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Superman Retards
- "Tutto cominciò così, figlio mio: un grande bagliore, ed un tremendo
puzzo di merda."
- "E' per questo che il mio alito sà di fogna, papà?...papà? PAPA'!"
Ma Jonathan W. Kent se n'era andato per sempre. Fu l'alito di suo figlio
Cloack? Nessuno lo seppe mai. E adesso Cloack Kent, dopo sua madre Tinmarta,
aveva perso suo padre Jonathan Wowbagger Kent, detto Jonathan "Dimensione
Avventura".
- "Ma perchè? Perchè? PERCHEEEEEEEEEEEEEEEEEEeeeeeeeee.....PROT!" e Cloack
Kent, che ancora non era divenuto Nembo Kid, spazzò via la sua fattoria di
SMALLville, il villaggio dei microdotati. Fu così che si trasferì a
METROpoliz, la città dei superdotati...
***** DAILY PLANET *****
- "CLOACK, MADDIOBBONO! Dov'è il mio articolo su Felix Luthor???"
- "Arriva, mister Barry White!"
- "CLOACK, mapputtanalatumà...sono forse negro? Canto? Il mio nome è PERRY,
non BARRY!!"
- "Si signor White, mi scusi signor White...".
Fu in quel momento che entrò lei, la donna di cui sia Cloack Kent che Nembo
Kid erano innamorati: Mary Jane Lane. Mary Jane Lane non era proprio un bel
pezzo di donna, anzi. Era alta un metro e ventisette al garrese e pesava
quanto un tricheco. Aveva qualche problema di peli superflui, ma per fortuna
l'attenzione sulle sue gambe veniva distolta dalla barba che le scendeva giù
fino ai coglioni. I coglioni, i coglioni: il vero nome di Mary Jane era
Jack, e faceva il travestito per arrotondare. E, da come camminava, doveva
aver arrotondato un bel po'...
- "Ciao Mary Jane, felice di vederti!" disse Cloack
- "Mattoglitidallepallescassacazzifrociocolfiatodimmerda"
- "Ciao Mary Jane, a dopo!"
Cloack era così: un tonto coi poteri di un Dio. Praticamente aveva la panza
e il faccione pelato di Buddha...
- "Signor Cloack, signor Cloack! Sono io, Maurogimmi Olsen! Mi ascolti, ma
non fiati ne' si pieghi! Guardi qua: Felix Luthor minaccia la terra dalla
Fortezza della Solitudine di Nembo Kid!"
L'orgoglio di Nembo scattò. Un bruciore gli attanagliò lo stomaco, e
cercando di avanzare deciso ma senza sembrare il coraggioso eroe che stava
per diventare, entrò velocemente nello stanzino in fondo alla stanza e si
chiuse con forza la porta alle spalle.
Un quarto d'ora dopo, finito di cagare, volò via pensando che i maccheroni
alla Kriptoanalite gli davano i bruciori se non prendeva l'amaro Giuliano...
***** Fortezza della Solitudine *****
- "Luthor! (Diobbono, 'sto costume di Leacril mi infiamma tutto il culo...)
Come hai fatto a trovare la mia Fortezza della Solitudine?"
- "Coglione di un alieno, quante persone verrebbero a farsi le pippe al
polo nord? Mi è bastato analizzare le pioggie acide cadute sulle coste della
Norvegia per capire che dovevano provenire da qui... Ma questo non importa!
Con questa tecnologia posso dominare il mondo! Guarda qui: schiaccio un
bottone, e vualà! Mi si accende la tivù con le Superchicche, ne schiaccio
un'altro e vualà, un piatto di tonno insuperabile, premo qui e vualà, posso
giocare a Super Mario, clicco qui e..."
- "NO, QUELLO NO!"
- "SI, QUESTO SI!"
Click.
Ma quello era il super bidet. Il Geiser d'acqua che schizzò dal basso
cominciò a fuoriuscire dalle orecchie di Felix Luthor poco prima di
catapultarlo nello spazio a milioni di chilometri di distanza.
- "Non ha usato neanche il sapone..." disse Cloack prima di volare via.
Mentre volava via, a un tiro di schioppo da Metropoliz, venne colpito in
fronte da una pietra. Scese a terra, ai margini di una città chiamata CM
City. Una figura nera, con un mantello svolazzante, uscì dall'ombra, e
disse:
- "Nembo, tu voli nell'alto dei cieli e salvi il mondo, ma nessuno si
preoccupa dello scartamento delle merendine nei bassifondi di CM City. Per
questo ci sono io! Permettimi di aiutarti!"
- "Ok, Zorro!" disse Nembo, e volò via.
Ma quello non era Zorro. Era il paladino di CM City. Era brazman. Minuscolo.
Ma questa, fortunatamente, è un'altra storia...
Lo strano caso del dottor Morphine Jackill e Mr. Aida
Prima di diventare dottore Jackill Morphine, detto Jack, aveva avuto qualche problemino, soprattutto a scuola. In pratica, i suoi compagnucci lo paraculavano. Di brutto.
- "Non farci caso, rosp...ehm, Jackill, che lo fanno per cinque minuti e poi, se li ignori, la smettono" gli diceva la maestra.
E Jackill, che credeva a quello che gli diceva la sua maestrina, li ignorava. Da 20 anni. C'era gente, come Pablo Umberto Bernardo Evaristo de Oro, di due anni più grande, che si era fatto bocciare due volte per farsi mettere in classe con lui. O come Dominick Von Felix, induista convinto, che si era convertito al cristianesimo pur di pigliarlo per il culo pure tutte le domeniche a messa. Insomma, MJ aveva dei complessi. Ma non perchè era alto come un paracarro, ne' perchè era largo come un Rav4. Forse nemmeno per le sopracciglia cespugliose che si univano ai peli delle orecchie, a sventola, formando delle simpatiche trecce rasta impastate di cerume. E magari non per il fetore di carogna di dingo che esalavano le sue ascelle, il quale, però, copriva il putridume nauseabondo che marciva tra le dita dei suoi piedi. Non per questo, no. Morphine Jackill non si sentiva a suo agio nel suo corpo. Si sentiva come uno stronzo di tre chili e mezzo nell'intestino di un malato di stipsi; come un negro juventino in curva alla partita della nazionale romanista Ku Klux Klan contro i naziskin attivisti simpatizzanti del Toro: stretto e fuori posto.
E così, il dottor Morphine Jackill cominciò a cercare di cambiare la sua vita, unendo sostanze e mescolando composti sperando di trovare il fluido che avrebbe messo fine ai suoi guai. Inventò così il latte col Nesquick, la Dottor Pepper, lo sciroppo di Amarene, la cedrata e due pinte di Dudemon rossa doppio malto. Ma ancora non era contento: P.U.B.E. de Oro e Felix continuavano a pigliarlo per il culo per i baffi sporchi di latte, per il gusto di merda della dottor Pepper, per i vasetti di ceramica bianca in cui vendeva le Amarene sciroppate, perchè nessuno si comprava quella cazzo di cedrata e perchè la Dudemon li faceva scorreggiare come un cammello a metano.
