo pianeta d'origine, Saturnilia. O meglio, chi lo conosceva bene affermava che il nervosismo gli creava un turbine neuronico nel capoccione che lo faceva regredire alle origini. Il Gran Visir del Quoting, Slartibartfast, affermava che in tutto l'universo dei Sysoppi solo due cose lo facevano incazzare: la Jamminchia e chi lo chiamava <<Terrone>>. E solo il diffamatore digitale dell'Unto dal Signore osava chiamarlo così: GUIDO PIANTIEROMON. (In realtà, inizialmente le cose erano tre, ma su TIU si sono ormai perse da tempo le tracce di Culetto...)

< terza puntata >

"Allora?" chiese Wowbagger "Cosa c'è di tanto urgente?"
"Ma come, non lo sai???" esclamò il Texano, "Sir Mithras ha chiamato a raccolta tutta la truppa delle tenebre! Sembra che stavolta voglia gettare TIU nell'oscurità! Saremo costretti a postare testo bianco su campo nero! E nemmeno in HTML potremo cambiare colore! Solo lui vuol postare in rosso su campo nero!"
"E' diventato milanista?" scherzò la Jamminchia.
"Minchia, cussu no soppotto!" disse spazientito il Prolungato.
"E PIANTATELA!" urlò il magnate del petrolio "Ma ve lo immaginate il TG Berlusconi scritto in bianco su campo nero? Già mette tristezza così..."
"STICAZZI! Non ci avevo pensato!" disse Wow "Beh, la situazione è grave..."
"Sono due ore che glielo diciamo..." sussurrò JJ all'orecchio del Texano.
"Allora, siete riusciti a contattare Slarti? Avremo sicuramente bisogno di inculcare nelle nuove leve le regole del Quoting e la Policy di TIU. E Quozza? Ci servirà anche il sacro ROTFL..."
"Chi mi posso inculcare?" disse qualcuno dietro di loro.
"E questo chi è?" chiese il Ciambellano.
"Hey, ma è Yoruno! Cazzarola Lord, ci serviva proprio un prode blammatore!"
"Prode Blammatore??? Ma questa carica non spetta al Ciambellano???"
"Andiamo bene! Non si ricorda nemmeno di aver presenziato alla premiazione..."
"Ah ah! Jammì, nu me criri? Ti esilio per due mesi su Extreme a cornetto e cappuccino!"
"E dateci un taglio! Abbiamo bisogno di chiunque possa darci una mano! Benvenuto a bordo, Lord"
"Allora," continuò Jammin' "facciamo così 'bagger, io lascio in pace te, e tu lasci in pace me. Slarti è da tempo che non lo sentiamo. Pensavamo potesse contattarlo Max, ma sai, c'è qualche problema..."
"Che problema?" chiese il Ciambellano
"Max non si vede da un po', è a caccia di Nembo Kid, crediamo si sia trasferito su TIT."
"Non è una buona notizia..." bofonchiò il Lord Blammer "Nembo Kid ora si fa chiamare Sir Nembo. Io credo che sia già stato sottomesso dal Vampiro"
"Va bene, allora faremo così:" il Ciambellano prese il controllo della situazione "andiamo a cercare Slarti, ci facciamo dire dov'è Quozza, lo recuperiamo e andiamo a stanare Sir Mithras!"
"Mi sembra una buona idea," disse il Texano "da dove cominciamo?"
In quel mentre squillò il cellulare della Jamminchia.
"Pronto?" fece JJ.
"COOOSA!??!? Va bene, corriamo lì..."
"Che altro succede, JJ?" chiese GeiAr all'amico "sei sbiancato improvvisamente!"
"Era la Mapina." rispose Jammin' "Hanno rapito il Mapupo!"

< quarta puntata >

"Ma cazzo, giri ancora con questa specie di Vespa interstellare? Cos'è, la JJ mobile?"
"E piantala, GeiAr! La Mapina era preoccupatissima!"
"Eddai, lo sapete tutti e due che sarà stata di nuovo Rensy! Vuole assolutamente cercare di capire da dove gli derivano tutti quei poteri..."
"Si, ma era disperata e lo sai che io non le so resistere..."
"Comunque, adesso con lei c'è Mina e non c'è da preoccuparsi. Eppoi, se eri così preoccupato, potevamo prendere la StarCadillac per andare su Sardinia VII, invece di cavalcare 'sto ferrovecchio..."
"Non ci vengo in macchina con te! L'ultima volta che ci hai portato Indianagei, hai visto che fine ha fatto!!!"
"Ok, ok, non ti scaldare. Piuttosto, fammi sentire il Ciambellano. Chissà se ha già trovato Luk e Sklarti..."
"LUK SKYWALKER??? Mi vuoi dire che Wowbagger conosce veramente il mitico Luk???"
"Ma si, ma si... E' stato in vacanza dalle sue parti, una volta, e si sono incontrati..."
"Sticazzi...beh, se anche Luk sarà dalla nostra parte, non dovremmo avere grossi problemi..."