- "Non è possibile!" esplose il dottore "Dovrò essere paraculato per il resto della mia vita!" e gettò tutto dentro la tazza del cesso.
Fu allora che accadde: il composto cominciò a gorgogliare all'interno del Water, ad emettere un odore nauseabondo e a soffiare fumi color ramarro.
- "Non ci posso credere...il composto...questo è il composto che cambierà la mia vita!"
Ne prese un bicchiere e, d'un soffio, lo ingurgitò.
***** Salaria, chilometro 41 e 300 *****
Mister AIDA aspettava qualcuno che volesse comprare il suo amore sotto la fioca luce di un lampione, scaldandosi con del cartone a cui aveva dato fuoco dentro un bidone da cantiere perchè le calze a rete da lonza indossate senza mutande gli facevano penzolare fuori i coglioni. La panza, almeno, era coperta dalle mammelle. Da tutte e tre: una sesta cascante, che gli era cresciuta cinque minuti dopo aver bevuto il succo che, come aveva scoperto, cambiò la sua vita.
Mentre era lì, a far mercimonio di quel corpo sgraziato e deforme, un'Arna cabrio si accostò. Due voci che il dottor Morphine Jackill/Mister AIDA conosceva fin troppo bene gli chiesero:
- "A Travellò, quanto ce dai se te schiacciamo co la machina e mettemo fine a 'sto tormento?"
Erano P.U.B.E. e Felix che, almeno, non lo avevano riconosciuto.
- "Non si dice travellone, si dice Transgender..."
- "A Travellò, ma chessei, Gechill? Malimortaccituà...embè, mo armeno nun te ce piamo più per culo, visto che te ce piano tutti l'artri! AR AR AR AR AR AR AR AR AR AR..."
E, sgommando, ripartirono. Una lacrima cadde a fatica dal viso di Mister AIDA, facendo lo slalom tra i bitorsoli. Adesso era felice: la Juve del negro aveva segnato; lo stitico aveva cagato; lui era, finalmente, una donna. Per metà, almeno.
***** FINE *****
NB: El Pube de Oro sconsiglia di bere composti a base di latte e Nesquick, Dottor Pepper, sciroppo di Amarene, cedrata e Dudemon per cambiare sesso. Nessun Morphine Jack è stato maltrattato durante la realizzazione di questo racconto. Questo mio post è per farmi credere che è sparito perchè rosicava.

Stella: l'uomo è il miglior amico dell'uomo...
..ma più dell'altro uomo, quello con le mammelle. Anzi, più le mammelle
sono grandi, più l'uomo sembra essere amico. Che, dico io poi, solo due
mammelle...mah, siete strani, voi uomini. Che ti vedo che ti avvicini lì,
che ti partono gli ormoni (c'ho naso io, per queste cose...), fai per avvicinarti...
E NON GLI ANNUSI IL CULO! Dico io, come fai a fidarti di qualcuno se non
sai nemmeno di cosa odora il suo culo?
E poi, senti, devo proprio dirtelo: a me quel tipo lì con le mammelle non piace.
Ma hai visto cosa porta al guinzaglio?!?!?!?! L'altra volta quasi mi viene un colpo...
dico, un uomo con le mammelle e con al guinzaglio un Brontosauro...non
dovrebbero permettervi di portare a spasso bestie che MI superano in altezza...
Si, ho capito che cercavo di farmela, ma è un periodo particolare, devi capire...
c'ho tutti questi ormoni in circolo...certe volte mi rimane difficile distinguere...
un Alano, uno Yorkshire, una gamba, un bracciolo del divano, tua madre...qualche
volta mi confondo! Che credi, che sia facile per me? Ingropparsi qualcuno, intendo?
Che significa che non ho il pisello? Senti, lascia stare, parlare con te è come
parlare con un Chihuahua...Ehi! Cos'è stato quel rumore? CHI STA USCENDO DA
QUEL CANCELLO? ODDIO! ECCOLO! E LUI! IL BRONTOSAURO! COL GUINZAGLIO!
A CUI E' APPESO L'UOMO CON LE MAMMELLE! PRESTO! SCAPPA! CORRI! SALVAMI!
VIA! ANDIAMO! VATTENE, MOSTRO! VA VIA! VIAAA!...
...uff...che paura...non ci posso credere...lo fai apposta, a passare di qui! Ma...
cos'è, questo odore? Ehy! Una cacca! YUM! ARF! ...sgrunf...ciomp...buona...cosa
vuoi? No, che non la lascio...Ehy...levami le mani dalla bocca...certo che è cacca,
che credevi...che diavolo strilli? ODDIO, CHE SUCCEDE?!?!?!NON FARE COSI',
CHE MI SPAVENTO! ...glom...azz...quasi mi strozzo...Eh? certo, che l'ho ingoiata...
cosa? ma perchè mi picchi, adesso? E' inutile che vai a ricontrollare, era cacca,
era cacca...uff...mi hai fatto male, mi hai fatto...che vita da cani...

Stella: il cane è il miglior
amico del cane...
...però io 'sta cosa dell'annusarsi il culo continuo a
non capirla. A parte
che la mia Stella, come vede un cane, lo punta che nemmeno io davanti ai
videoclip di Shakira. E poi salta, corre, abbaia, si rotola, fino a che
non
riesce ad annusare il culo dell'altra bestiola. Che ci credo che alla
fine
cede, gli verrà da vomitare, con tutti quei movimenti davanti agli
occhi...
Però sai come sono fatti i cani: io annuso il culo a te, e tu annusi il
culo
a me. E allora prova ad annusarle il culo, alla mia Stella. Il piccolo
Lacky
ancora lo cercano... Che mi toccherà dirglielo al padrone, che urla e
piange
da una settimana a questa parte.
- "Ecco, questo è il suo Lacky...mi dispiace sa, la mia Stellina è un
po'
vivace...la deve capire, ha avuto un'infanzia difficile... Come dice?
Si,
solo questi peli... è tutto quello che sono riuscito a toglierle dalla
bocca... beh, per essere sincero, un po' sono della mia micia, Lilith...sa,
presentarmi con solo tre peli mi sembrava sconveniente..."
Secondo me è perchè è in calore. Il PRIMO, calore. Che non è uguale agli
altri, dice il veterinario, il primo dura di più... 22-25 giorni.
22-25 GIORNI. Praticamente per un mese è come essere un bambino che
corre
nudo in un campo di pedofili. Uomo, donna, bambino, cane, cagna, gatto,
divano, tavolo: non importa a quale specie tu appartenga, la mia Stella
cercherà di fartisi. Ma mica da cagnetta, da cane femmina, insomma. No
no,
lei cerca di ingropparti, proprio come fanno i maschi... Sarà normale?
Bah,
forse mi conviene chiedere al veterinario... Voglio dire, se ti si
ingroppa
una gamba, la mamma o il bracciolo del divano va pure bene, le strilli,
la
sculacci, raccogli la falange dell'indice destro e te ne vai. Quando
però
prova a ingropparsi Keyra, nascono i problemi. Keyra, Keyra, il cane che
abita nella strada dove andiamo a fare i bisognini. Oddio, almeno credo
che
sia un cane...
La prima volta l'abbiamo incontrata di giorno. L'ho notata perchè
all'improvviso è sparito il sole: un alano di un metro e ottanta al
garrese,
di circa ottanta chili. La padrona che la teneva al guinzaglio camminava
in
punta di piedi. Che, dico io, come cazzo fai a pensare che il mio
pseudo-pinscher di quattro, cinque chili se bagnato, lungo venticinque
centimetri con la coda tirata, abbia voglia di giocare con quel
Tirannosauro? Poi, secondo me, se Keyra da lassù vedeva a malapena me,
come
faceva a vedere la mia Stella? Oddio, a dire la verità non la vedevo più
nemmeno io: merito della forza centrifuga.
- "STELLA???," la chiamo "...scusami, mi guardi se per caso la tua
bestiola
me l'ha schiacciata?"
- "Mah, credo che la tua Stella sia di fronte a quella nuvola di
polvere..."
Tutto questo prima del calore. Te lo immagini un Pinscher che prova ad
ingropparsi un alano? SENZA IL PISELLO? Keyra se la scrolla di dosso
come
Stella fa con le zecche. Con le SUE zecche, perchè quelle di Keyra sono
più
grandi, di Stella. Che poi, che le dici, alla padrona?
- "No, sai, avrà dei traumi da abbandono..." che ti vergogni, e se
quell'infoiata non le si fosse attaccata alla gamba per ingropparsela,
magari provavi pure a fare il piacione...
- "Però è vivace, simpatica!" e ti sorride. E allora lì tiri fuori il
meglio di te, che almeno la cagnetta ha la scusa del calore.
- "Tutta il suo padrone!", le fai.
La cosa più stupida da dire ad una ragazza la cui gamba sta per essere
messa
incinta dal tuo cane. FEMMINA.

Stella: l'uomo è il miglior amico del cane...
...ma, dico io, se prima mi dai l'osso, perchè poi me
lo vuoi togliere dalla
bocca? E' inutile che sbraiti perchè ti ho quasi staccato la falange, ed
è
inutile pure che vai
a pigliare il giornale: ti tiro fuori l'espressione da meticcetto
abbandonato con lo sguardo orientaleggiante, mi infilo sotto la
panchina, e,
al limite, mi arrivano due bottarelle sul sedere. Che, ti dico la
verità,
nemmeno le sento. Ah, e se mi va bene, mi chiudi fuori del cancello, in
giardino...Heheheheh...così ti cago sul prato e ti mangio le fragoline
di
bosco. Peccato che non ho preso l'osso, sennò lo sotterravo a quindici
metri
al centro del tuo meraviglioso giardino di Dicondra. Proprio lì, vicino
a
dove ho cagato. E, quasi quasi, ti mordo pure il tubo dell'acqua, che
prova
a
rilavarmi, domenica prossima. Stavolta vado a sgrullarmi direttamente
sul
divano... "Prendo il Neutro Roberts, che non irrita..."
Forse non irrita il TUO, di culo...che mi sono dovuta leccare per tutto
il
pomeriggio...
Poi ti meravigli, se ti vomito la Triglia alla Vernaccia...a proposito,
buona, quella di ieri sera...la mia, almeno, visto che tu hai impiegato
almeno mezz'ora per spinarmi la mia parte, e quando finalmente ti sei
messo
a mangiare hai dovuto grattar via la polpa dal piatto. Ma non tanto,
poco...giusto il tempo che quella specie di Mammuth bianco è scesa da
sopra
(che ho capito che non mi ci mandi perchè c'è lei, sai? Sono mica scema,
io...). Così io mi sono avvicinata, con la solita aria indifferente e
con
dei rapidi movimenti della coda sono quasi riuscito a ipnotizzarla... E
se
tu non ti fossi alzato urlando "STELLA!", che mi hai fatto venire un
colpo,
non mi avrebbe nemmeno preso, con quelle sue unghiette da Iena! Ah, ma
gliel'ho strappato un bel ciuffetto di peli, dalla coda...
Ah, ma guarda, pure 'sta sera vuoi vederti "LOST"? Devo ammetterlo, sei
tenace...e dai, poggia i piedi sulla sedia...eccoli...SGNAC! Un bel
morsetto
sull'alluce...hehehehhe...che così sei costretto a predere qualcosa per
farmi giocare, che mi sto rompendo... Oh, e poi: la prossima volta che
vai
da Ikea, non mi portare 'ste specie di peluche cinigliati a forma di
topo!
Che ti siano di lezione i due litri di bava che ci ho lasciato sopra,
prima
di depositartelo sulle pantofole... Magari un bel chilo e mezzo di
salmone
affumicato, che ne so...
Scusa un attimo, che devo sgocciolarmi le mestruazioni, che mi piace
morderti lo Scottex quando vai a pulire! Così prendi finalmente il mio
cuscinetto, e si gioca sul serio! Che mentre lo agiti con la mano faccio
finta di sbagliarmi, e ti allento un bel mozzicone sulla mano...
- "Vabbè, ma stava giocando..." Hehehehehhe...devo inventarmi qualcosa
di
nuovo pure per quando mi tiri la palletta, che non mi va più di
riportartela
indietro per poi deviare a due passi da te. Anche se quando sei cascato
mi
sono divertita da morire a leccarti tutta la faccia!
Senti, tanto ormai "LOST" non l'hai visto, che ne dici di andare a fare
una
passeggiata? Tanto ti tiro io, come al solito...quando ti deciderai a
usare
pure
le zampe davanti? Sempre così, sulle posteriori...Che ho proprio voglia
di
abbaiare a qualcuno, o di sgranocchiare una pigna, o di raccattare
qualcosa
da vicino al secchio dell' immondizia, o di odorare il culo di qualche
altro
cane, o di farti fare lo zig-zag tra i cespugli, o di tirarti nel campo
tra
la cacca di cavallo, che magari un pezzetto lo prendo pure in bocca,
così me
lo devi togliere con le mani, o di correre dietro a qualche gatto, o di
andare a svegliare qulcuno... YAAAAAAAAAaaaaaaaaaawwwwwnnnnnn......
Mi è venuto sonno...andiamo a casa và, che domani devo alzarmi presto:
sei e mezza. Puntuale, o ti cago nel salotto.

Stella: il cane è il miglior
amico dell'uomo...
...che poi prova a levarle l'osso, alla mia Stella.
Cioè, essì che quando ti
vede fa le feste, salta e rimbalza per tutta casa e dalla contentezza
sbrana
un bracciolo del divano, ma tu non lo faresti? Quando va magra, si
mangia il
cinghiale in umido. Che, se non è cotto bene, magari te lo vomita lì, in
mezzo ai piedi se hai le scarpe, e SUI piedi se sei in ciabatte. Il
tempo
giusto di tirare in dietro la sedia, di urlare qualcosa disgustati e lei
è
di nuovo lì, con quell'arietta da meticcetto abbandonato che farebbe
piangere Hannibal Lecter che si lecca scondinzolante tutto quello che ha
appena vomitato. E tu hai il coraggio di continuare a mangiare? Via il
cinghiale in umido, domani lo insaporisci meglio e lo dai alla cagnetta.