"Fai smetteve di fvignave quel poppante!" urlò il signore dei vampiri.
"Ti fanno ancora male i denti?" il tono di Laurik era profondamente sarcastico...
"C'è poco da schevzave! Lo sai cosa compovta il mal di denti, pev un vampivo? Quando evo ancova uno sbavbato e mi sono caduti i canini, sono dimagvito di 8 chili!"
"Potevi trattenerti!" bofonchiò Rensy "Lo sai che questo bambino è stato allattato dalle Sacre Bocce Sarde, e che quindi è praticamente invulnerabile..."
"Lo so, lo so, ma ha un collo così caviiiiiino...se penso a come potvebbe esseve dolce il suo sangue, mi viene l'acquolina in bocca..."
"Beh, fattela passare!" brontolò Laurik "non ho intenzione di passare il resto dei miei giorni a curarti il mal di denti!"
"Sir ha morso il poppante, e gli si è quasi spaccato un dente..." canticchiò Nembo.
"NON TI CI METTEVE ANCHE TU! Povca paletta Vensy, ma avevi pvopvio bisogno di 'sto scellevato di Nembo Kid? Me lo sono puve dovuto mozzicave..."
"Certo che ne avevo bisogno... I poteri del Mapupo e quelli di Nembo Kid..."
"SIR NEMBO KID!" urlò Suppaman con un'espressione da citrullo.
"Di SIR NEMBO KID" continuò Rensy "si annullano a vicenda, ed è l'unico modo per avvicinarlo e cercare di impadronirsene. Ma tu non ti devi avvicinare, con quel brutto muso gli metti paura e se comincia a piangere non c'è verso di calmarlo e farlo smettere..."
"Ma guavda che situazione...Lauvik, dagli almeno due fvustate a 'sto scimunito, che almeno la smette di cantave..."
"Vuoi peggiorare la situazione? Da quando Quozzamax gli ha sostituito le supposte di Tachipirina con quelle di Kriptonite gli si dev'essere fuso mezzo cervello..."
"Beh, pev poco non ci vimanevano tutti e due! Questo qua si è vincoglionito, ma anche il Quozza ha pveso una bella botta! E' ancova a vagave senza memovia su tin.it.test?"
"Non lo so," rispose Laurik "quando sono andata a raccattare il super citrullo non l'ho trovato."


"Hem, che le dico quando apre?"
"Qualcosa tipo <<Buonasera>>? Andiamo JJ, arrossisci ancora come un ragazzino?"
"E dai, GeiAr, lo sai che la Mapina mi mette in imbarazzo!"
"Finalmente siete arrivati!" squillò una voce.
"Ciao Mapina! Come stai? Come ti senti? Non ti preoccupare, penso a tutto io, vado là, gli strappo i canini, lo arrotolo nel mantello, gli taglio le unghie, gli metto una collana d'aglio e gli infilo un paletto di Frassica nel cu..."
"Jammì alza la testa, sono Mina! La Mapina è sul divano, và, che ti aspettava..."


< Il Texano e come fece cagare sotto Indianagei >


"E sbrigati Indiana! Le ragazze ci aspettano!"
"Arrivo, arrivo! WOOOOOOOooooooooowwwww...ma questa macchina è uno spettacolo!"
"Già, nuova di pacca!" al Texano brillavano gli occhi.
"Ehy, JR, fammela guidare..."
"Ma sei impazzito? Questa non è mica un' utilitaria!"
"Eh su, eh dai! Io più dell' Alphasud Centauri non sono mai andato..."
"Uff...guarda, solo, SOLO perchè oggi è il tuo compleanno!"
"Grazie mille, Tex! Sei un amico"
( inversione di posto )
"Falla scaldare," si raccomandò il Texano "il motore nucleare è un diesel"
"Non ti preoccupare" rispose l'esplora-caverne innestando la prima marcia.
"Ehi, va che è una bellezza! Incredibilmente silenziosa, eppoi questo servo sterzo è una bomba, e l'ABS, che dolcezza in frenata, e quanti optional: l'airbag, il climatizzatore, l'alzacristalli elettrico, la chiusura centralizzata, l'autoradio, l'autopilota, il lanciarazzi, la fiamminga con i Ferrero Rochet...e questo cos'è, l'accendisigari?"
"NOOOOOOOOO, QUELLO E' IL SEDILE EIETTAAAAAAAAAAAaaaaaaaaa........"


Indianagei venne ritrovato quattro giorni dopo sdraiato sul soffitto di un grattacielo a quattro isolati di distanza, in evidente stato confusionale. E, per la cronaca, non era proprio "nicotina", quella che gli trovarono nelle mutande...