Aspetti che finisca, senza guardare, e vai a prendere il Glassex, che
almeno
ci togli l'odore dal pavimento, sperando che mentre sei chinato a pulire
chi
vive con te non ti pianti il coltello del formaggio nella schiena per
liberarsi di te e del cane.
Butti lo scottex impregnato nel secchio ed apri il Freezer, che almeno
ti
rifai la bocca col Carte D'or alla Spagnola, preso all'Emmepiù col tre
per
due che non hai capito perchè però ne hai presi quattordici. Ti infili
il
cucchiaio (quello grosso) in bocca e trascini una sedia davanti al
divano,
così ci poggi sopra i piedi, una volta seduto. Giusto giusto quei due
secondi che Stella è lì a leccarti l'alluce, mentre cerchi di salvare
almeno
l'ultimo paio di calzini e apri il gelato. Il tempo che le arrivi
l'odore al
naso.
- "Stella, stai giù, ti ho messo i croccantini!" Illuso. Tu li
mangeresti,
i croccantini, dopo un lauto pasto di cinghiale semidigerito?
'Vabbè, ora ti frego io...' pensi, pescando col cucchiaio la prima
amarena
del Carte D'Or. Ti pare che al cane piacciono le amarene? Si ricorderà
per
sempre del disgusto e non ti scasserà più, quando mangerai la Spagnola,
che
per gli altri gusti c'è tempo per elaborare un piano. Le avvicini il
cucchiaio al naso, e se riesci a riprenderglielo dalla bocca potrai
prenderne un altro e metterti a mangiare il gelato sul tavolo, così non
ti
rompe più. A parte i solchi sulle cosce. E pensi, che se ieri si è
mangiata
i fichi, l'altro ieri le nespole, il giorno prima 15 noccioli di
ciliegia,
nocciole, melone e roba varia, perchè avrebbe dovuto rifiutare le
amarene?
Bah...
- "Stella, STAI GIU!". Oddio, ora la pazienza ti sta passando, e quei
suoi
occhietti di taglio orientale non ti fanno mica più tanta tenerezza. Per
fortuna però lo strazio dura poco, perchè dalle scale è arrivata la
micia.
Quello scricciolo di cinque chili, quella specie di Caimano nano vestito
di
pelliccia bianca, quel Kimba in miniatura. Che pensavi: "Si
abitueranno."
L'idea ti è passata la prima volta che hai visto Lilith ( la gattina )
trasformarsi nella versione casalinga del Sasquatch. "Passerà".
Sono due settimane che cerchi sotterfugi per chiuderne una delle due in
cucina mentre trasporti l'altra fuori, e a parte la tua mano destra, tuo
padre ha perso la sensibilità della spalla su cui trasportava Lilith e a
tua
madre fa ancora male l'osso sacro. Tutte le volte che fai vedere alla
cagnetta un pezzo di pane secco scatta a cercare l'albino. "Sono animali
intelligenti...."
Ok, via il gelato, non è aria. "Lilith, non le soffiare, non ti fa
niente!"
Chi, il Pinscher da difesa? Ma non volevi vedere "LOST", stasera? Che
poi,
vedere...sono due settimane che ti addormenti a Paperissima Sprint,
nonostante quella gnoccolona della Henger. Sarà l'alzataccia alle 6.30 (
SEIEMMEZZA! ) per portarla fuori a fare i bisognini...che ti sei fatto
riformare dal militare, per non alzarti così presto. E adesso, per il
meticcetto...
- "Dai, che andiamo a fare la cacca!" e via, alle undici di sera, che
ad
Anguillara alle undici di sera non c'è umidità, ci sono le cascate. E
'quello non si mangia!', 'lascia stare il gatto', 'non abbaiare al
parroco',
'vattene tu, che non te la puoi ingroppare', 'Stella, se ti metti così è
chiaro che quello si ingrifa', 'non abbaiare ai cavalli', 'ma non li
vedi
quei due che trombano?', 'che hai preso? SPUTA!', 'no, che mi gocci
sulle
scarpe', 'TI E' RIMASTA ATTACCATA AL CULO?!?!?!', 'non tirare, che la
devo
raccogliere...', 'bravo scricciolo, che i bisognini si fanno fuori, non
in
salone...', 'non ti spaventare, è solo il pizzettaro che butta la
mondezza',
'non si abbaia, a quest'ora, che la gente dorme!'.
E a mezzanotte e tre quarti rincasi, fradicio come se ti fossi fatto il
bagno al lago. Chiudi la porta a chiave e metti il Nylon sul divano, che
se
ci sei non ci sale, ma come chiudi la porta per andare a dormire...
- "Notte cucciolotta! Mi vuoi bene? Quanto io ne voglio a te? Il fatto
che
tu ti stia facendo il bidet è un si? Buonanotte..."
Porta chiusa, e orecchio teso. E già salita sul divano? Si, ok. Puoi
andare
a dormire. Che è l'una, già, e alle sei e mezza devi portarla a fare i
bisognini. Non prima, però, di aver pulito la metà che ha lasciato in
salone...
Secchezza, Fulmine
e Tucson City
Le palle seccate dal sole trovavano
refrigerio grazie alla borraccia di scroto di Iguana vinta al "Gratta &
Mingi" di Tucson City. Niente vocali sbagliate, erano proprio le palle,
ad essere secche. Zoofelly gli aveva regalato i paracoscia in cuio di
Gibbone, ma i Gins di John Jay Jack Jona Jimmy Joel Jammin Junior erano
logori da ore e ore di cavalcate sul "Terrore dei Cowboys", al Luna Park
di Tucson. Cavolo, ogni dieci monetine da un centesimo ti dava pure una
gomma da masticare...
Ora il pelo ispido di "Fulmine d'argento che vola sulle praterie del
grande Nord" aveva peggiorato la situazione: ogni sussulto del lento
incedere del somaro apriva una piaga negli stanchi&sozzi zebedei di
JJJJJJJ.
L'animale glielo aveva regalato il suo amico capo indiano "Pony che
corre nella landa delle pigne": era il suo compleanno, quando gli porse
l'equino. "Aug..." disse, e prima che potesse finire JJJJJJJ era già
lontano, trascinato per una mano dal somaro in preda ad un fortissimo
attacco di dissenteria. "...uri..." finì il pellerossa, salutando
l'amico e tirando dal suo calumet.
JJJJJJJ prese un sigaro da dentro gli stivali di Yak, quelli ad
infradito, che l'avevano costretto ad incollarsi gli speroni sui
talloni, cacciò un fiammifero dalla tasca e se lo sfregò sulla barba
incolta. Al ventitreesimo fiammifero, quando il solco sulla guancia era
ormai di un centimetro, il Cowboy decise che l'avrebbe masticato, il suo
sigaro.
Prese Fulmine per la coda, e si avvio verso il caffè. Quando dop venti
minuti riuscì di nuovo a far funzionare il ginocchio destro, sgridò la
bestiola dicendole che non doveva scalciare se si sbagliava a tirarlo, e
lo prese per le briglie. Ripresa la funzione anche del ginocchio
sinistro, venti minuti dopo, si infilò le mani in tasca e si avviò verso
casa, a Tucson City, fedelmente seguito dal compagno di mille
disavventure.
Al Saloon tutto era familiare: le ante a soffietto, il gelsomino sul
portico, il catarro sugli scalini. JJJJJJJ spalancò il soffietto e
l'odore che lo pervase gli ricordò la sua giovinezza passata in quella
piccola città senza bagni pubblici: qualcuno che aveva cagato aveva
lasciato la porta aperta senza nemmeno tirare l'acqua. Il Cowboy si
infilò la mano destra nei Gins e con l'indice tirò via le mutande da
dentro il culo. Fece l'occhiolino a Kià, anche lei familiare. FORMATO,
familiare.
Kià diede un colpo di straccio al bancone, spostò con la lingua il
sigaro dal lato destro della bocca e con la voce baritonale che le
davano i suoi 140 chilogrammi, ruttò.
"Il solito", disse JJJJJJJ.
"Stai via da dieci anni, testa di cazzo." gli rispose Kià.
Jammin posò il cappellino di paglia a falde larghe sul bancone e fece di
nuovo la sua richiesta:
"Una grappa, tesoro..."
"Che c'ho la faccia di una Sudtirolese di merda? Mi senti parlare come
una cazzo di Trentina? Vaffanculo, tu e la tua grappa!"
JJJJJJJ non si scompose.
"Un caffè, allora..."
Kià scatarrò sul banco, e ci passò sopra lo straccio. L'odore di caffè
si mescolava nel locale a quello di merda che veniva dal bagno.
"Tiè!" Kià sbattè la tazzina sul banco, ed il caffè finì per metà sulla
camicia di JJJJJJJ, che non manifestò il dolore se non con un piccola
lacrima di gioia che gli solcò il nero sulle guance. Era finalmente a
casa...
Guappi
Stellari
- "OutluuuuuuuuuuuK! OutluuuuuuuuuuuK!...ObiWow,
non riesco a trovarlo..."
- "Non preoccuparti Leilakim, lo sforzo* è con lui..."
- "Sta cagando?"
Leilakim e Outluk Scaiuolchertecsasrenger erano fratello e sorella.
Outluk era quello con
lo sforzo, il prescelto, l'eletto, l'unto dal signore, quello coi tre
assi, che non perdeva
mai l'autobus eccetera eccetera. Insomma, aveva un gran culo. Anche
Leilakim aveva un gran
culo, letteralmente...però era un po' tonta. Un po' TANTO tonta...
L'uomo invece era Obi Wow Kenobi, figlio di Obi Uan Kenobi, il
leggendario JR (GediAr) che
aveva salvato la galassia e condotto Bim Bum Bam con Paolo Bonolis. Dal
papà Obi Wow aveva
ereditato lo sforzo, la spada laser e le sopracciglie fuxia.
Nella battaglia col terribile Dork Walter, che in realtà era
Tinmartanakin
Scaiuolchertecsasrenger, padre di Outluk, Obi Wow aveva salvato la
galassia e guadagnato il
rispetto di tutti, ma aveva perso la virilità. Cioè, in realtà entrambi
avevano perso
qualcosa: Dork Walter una mano, Obi Wow una palla e lo Schwankaiser,
tratto distintivo di
tutti i cavalieri JR. Per poter rimanere un JR, Obi Wow si era dovuto
far trapiantare delle
protesi: uno Schwankaiser nuovo e una palla di metallo. Le protesi
gliele aveva fatte
Yogammin', il capo di tutti gli JR. Yogammin' era fortissimo, ma un po'
strano: sembrava il
fratello brutto dello Scrondo. I suoi lavoretti in metallo, però, erano
famosi in tutta la
galassia: le sue porte (in ferro battuto) di Tannhauser** venivano
ammirate in tutto
l'universo conosciuto. La palla do Obi WOw, però, gli era venuta un po'
grossa, che
sembrava che avesse sempre l'orchite. Per prenderlo per il culo, i
nemici lo chiamavano "La
Morte Nera". Le donne, però, lo chiamavano "L'Eterno Prolungato", e
tanto gli bastava.
- "OutluuuuuuuuuuuK! Dove seeeeeeiiii?"
- "YuuuuuUUUUUUHHHUUUUUuuuuuu...Sono qui, sorellina..." disse Outluk
mentre arrivava
saltellando, "guarda, ho trovato un cornetto portafortuna che era
poggiato su un
quadrifoglio cresciuto tra i buchi di un ferro di cavallo! Oh, ciriciao***
Obi Wow!"
- "Ciao Outluk...dobbiamo andare, il senatore Palpatina ti vuole
vedere..."
- "Non ci voglio venire, quello mi tocca!"
- "Ci devi venire...Dork Walter vuole attaccare l'impero..."
- "Embè? Non è mia sorella, l'imperatrice? che se la sbrighi lei..."
- "Guardala, Outluk...vuoi lasciare un impegno così gravoso ad una
creaturina così
graziosa ed indifesa?"
Leilakim si stava scaccolando.
- "Hmmm, e va bene," disse Outluk, "prendo il vespino..."
...oooOOO DAL SENATORE PALPATINA OOOooo...
- "Macciaaaaao, Outluk...vuoi una carammellina?"
- "Salve senatore...la situazione è grave Dark Walter vuole conquistare
di nuovo la
galassia..." disse Obi Wow.
- "Outluk, vuoi un biscottino?"
- "Sembra che sia definitivamente passato all'angolo oscuro dello
sforzo"
- "Vuoi un giocattolino?"
- "Dobbiamo prendere provvedimenti, il ragazzo non è ancora pronto..."
- "Vuoi una pastarella?"
- "Maestro Obi Wow, non credi sia il caso di cercare Yogammin'?"
- "Credo che tu abbia ragione...arrivederci, senatore Palpatina..."
- "Outluk, vuoi una ciembellina?"
...oooOOO DA YOGAMMIN' OOOooo...
[ salto temporale per evitarsi il pippone ]
- "Questa è la situazione. Crede che il ragazzo sia pronto, maestro
Yoga?"
- "Il ragazzo pronto non è. Ma lo stesso combattere deve. Un succo alla
pera, tu vuoi?"
- "No maestro , grazie. Ma come facciamo a farlo combattere contro Dork
Walter?"
- "Detto tu gli hai della sua parentela? Che Dork Walter è suo padre,
lui sa? Un succo
all'albicocca, tu vuoi?"
- "No maestro Yoga, grazie. Il ragazzo non sa niente della sua parentela
con Dork Walter.
Non volevo dirglielo finchè non fosse diventato un cavaliere JR..."
- "Dirglielo non devi. Se il fato vorrà, da solo lo scoprirà. Succo di
mirtillo?"
- "No maestro, grazie. Allora lo affido a lei. Io vado a cercare Boba
Felix, il suo
esercito di C[o]l[i]oni potrebbe esserci utile. Ci vedremo presto!"