< quinta puntata >

"Allora Texano, che succede?" chiese la dolce pizzaiola.
"Mah, la situazione non è delle migliori. Sir Mithras insieme a Rensy e Laurik vogliono gettare nelle tenebre TIU, e dalla loro hanno anche Sir Nembo Kid"
"Sir Nembo Kid???"
"Già Lord Yoruno dice che probabilmente è stato soggiogato dal Vampirazzo."
"In quanti sono a conoscenza della storia?" chiese la dolce abitante di Toscaturno
"Beh, oltre a noi ed al Lord, il Ciambellano. Wowbagger è partito alla ricerca di Slartibartfast, per cercare di trovare Quozzamax su TIT. Credo che cercherà di contattare anche Luk, anche se dubito che sia ancora all'oscuro di tutto..."
"SKYWALKER??? E' ancora in questa galassia??? Se lo becco..."
"Questo non è il momento per le vecchie ferite, Mina. Ora che hanno anche il Mapupo e Nembo, avremo bisogno dell'aiuto di tutti quanti... Sai della storia dei poteri di Suppaman e del piccolo, vero?"
"Certo che si...e anche la Mapina. La sua paura più grande è che se Rensy riuscisse a portargli via i poteri, Mithras non perderebbe l'occasione per assaggiare un po' di sangue giovane!"

"Ohè, Slartiiiiii!" grido l'Eterno Prolungato
"Uh? Ehilà, 'bagger! Dasvidania!". Slartibartfast, un tempo costruttore di magnifici fiordi, si era ormai ritirato a vita da eremita nella splendida luna di Moska II, nella galassia comunista. Passava il suo tempo a scrivere poesie nell'antica lingua della Mosca terrestre, il cirillico. Ed a costruire modellini di fiordi. La sua vecchia passione non gli era mai passata, anche se era cosciente che non sarebbe mai riuscito a ricreare qualcosa di bello come quelli fatti per le penisole del pianeta natale del Texano.
"Che fai da queste parti, tovarish?" chiese il vecchio versando due bicchieri di Vodkaskaya.
"Stavamo cercando Quozzamax, Slarti. Per quello che è successo alla Mapina, sai? E magari pensavamo che tu potessi darci una mano..."
"Già, la situazione è grave. Ma io non so dove sia 'Max. Sono anni, che non lo vedo. Da quando...beh, lo sai"
"Si, ma ci speravo. Avremo bisogno del suo aiuto Slart, e anche del tuo"
"Non posso Wow, lo sai. Vivo da eremita ormai da molto tempo, e non mi interessano più le questioni della Valle del Sysoppo"
"Ma non puoi tirarti indetro! Ti immagini che tristezza tin.it.umorismo su campo nero??? Cosa vuoi, che ci trasferiamo tutti nella Valle di Extreme a mangiare cappuccino e cornetto mentre sentiamo il TG Berlusconi?"
"Mi dispiace, Ciambellano..."
"SEI UNO SMIDOLLATO! Dovresti vergognarti! Chi insegnerà alle nuove leve le regole della Netiquette? Hai per caso visto come quotano ultimamente i nuovi arrivati? Dovremo continuare a cercare i post vecchi per riuscire a capire di che cavolo si sta parlando, o scaricare 100 Kb di messaggio, completo di signature dell'autore, solo per leggere <<ROTFL>>??? Non ti riconosco più..." e se ne andò, portandosi via la sua Vodkaskaya.
Slartibartfast posò il suo bicchiere, ed attaccò un nuovo fiordo al suo modellino.
"Mi ha scompaganato il servizio..." disse.

"Devo trovare tutti gli altri!" disse Yoruno indossando lo Sticazzi In Pelle Di Webmaster Con Ciuffi Di Peli Di Scalpo Di
Frescone ed il Gonfalone Dell'Ordine Dei Cacciatori Di Fresconi.
"JR e JJ contano su di me!"