- "Preoccuparti tu non devi. Il ragazzo in buone mani, è. Un JR sarà,
quando tornerai. Un
succo di pesca tu vuoi?"
- No grazie, maestro Yoga. Vado! Che lo sforzo sia con te, giovane
Outluk...ma dov'è tua
sorella Leilakim?"
- "Sta telefonando a Jabba "The Hot" per ordinare due pizze margherite...A
presto, Obi
Wow!"
- "A presto Outluk!"
- "Ehy, Obi Wow, aspetta...IL MIO VESPINO! Merda, se ne è andato..."
- "Parlare così non devi, giovane Panda Van. Un JR diventare, tu devi.
Un succo di mela,
tu vuoi?"
-- continua --
* - tnx tu "Speisboll"
** - tnx tu "Bleid Ranner"
*** - tnx tu Arale
Senza pelle
- "Flix, dagli con quella carbonella!"
Era il primo maggio, e come tutti gli anni Ghiuri aveva organizzato la
grigliata a casa sua insieme al suo amico Flix, mentre MartinTin doveva
portare le donne e qualche amico. Loro facevano sempre la grigliata, mai
fave e pecorino. Ghiuri infatti era allergico alle fave, Flix al
pecorino, MartinTin alla fava a pecorina, e così: grigliata.
- "Ghiuri, ma perchè tu sei li che agiti l'aria col ventaglio e io sono
qua sotto a spalar carbone?"
La voce veniva da un piccolo pertuso sotto casa di Ghiuri...
- "Non sto agitando l'aria, sto attizzando il fuoco..." rispose il
fedifrago.
- "MA IL FUOCO E' SPENTO, NON C'E' ANCORA LA CARBONELLA!"
- "E non stare sempre li a puntualizzare! E sbrigati, che tra un po'
arriva MartinTin!"
In realtà, a quel bastardo di Ghiuri non andava giù che l'amico lo
infinocchiasse sempre con i pornofumetti di martinTin, che poi si finiva
sempre in caciara, e appena poteva si vendicava. Una settimana fa si era
fatto comprare dall'amico i Wurstel di cammello da fare alla brace,
quelli grandi e senza pelle, proprio come piacevano a lui.
- "Te li faccio alla brace," gli aveva detto, "che è il primo Maggio..."
Il Flix era un bonaccione, e non si ricordava che l'anno scorso per
digerire la peperonata al mascarpone si era dovuto fare delle flebo di
digesivo Antonetto, che l'anno prima era quasi morto disidratato per il
FICOCALDO©, e che quello prima ancora l'avevano ricoverato per due
giorni appena finito di dire "assaggio un po' di questa mousse di
cioccolato..."
E oggi gli preparava i Wurstel alla brace. Il processo di preparazione
della ghiottoneria era lungo, ma efficace: due giorni a mollo nella
paprika, due giorni ricoperti di Nduja, due giorni spruzzati di Curry e
peperoncino, e infine gustati con la salsa Wasabi.
- "Ehy coglionez, grigliata anche oggiz? Come tutti i primomaggioz..."
Era Scirio, o Capitan Fracassacazzi, come lo chiamava Ghiuri, il vicino
di casa.
- "Già...tu che fai di divertente, invece? Inviti Nembo che porta la sua
foto e vi scambiate a turno la faccia con quella di fassino?"
- "Di Berlusconiz, idiotaz! Ma tu che ne capisci, di umorismoz..."
- "Chi è, Scirio?" disse Flix cacciando fuori mezza testa dal pertuso
del giardino. Il Flix non lo poteva vedere, a Scirio.
- "Lascia perdere," disse Ghiuri "e esci, che è arrivato MartinTin!"
Il guappo accostò la sua Citroen BX viola perlaceo al marciapiede, aprì
lo sportello aggiustandosi il Toupè, mise fuori un piede infilato in uno
stivale di Armadillo, fece il giro dell'auto salutando Ghiuri con aria
compiacente e allungò la mano per far scendere la donna. Lo sportello
del passeggero si aprì, e gli interni leopardati a pelo lungo cacarono
fuori dalla macchina Jolanda Lavacca. Da dietro uscì Maurino, detto il
mago, che si aggiustò il pacco e tese la mano alla sua dama. Kia, si
chiamava, e no, non era orientale. Si chiamava così perche sembrava la
Sorento: una Sport Utility Vacca di 140 chili che faceva mille ore di
sesso spinto con tre chili di vasellina.
Kia spense il toscanello sulla mano di Maurino, scatarrò nel posacenere
dell'auto, e uscì.
- "Ciao Kia," disse Ghiuri che già aveva abbracciato MartinTin e fatto
un cenno disgustato a Jolanda, "come va? Sei diversa oggi...sei stata
dall'estetista?"
- "No," gli rispose la creatura "mi sono fatta levare due cisti dal buco
del culo."
- "Ecco...ciao Maurino"
- "Ciao!" rispose l'amico aggiustandosi il pacco. <<Deve avere ancora
l'orchite>> pensò Ghiuri...
[continua]
- "Cuzza solo la Jamminchiazza!" ridacchiò Scirio dal giardino vicino.
- "Ah, c'è pure il demente..." l'apostrofò MartinTin. Neanche a lui
Scirio era troppo simpatico...
- "Beccati questo culoz!"
Scirio aveva il vizio, quando si sentiva ofeso, di afferrarsi le chiappe
con le mani e sbatacchiarle per far vedere che era contrariato. Non era
molto, che aveva questo vizio, solo da quando Motumbo...vabbè, avete
capito. E per questo motivo, Scirio non voleva che si parlasse di
Motumbo in sua presenza.
- "Cibbastard, sono troppo crasto!"
- "Ma come cazzo parla, 'sto cefalopode qua?" Jolanda Lavacca tradì la
sua parentela con la Jamminchia.
- "Ecco perchè mi sembrava di conoscerla!" disse Flix "L'ho vista
sull'ultimo numero di <<Saturamilano>>!"
- "Cos'è," chiese Maurino, "una rivista sull'inquinamento delle grandi
città?"
- "Non proprio..." rispose Ghiuri tirando uno scappellotto al Flix: il
giornalino lo avevano rubato a MartinTin...
- "E' lì, chellò conosciuta" disse MartinTin.
MartinTin era una specie di Hugh Hefner de noantri, solo che a lui
piacevano solo sotto il metro e sessanta: diceva che gli ricordavano la
sua terra natìa, la Sardegna. E Jolanda la ricordava, la Sardegna: era
pelosa come una pecora, puzzava come un pastore e aveva la forma di un
nuraghe.
- "Lolz!" intervenne Scirio "dev'essere un bel personagginoz!"
- "Ti taglio le palle, idiota!"
- "BECCATI QUESTO CULOZ!" e via di chiappapplauso...
- "Forza Flix, vieni fuori dalla carbonaia, e porta i fiammiferi, che ti
cuocio i Wurstel di cammello..." disse Ghiuri ghignandosela sotto i
baffi.
- "Niente carbonella, oggi!" MartinTin aveva portato una bombola di gas
intestinale di Jolanda. Diceva che se reggevi l'odore, potevi
riscaldartici tutto l'inverno..."io ti apro la valvola, e te la piazzo
qua, sotto il Barbechiù!"