< Alla ricerca di Membro Kid e come Quozzamax perse la memoria >


"Dove sei, idiota di un supereroe? Vieni ad assaggiare i confetti del mio FA-MAS!" Al Quozza, Suppaman non era mai andato a genio. Aveva cominciato con molta calma, come faceva con tutti i gnusfasce, da quando il supereroe ancora inconsapevole dei suoi superpoteri si faceva chiamare "La Sentinella". "Non postare allegati troppo pesanti" gli intimava "Ci sono persone che hanno fatto la guerra, per permettere a noi postatori di inoltrare allegati binari"
Tutta la Valle del Sysoppo di TIU conosceva le gesta del prode Bear, vincitore nella celeberrima lotta contro il Sysoppo in persona, e Quozzamax era un fiero discepolo dell'eroe e diffusore di tutte le leggi di TIU.
"Chi non si può permettere una linea veloce, non può aspettare dieci minuti per aprire un tuo post!" ricordava continuamente il guerriero a Nembo Kid.
"MI HAI ROTTO!" esplose un giorno Supes "Non sono l'unico a postare allegati pesanti! Ma tu te la prendi solo con me! Sai che ti dico? Affanculo tu, Bear e tutta la Valle di TIU al completo! Me ne vado su tin.it.test, e diventerò il Ciambellano di quella Valle!"
Max non poteva sopportare un affronto del genere fatto alla sua patria ed al suo mito. Imbracciate le sue armi, si colorò le guance di nero, e partì per TIT alla ricerca del supereroe fuggitivo.
Passarono due anni, prima che Quozzamax riuscisse a ritrovare le tracce di Nembo.
"Ti ho trovato, postatore surrettizio" sussurrò Max appostato dietro una roccia "preparati per la vendetta..."
Il fato volle che in quel periodo Nembo Kid fosse all'alba di un'influenza presa postando file midi alla luce delle Stelle del Mattino. Quando Supes si addormentò febbricitante, Max scivolò vicino al suo giaciglio.
"Beccati queste supposte di Kriptonite nella scatola della Tachipirina! Vedremo se avrai ancora il coraggio di offendere il grande Bear!" e si appostò nell'attesa del risveglio del nemico.
Passarono poche ore, e Nembo, nel cuore della notte, si svegliò in preda alla sudarella da febbre.
"Che palle! Sono l'unico superessere a cui viene l'influenza" bofonchiò il Kid tirando su col naso e calandosi le braghe.
"Meno male che avevo dietro le supposte..." Quozzamax ghignò.

L'esplosione che derivò in seguito all'inserimento del finto medicinale fu devastante. Quozzamax non sapeva, infatti, che far assimilare ad un Kriptoniano supposte di Kriptonite equivaleva a gettare un fiammifero in una tanica di benzina.
La vampata di calore fece perdere tutti i capelli a Nembo Kid, e probabilmente anche qualche rotella. Quozzamax vennè scaraventato a diversi metri di distanza, e picchiò la testa.
Entrambi si risvegliarono qualche ora dopo, inconsapevoli dell'accaduto. Suppaman trotterellò lontano dal suo accampamento notturno, fischiettando, senza ombra di raffreddore né di lucidità. Anche Max si allontanò da lì, barcollando, senza ricordare nemmeno il suo nome. Ma a lui, almeno, non bruciava il culo...


< sesta puntata >

"Non ti preoccupare, Mapinedda! Ti prometto che ti riporterò il Mapupo sano e salvo!" la rincuorò JJ salutandola dalla sella del suo..."mezzo"
"Dove andiamo adesso, Tex?"
"Torniamo su TIU e aspettiamo il ritorno di Wowbagger. E poi si vedrà"

"Stanno tornando nella Valle, Sir!" esplose Laurik.
"Beeeeeeeene," le fece eco il Signore della Notte "tutto secondo i piani! Non mi resta che inviare su TIU Sillepsi e diffondere la pestilenza! Diventeranno tutti musoni e balbuzienti!
"Hmmmmmmm, eccolo che arriva..." protestò Laurik
"Sillep!" mugugnò Sillepsi. L'essere era, come sempre, preceduto dal suo olezzo. Proveniente dal pianeta maggior produttore di cioccolato dell'intera galassia, Perugina, egli emanava un odore che niente aveva a che fare con l'amato dolciume.
"Mamma mia, che puzza! Mi fa quasi lo stesso effetto dell'aglio!" disse il Vampiro disgustato tappandosi il naso e facendo una smorfia con la bocca
"Sillep??? Sillep sillep sillep!" squittì la verde creatura.
"Che dici??? Hai cambiato eau de toilette?"
"Siiiiiii....Sillep!"
"COOOOOSA?? Ti sei messo la mia??? Ma io non porto Eau de toilette..."
"Hmmm?? Sillepp..."
"TI SEI ROTOLATO NEL MIO WATER? SILLEP! Ti ho detto un miliardo di volte che <<eau de toilette>> non significa <<acqua di cesso>>! Vattene su TIU e diffondi la pestilenza! E sbrigati, prima che quei due scassapalle di GeiAR e della Jamminchia radunino tutta la truppa di posta-barze!"
"Sillep!" esclamò l'essere inorgoglito dall'importanza del suo compito. Girò i tacchi, e se ne andò.


< Rensy e il rapimento del Mapupo >

"Che angioletto, mentre dorme!" ridacchiò la streghetta "Se penso a tutto il potere che possiede..."
Rensy uscì dalla stanzetta del Mapupo, e si avviò verso la camera da letto della Mapina.
"La prossima volta ci penserai su, prima di tenere tutto per te il segreto delle Bocce Sarde! Che vuoi essere l'unica tettona della valle del Sysoppo???"
Si avvicinò alla finestra, salì sulla scopa, e sparì nella notte.