- "Cibba...meglio che me ne vadoz, non vorrei morire asfissiatoz...chissà
che puzza sarà uscita da quella fognaz!"
- "Brutto bastardo! Ora ti faccio vedere io!" MartinTin era proprio
incazzato, tanto da scordarsi la bombola del gas aperta, proprio mentre
il Flix correva da Ghiuri coi fiammiferi accesi...
- "BECCATI QUESTO CU..."
Scirio non riuscì a finire la frase. Flix arrivò al Barbecue proprio
mentre il poveretto si snaccherava le chiappe, piroinnescando il gas che
fuoriusciva dalla bombola.
Un quarto d'ora dopo, quando Flix aprì gli occhi, trovo Ghiuri mezzo
bruciacchiato che cercava di ricomporre i pezzi del suo bellissimo
barbecue...
- "Cazzo che botta, Flix...mi dispiace, ma non riesco a trovare i tuoi
Wurstel paprikondujacurrywasabizzati..."
- "Avete visto Scirio?" era Nembo. Era venuto per i fotomontaggi. "Non
lo trovo, in casa non c'è...volevo chiedergli se aveva visto quella
specie di pallottole a forma di Wurstel..."
- "Era qua, fino ad un momento fa, ma c'è stato un piccolo incidente..."
Un ululato risuonò lontano...
- "Hehehehhehe..." rise MartinTin "Ghiuri, secondo te, la Paprika da
dipendenza?" Il nonno ridacchiò, come se sapesse qualcosa in più degli
altri...
John Rambo
Amerrega, da qualche parte nell'entroterra.
Una figura solitaria, zaino in spalla, viaggia da sola su una strada.
I lunghi capelli cadono sulle spalle, legati con una fascia rossa. Il
passo è lento ma sicuro, il portamento regale. Una macchina si accosta.
- "A bella, quanto voi?"
La figura si volta, e senza una smorfia si rivolge all'autista:
- "Idiota, non vedi che sono un uomo?"
- "A Trans, quanto voi?"
Non una piega. Ormai è abituato agli insulti della gente, da quando da
piccolo lo chiamavano solo per fare le piste per le biglie sulla sabbia.
Lui era quello che veniva trascinato per i piedi. Nudo. A volte,
disegnavano piste anche di un paio di chilometri. Era diventato molto
bravo: alzando alternatamente una chiappa poi l'altra, riusciva a fare
anche i dossi.
Un'altra macchina gli si accosta.
- "Lasciami in pace, non vedi che ho fatto lagguerra?...Oh, mi scusi
agente, credevo che anche lei cercasse da me un po' d'amore..."
- "Non sono un agente, sono lo sceriffo Phonfelics. Dove vai, ragazzo?
Da queste parti non ci piacciono gli ex-militari..."
- "Devo andare in paese a trovare un amico che ha fatto lagguerra con
me. Ci sono alberghi, in città?"
- "Oh, si, c'è la taverna di Slarti, con delle bellissime camere in
stile vittoriano, e delle greche nel bagno che levati...per non parlare
delle tendine in pizzo Francese..."
- "Bene...mi fermerò solo una notte...il tempo di far prendere aria al
paguro..."
- "Modera i termini, ragazzo...ho detto che da queste parti non ci
piacciono i soldati...vieni, che ti porto sulla strada per il paese più
vicino..."
- "E' distante?"
- "No. 35 chilometri"
- "Ah, poco..."
- "In salita"
La macchina fece inversione a U, e si accostò.
- "Ecco," disse lo sceriffo "prosegui su questa strada"
- "Ah, grazie per il passaggio...E poi, sceriffo,piove..."
- "Embè? Ci hai su gli anfibi, no? AHR AHR AHR!" Girò la macchina e
ripartì...
Johnny si voltò.
- "35 non è il mio numero fortunato. Neanche 34, del resto. E neanche
33..." e così dicendo si diresse nuovamente verso il paese dello
sceriffo...
Lo sceriffo Phonfelics rideva nella sua macchina:
- "AHR AHR! Voleva farmela, ma io ho visto benissimo che era un trans...ma
cos..sto figl'endrocchia...sta tornando indietro! Mo gli faccio vedere
io!"
La macchina si accostò nuovamente a Johnny.
- "Uè, Jessica, che fai mi pigli per il culo?"
- "Non mi chiamo Jessica signore, ma Johnny. E no che non la prendo per
il culo, sennò si sentirebbe sollevato..."
- "Bravo, bravo, fai lo spiritoso...sali in macchina, che ti porto alla
stazione della polizia!"
Alla stazione della polizia.
- "Fonser, Kent, portatelo di sotto e dategli una bella lavata, poi
schiaffatelo in prigione per una notte, 'sto spiritosone!"
Di sotto.
- "Forza, bel giovane, tutto tutto nudo" disse il tenente Al Fonser. Il
Tenente non era proprio maschio maschio, ma tendeva leggermente verso
l'altra sponda. Neanche troppo leggermente, a dirla tutta. Al, infatti,
non era il suo vero nome, ma quello che gli aveva dato lo sceriffo. Lui,
infatti, si chiamava Analberto Fonsarelli, di origine italiana.
Analberto, con la N. Con un nome così, la carriera era assicurata. Dopo
due anni di Carabiniere a Palermo emigrò in Amerrega in cerca di
fortuna, e lo trovò. Domenico Fortuna, emigrato anche lui, con cui vive
tuttora.
Johnny si spogliò.
- "Guarda lì," disse Clark Kent, "che orribili segni sulla schiena!"
Johnny si ricordò di quando i Vietcong, per scherzarlo, gli tiravano le
meduse sulla schiena.
- "E guarda il suo affare, è tutto...smangiucchiato..."
E Johnny si ricordò di quando i Vietcong glielo facevano infilare nei
termitai.
- "E guarda il suo buco del..." a quel punto il tenente Fonsarelli
svenne.
Dall'orifizio di Johnny uscì la chela di un paguro, incuriosito dal
rumore della caduta di Al.
- "MIODDIO!" esclamò Kent, "Che cos'è quell'orrore???"
- "E' il mio paguro, disse Johnny. Ce l'avevamo tutti, in Vietnam. Erano
paguri in cerca di tana, e i musi gialli ce li misero nelle mutande per
torturarci. Ma divenimmo amici, e li utilizzavamo per nascondere il cibo
quando ci facevano mangiare, una volta alla settimana.
I miei compagni gli facevano nascondere i panini all'olio con la
soppressa, ma a me non piaceva."
- "E lo credo..."
- "Io preferivo le rosette"
- "Santo cielo, è disgustoso..."
- "No, se riuscivo a fargli nascondere anche due sottaceti..."
<continua>
- "Va bene," disse Kent, "via quel paguro, che ti laviamo..."
- "No, il paguro no!" disse Johnny. E cominciò ad allentare manate e
calci che sembrava un'ossesso.