Lo smaltino

 - "Che hai fatto, tesorino?" disse Felicia sporgendosi dalla porta della cucina e scrutando in direzione del bagno. Il movimento le fece sventolare la vestaglia di Macramè, e il refolo di vento che le si insinuò tra le gambe facendole vibrare la peluria e arrivando a solleticarle gli zebedei la fece rabbrividire a tal punto che il sommovimento tellurico provocato dalla sua erezione quasi storpiò Raggot II, il barboncino di razza della coppia, chiamato così in onore del loro primo animaletto, ormai passato a miglior vita. In realtà, il barboncino era il terzo compagno domestico che i due avevano adottato, ma il secondo, Raggot Redux, un pitone africano di quasi dieci chili regalato a Jasmeen da Felicia nel giorno del loro primo anniversario, avevano dovuto farlo abbattere da un chirurgo spacciandolo per tenia, perchè non voleva più lasciare la sua tana... Felicia non volle più amare il suo tesorino per quasi due giorni, tant'è che nel palazzo si vociferava che la colpa della chiusura della macelleria di Goffredo Frangiflutti era da attribuire a Jasmeen, ultima ad essere avvistata quella sera ad entrare nel negozio.
 
 - "Mi sono spezzata un unghia su questa cazzo di tavoletta del cesso in Marmo di Carrà!"
 - "Di Carrara, amore..."
 - "Di chi cazzo ti pare! Ma nun se potevamo comprà 'na tavoletta di plastica, come tutti?"
 - "No, mio dolce Chupa Chups, perchè sai che sono allergica al Pet e mi si irrita il buchino..."
 - "Ma allergica al Pet questa minchia! Te l'ho detto, non è la plastica, e questa cazzo di carta igienica che continui a comprare in ferramenta! Mavvaccamaiala, quando mai si è vista della carta igienica marrone, dico io? Co' 'sti grani, poi! Che mi sono smerigliato il culo, mi sono smerigliato! Guarda qua! La chierica sul culo, m'è venuta!"
 
Raggot II aveva imparato ad allertarsi al pronunciarsi di determinate parole, tipo: culo, pecorina, BOB, Tinmartie e, ovviamente, Raggot. Si alzò allontanandosi da sotto il tavolo della cucina un momento prima che il sottile elastico del perizoma di zucchero filato alla liquirizia di Felicia esplodendo lasciò andare i quasi due chili di sigaretta ecologica sul tavolo della cucina, mandando all'aria i cetrioli al burro che stava preparando dalla mattina.
 
 - "Uffa JJ! Guarda che casino! Te l'ho detto mille volte di non farmi vedere il culo (Raggot II guaì...) mentre sono al tavolo della cucina! E adesso che mangiamo?"
 - "Pecorino (guaito), come tutte le sere..." disse Jasmeen sfoderando un sorriso a 32 denti sotto i mustacchi da guida alpina che si era fatto crescere perchè Felicia adorava il solletico agli zebedei.
 - "Non scherzare! Piuttosto, fammi vedere dove ti sei fatta la bua..."
 - "Seeee, magari me la fossi fatta...invece mi tocca sempre di farmi te!"
 - "Hehehehheeh...non dire così, che mi imbarazzo...ma...AMOOOOOOORE! Ti sei messo lo smaltino che ti ho regalato io!!! DIO, COME TI AMO!"
- "Vieni qua, bel pezzo di manza..." disse Jasmeen afferrando Felicia per un braccio e trascinandola a se. Gli passò una mano intorno al collo, la piegò leggermente indietro, la guardò intensamente negli occhi, e stringendogli una mano sul pacco, la baciò.



La visita

- "Hai fatto?? Daiiiiiiii, che se arriva il tecnico mi trova in desabigliè! Che figura ci faccio??"
 - "E aspetta, cazzo! Se non compravi 'sta cazzo di carta vetrata per pulirsi il culo, non ci mettevo due ore a splamarmi unguenti, tutte le volte che vado in bagno! Eppoi, che ti scaldi? E' un tecnico del telefono, mica il macellaio!"
 
Il macellaio, in effetti, era sempre stato il punto debole di Felicia. Sarà stata la cavezza appesa al collo, sarà stato il pelo fulvo sul petto, saranno stati i due chili di abbacchio che le dava tutte le volte... Era un po' anche per quello che Jasmeen gli aveva fatto...si, insomma, gli aveva fatto fare una brutta fine: per gelosia, anche se non l'avrebbe mai ammesso.
 
 - "Ellosò, ma vuoi che mi veda così, seminuda, col perizoma di Pony che mi ha regalato mio cugino tutto masticato? Da una parte mi ci hai fatto pure l'autografo! Eppoi, ho i peli lunghi..."
 - "E fatti 'sta cazzo di ceretta..."
 - "HO I PELI LUNGHI SUGLI ZEBEDEI! Fattecela tu lì, la ceretta!"
 - "Ho capito, ho capito, esco.." disse Jasmeen girando la chiave nella toppa ed uscendo dal bagno, passandosi l'indice della mano destra lungo la treccia posteriore di fili di canapa che era il suo tanga. "Bello 'sto coso Felì, però minkia, dopo che mi sono pulito il culo non lo sopporto proprio!"
 - "La prossima volta ci vai da te a comprarti le mutande dall'idraulico!"
Insomma, tutte le volte che veniva un estraneo in casa, felicia diventava nervosa, e per rilassarsi doveva farsi un bagno caldo e strofinarsi con la saponetta Camai che le aveva regalato Jasmeen, quella all'odor di Fallonia Spermensis.
Jasmeen cominciò a mettersi lo smalto viola alle unghie dei piedi nell'attesa del tecnico del telefono, mentre in bagno Felicia, passandosi la saponetta sul collo, canticchiava: "Camaaaaaaiiii...."
Alluce sinistro/ascella destra: "Camaaaaaaiiii...."
Indice sinistro/ascella sinistra: "Camaaaaaaiiii...."
Medio sinistro/panza: "Camaaaaaaiiii...."
Anulare sinistro/pacco: "CamaaaAAAAAAAAAAAAAAAAAaaaiiii...."
Mignolo sinistro/culo: "Ca.....siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!"
 
[campanello]
DRRRRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIN!
 
 - "Mapporc...guarda te, con un piede fatto e uno no...Oè, chiappedoro, è arrivato il tuo tecnico!"
 - "Aprigli tu Jasmeen, mi sto lisciando i peli pupici..."
 - "I pelichè????"
 - "I peli pupici, quelli del pupo, qui..."
 - "Eccheppalle..." disse Jasmeen dirigendosi verso la porta d'ingresso con una ciavatta coi ponpon fuxia infilata ad un piede, e poggiando solo il tallone dell'altro.
Tirò su lo spioncino, e guardò dall'altra parte...
 - "MALIMORTACCITUI! Eccheccazzo, tra tutti li tecnici der monno proprio a lui dovevano mannà???"
Era Vonfelli. Lui e Jasmeen avevano avuto una breve storia durante un periodo di rottura tra lei e Felicia, ma non gliene aveva mai parlato perché non era mai stato amore, solo sesso. E che sesso. Alla fine, Vonfelli l'aveva lasciata per disperazione, perchè il vizio di Jasmeen di copiare le scene erotiche dei film gli aveva fatto venire l'ulcera quando gli infilò sei peperoni in bocca come in "9 Settimane e Mezzo", un'occlusione intestinale quando gli infilò sedici panetti di burro nel culo come in "Ultimo tango a Parigi" ed un'orticaria prolungata quando se lo sbattè a pancia sotto sul tavolo della cucina ricoperta di farina, curry e zafferano come in "Il postino suona sempre due volte"
 
- "Emmò, checcazzo me 'nvento?" disse Jasmeen terrorizzata, mentre un gelido rivolo di sudore gli scese giù per la schiena fino ad inzuppargli la canapa del tanga…
 
La visita (continuazione) - El Caballero
 
Dove eravamo rimasti:
 
 - "Emmò, checcazzo me 'nvento?" disse Jasmeen terrorizzata, mentre un gelido rivolo di sudore gli scese giù per la schiena fino ad inzuppargli la canapa del tanga...
 
<continua...>
 
 - "Chi è?" urlicchiò con voce querula.
 - "Er tennico der telefono, signorì! So' venuto pe' infilaye er plugghe!"
Jasmeen non resisteva al suono virile della voce di Vonfelli, e subito un sussulto del suo basso ventre strappò tre dei sedici alamari che tenevano su il suo tanga di canapa.
 - "Non c'è nessuno!" starnazzò Jasmeen, ormai in preda al panico.
 - "Aò, macchè me state a pijà per culo?"
 - "MAGARI!" si fece sfuggire Jasmeen.
A quel punto la porta del bagno si spalancò, e da una nuvola di vapore all'odore di borotalco Felce Azzurra uscì Felicia, riccia, truccata, con la vestaglietta di raso fuxia che gli aveva regalato Jasmeen per l'anniversario della loro centesima cavalcata, le ciabattine in tinta con la faccia di Uan
davanti e i mustacchi a punta.
Il cuore di Jasmeen sussultò. Il tanga pure, e via altri quattro alamari.
Dalla parte destra, ormai, il tanga era tenuto su solamente da un esile filo di canapa...
 - "Ti piaccio?" disse Felicia poggiandosi allo stipite, mettendo la bocca a culo di gallina e disincrociando con un abile gesto della gamba sinistra gli zebedei costretti nel perizoma di Pony.
Le difese di Jasmeen crollarono. I restanti nove alamari del tanga partirono a razzo verso la faccia di Felicia e si andarono ad infilare nel muro alle sue spalle formando un ideogramma giapponese che significava "Stasera il tuo fiore di Loto sarà mio".
 - "Tesoro..." disse Felicia arrossendo "...ma...non hai ancora aperto al tecnico? Vatti a dare una sistemata va, che ci penso io..."
Jasmeen si staccò dalla porta d'ingresso fiondandosi in camera da letto proprio mentre il tecnico esclamava:
 - "AOOOOOOOOO', CHECCAZZO AVEMO DA FA'?"
 - "Il mio..."esclamò Felicia dirigendosi lusingata verso l'uscio.
 - "Che???" disse Vonfelli ancora ignaro, anche se un dubbio cominciava ad infilarsi all'interno del suo reggiseno di Filanca.
 - "Ho detto: <<Arrivo io>>" disse Felicia sghignazzando mentre spalancava la porta.
 - "Prego, si accomodi"
 - "J'avemo fatta..." disse Vonfelli buttando con nonchalance gli occhi sul pacco rigonfio di Felicia.
 - "Allora signò? 'Ndo jò metto?"
 - "Maria, che ragazzo simpatico...di là, in camera da letto...vediamo se il mio tesoro è presentabile...JASMEEEEEEN? Hai finito? Il tecnico viene a mettercelo di là!" urlò Felicia rivolgendo uno sguardo languido al tecnico Vonfelli che con la mano libera dalla cassetta degli attrezzi disegnò un ampio e morbido cerchio intorno alle sue curve generose fino ad arrivare alla base delle sue natiche dove afferrò i boxer di moquette staccandoseli dalle chiappe sudate e tirando un po' verso il basso.
 - "No amore, ancora un secondo" disse Jasmeen facendo ancora quella strana voce da cornacchia e sbattendo ripetutamente la testa sulla panca per le legature fetish "offri al tecnico qualcosa da mangiare, che io mi sbrigo!"
 - "Ma amore, che brutta voce! Sei raffreddata? Stasera ti faccio fare i gargarismi" ancora lo sguardo languido verso il tecnico...
 - "No tesoro, sto bene! Vai vai, che io mi sbrigo..."
 - "Vabèn...venga venga, buon uomo, " disse felicia rivolgendosi nuovamente a Vonfelli "cosa le posso offrire? Salame? Cetrioli? Vuole due banane, così una se la mangia?"
Felicia sorrise e ammiccò al tecnico proprio mentre Jasmeen passava l'altra gamba al di là del parapetto, trovandosi seminudo sul cornicione, in preda al panico più totale...



Test Psico-Sessuale

Domanda numero 1)

Quando leggete "zoofilo" vi viene in mente:

a) - il safari park che i vostri genitori vi hanno portato a visitare da piccoli;
b) - Von Felix che si incapretta le tartarughe del vicino di casa;
c) - l'ultima puntata di Quark;

Domanda numero 2)

Il "Coitus Interruptus":

a) - a voi non interessa, la preistoria non vi ha mai affascinato;
b) - lo praticate quando la mamma vi becca coi giornalini porno;
c) - siete contro, i cantieri sulla tangenziale vi fanno arrivare tardi al lavoro;

Domanda numero 3)

Avete l' "Induratio Penis Plastica":

a) - non vedete l'ora di regalarlo alla Ceres;
b) - ve lo fate riaddrizzare da una macchina di nonno Tinmartin;
c) - non fa per voi, preferite un'utilitaria tipo la Micra;

Domanda numero 4)

Vi si rompe il frenulo:

a) - andate a spinta dal meccanico;
b) - portate la pelle alla Zuawa
c) - vi comprate due etti di filetto;

Domanda numero 5)

Scoprite che vi piace la Pornolalia:

a) - correte a prenotare un viaggio al più vicino tour operator;
b) - siete dei brutti stronzi, andate a farvi fottere;
c) - ormai con Internet ne vedete tutti i giorni;

Domanda numero 6)

Ogino Knaus:

a) - siete troppo giovani per ricordarvelo, ma vi raccontano tutti che giocava da Dio;
b) - lo praticate, ma dovete portarvi a letto il pallottoliere;
c) - è il diminutivo di Luigi Knausinger, fisico Italo-tedesco;

Domanda numero 7)

Avete usato la spirale:

a) - solo una volta, però, perchè le montagne russe vi fanno vomitare;
b) - il vostro pene ha assunto la forma di un fusillo;
c) - mai, preferite fumare il sigaro;

Domanda numero 8)

Praticate il bukkake:

a) - regolarmente, le arti marziali aiutano lo spirito e il corpo;
b) - regolarmente, le pratiche orientali vi hanno sempre affascinato;
c) - regolarmente, vi piacciono quel genere di dolci;

Domanda numero 9)

Se parliamo di "Sacco Scrotale", parliamo di:

a) - un marsupio per riporre piccoli oggetti;
b) - non vi interessa, ne avete le palle piene;
c) - Nick;

Domanda numero 10)

Lo "smorzacandela":

a) - a voi non interessano queste pratiche new age, con tutti quegli incensi che vi arrossano le pupille;
b) - è un po' scomoda se in televisione ci sono le partite di coppa;
c) - vi piace a fette, grigliato sul camino caldo.


Maggioranza di risposte A:
Siete sicuramente un gnubbo. Per frequentare il newsgroup dovete ALMENO leggere la policy di TIU, il corso di Quoting, le regole di Usenet e smetterla di farvi le pippe, che poi vi stressate e come Jammin vi piglia per il culo prendete d'acido e gli date dello stronzo.

Maggioranza di risposte B:
Continuate così. Siete furbi come delle faine, simpatici come nonno Tinmartin, dotati QUASI come il Vice Ciambellano e cominciate a somigliare a Von Felix. Vabbè, non tutte le ciambelle riescono col buco...

Maggioranza di risposte C:
Sei Nembo, vero?

 

 

 

Cagotto

 

Uno di quelli che ti si presentano senza preavviso, che così, di punto in
bianco, ti stai cagando addosso. Un attimo sei li, con gli occhi semichiusi
a un palmo dal monitor a digitare codice, mentre quello dopo un gorgoglio
che neanche nelle paludi del Titicaca fa girare il tuo vicino di posto, che
riesce a guardare la tua faccia pallida con gli occhi strabuzzati un istante
prima che tu parta a razzo verso il cesso lanciando la sedia con le rotelle
dall'altra parte della stanza. Uno di quei cagotti che due minuti prima sei
andato a prendere un bicchiere d'acqua (fredda) dal boiler e sul corridoio
non c'era nessuno, e adesso che ti viene da piangere mentre tieni la mano
sinistra sul basso ventre stile infartuato sono tutti riversi li, a
chiacchierare del più e del meno proprio in mezzo alla strada che divide te
dalla porta del bagno. E mentre cerchi di mantenere un passo tranquillo, ma
le chiappe strette fanno pensare che a casa fai giochini sporchi con le
scope, chiedendo permesso all'inizio e poi liberandoti la strada come un
quarterback durante la finale del Superbowl, tutti ti guardano in viso, e le
gocce di sudore freddo che colano dai tuoi capelli ormai umidi lasciano
intuire quello che ti sta succedendo. Certo, a te ora non frega niente,
strattoni la porta del bagno così forte che ti rimane in mano il pomello e
ti butti a capofitto nel WC degli uomini. C'è bisogno che lo dica? Tutto
occupato. Fortuna che la tua compagna sta per partorire e che l'hai
accompagnata di recente a uno di quei corsi dove ti insegnano a respirare
per rimanere tranquillo, e pensi che così facendo resisterai almeno altri
due minuti, se riesci a tenere aperto il Chakra. Il problema è che insieme
al Chakra ti si stanno aprendo anche le chiappe ormai indolenzite, ed a soli
tre secondi dall'inizio della respirazione ti fiondi nel bagno delle donne
lanciando a destra e a manca gocce di sudore freddo che partono direttamente
dalla tua camicia ormai madida. I bagni sono tutti vuoti. Se non è fortuna
questa... Ti catapulti nella prima porta libera direttamente di schiena, e
cominci ad armeggiare con la patta dei pantaloni con la mano sinistra, e con
la cinta con la mano destra, mentre tremi che neanche un malato di parkinson
sul Tagatà alle giostre dell'Eur. Mentalmente ti fai il conto alla rovescia,
e decidi che se tiri in dentro la pancia forse riesci a calarti le braghe
anche senza slacciare niente. L'avessi mai fatto: la compressione che ne
deriva ti fa esplodere proprio nell'istante in cui i tuoi pantaloni
scivolano sotto le chiappe, spruzzando in tutto il box di un metro quadro il
contenuto del tuo intestino bollente. Ti immagini la scena che avrai alle
spalle, ma sinceramente te ne freghi mentre ringrazi il Signore di non
averti fatto cagare sotto, se il prezzo è solo di dover ripulire un po' il
water con la carta igienica. Questo però, solo finchè ti giri e ti accorgi
di aver cagato nello stanzino delle scope...