Dopo che lo ebbero sconquassato di mazzate, gli venne in mente il trucco
che gli facevano i Cong per picchiarlo:
- "Guardate là, c'è Pamela Anderson!"
Appena i poliziotti si girarono, tutti meno Fonser, Johnny allentò un
calcio sugli zebedei al povero culatt...pizzardone, e scappò via.
- "Fermatelo!", esclamò Kent "non ho capito dove sta Pamela!"
Ma Johnny era già lontano, aveva inforcato una moto e si era diretto
sulle montagne.
- "Presto, chiamate lo sceriffo Phonfelics!"
- "Sta cagando..."
- "Ma il prigioniero è fuggito!"
- "Chiamate i cani!" urlò lo sceriffo mentre usciva trafelato dal bagno
"e datemi uno dei suoi vestiti, che glielo faccio annusare!"
Appena sentito l'odore dei vestiti di Johnny in mano allo sceriffo, il
cane imboccò la porta della stazione.
- "Presto corriamogli dietro! Ma cosa...perchè sta vomitando? Oh, mi
sono pulito senza la carta..."
Intanto Johnny si era rifugiato in una grotta...
- "Ma tutte a me...dovunque vado, scoppia lagguerra...e guarda qua, sono
tutto nudo...ora smonto il sellino della moto e mi faccio un Peri di
pelle di Husqvarna, come mi ha insegnato il Colonnello
Trautmartin...quanto mi manca...Toh, guarda qua...una radio...doveva
essere dei minatori che lavoravano in questa cava..."
E ascoltando la radio, Johnny si addormentò...
- "Johnny! Ci sei, Johnny?"
Ma Johnny dormiva...
- "Johnny, ci sei? Johnny, è il tuo colonnello, che ti chiama!"
- "No Slart, non la raccolgo, la saponetta...no...no.."
- "JOHNNY!"
- "Oddio, chi è?" esclamò Johnny svegliandosi di soprassalto.
- "Johnny, sono Corvo Rosso!"
- "NON AVRAI IL MIO SCALPO!"
- "CRETINO! Sono Trautmartin!"
- "Colonnello! Ma come mi ha trovato?"
- "Mi ha chiamato la protezione animali, dicevano che in questa città
fanno annusare cose strane ai cani poliziotto..."
- "Non divaghiamo, Trautmartin!" disse lo sceriffo Phonfelics "Ordini al
suo uomo di tornare in paese"
- "Colonnello! Gli ha detto lei che io sono il suo uomo? Ma allora
ancora mi ama..."
- "Non in quel senso, Johnny...Torna in paese! Ormai sei via da più di
tre ore...avrai anche fame..."
- "Infatti, colonnello...adesso vado a cacciare un paio di cinghiali a
mani nude, come mi ha insegnato lei durante i durissimi addestramenti in
cui io ero il migliore...mi arrampicherò su un albero e gli salterò
sopra, prendendoli alle spalle e strangolandoli con le mie mani
forti...proprio come mi faceva sempre lei! Mi ricontatti tra una
mezz'ora!
Mezz'ora dopo...
- "Johnny! Sono io, Corvo Rosso...Stai mangiando?"
- "Si, colonnello..."
- "Cinghiale allo spiedo?"
- "Insalata di vermi..."
<continua>
- "Johnny, devi tornare in paese"
- "Non posso signore, sono stati loro a versare il primo sangue..."
- "Ma di che parla?" disse Trautmartin rivolgendosi allo sceriffo
Phonfelics
- "Di niente Trautmartin, alla centrale gli ho detto che mia moglie
aveva le mestruazioni..."
- "Andiamo Johnny, non puoi continuare a nasconderti!"
- "Non torno, colonnello...non ne posso più di questa situazione...lei
sa che cosa abbiamo passato nel VietFOTTUTOnam...di tutte le volte che i
musi gialli baravano allo schiaffo del soldato...a Scirio hanno dovuto
amputare una mano, sa?"
- "Per la violenza dei colpi?"
- "No, perchè non la smetteva di farsi le pippe... E si ricorda di JD,
il cuoco? Una volta i Cong tirarono una bomba in cucina mentre lui era
dentro...io corsi da lui e lo trovai a terra, in un lago di
sangue...piangeva e diceva <<Voglio andare a casa, voglio andare a
casa...>>, mentre io lo tenevo in braccio e lui cercava di rinfilare
dentro tutte le budella..."
- "La bomba lo aveva squartato?"
- "No, aveva colpito il pentolone della Pajata...e mentre lui piangeva,
io non riuscivo neanche più a trovare le sue gambe..."
- "Johnny, JD non aveva le gambe..era su una sedia a rotelle da due
anni...ecco perchè stava in cucina..."
- Ah, si? Io credevo che fosse comodo per fare la spesa al
supermercato..."
- "Johnny, ti devi arrendere..."
- "BASTA, TRAUTMARTIN!" intervenne Phonfelics, "Rambo, se non vuoi
tornare giù, verremo su noi con i cani! E lei, Trautmartin! Cosa crede,
di poter prendere il suo ragazzo e di andare a fare una scampagnata?"
- "Non è il mio ragazzo. La nostra è stata solo una storia di sesso..."
- "CRISTIDDIO! Non salverà il suo soldato, ha capito?!?!?!"
- "Ma io non sono venuto qui per salvare lui da voi...ma per salvare VOI
da LUI!"
- "Cos'è, impazzito? Quello è un uomo solo, cosa crede di poter fare
contro un esercito?"
- "Lei non lo ha mai visto nelle docce della caserma..."
<continua>
Matrics
Starring:
Poneo - El Caballero.
Morphelix - Von Felix
Tinmartrinity - Tinmartin
L'agente Simith - Simone
******************************
[ Monitor del PC ] - Poneo...
Poneo - Hmmmmmm....
[ Monitor del PC ] - Susete...
Poneo - Dai mamma, ancora 5 minuti...
[ Monitor del PC ] - Mamma questa minkia, alzati e segui il coniglio...
Poneo - Ma chi è? 'zz'hoppreso, un Virus? Consiglio? Quale consiglio
devo
seguire?
[ Monitor del PC ] - CONIGLIO, NON CONSIGLIO, COGLIONE!
Poneo - Beeeeeeeeeello...che d'è, uno scioglilingua?
[ Monitor del PC ] - Oddio..mi sa che stavolta l'Oraculetto ha preso
proprio
una bella toppa...PONEO, SEGUI IL CONIGLIO BIANCO!
Poneo - Coniglio Bianco...che è, per la dieta? Ho messo su panza?
[ Monitor del PC ] - Toc toc...
Poneo - Stanno per bussare alla porta?
[ Monitor del PC ] - No, sono io che prendo a capocciate il monitor...
- Suono di sottofondo, alla porta - TOC TOC -
Poneo - Minkia, fico! In Dolbi Sarraund...
Tipo losco alla porta, con la faccia di Jammin', e una parannanza con su
disegnato un coniglio bianco con una scritta a caratteri rossi:
"Macelleria
da Quozza"
Commesso - Una consegna per lei...
Poneo - Che d'è?
Commesso - 'zzo ne so, io? Firmi qui, sono 50 Euri...
Poneo - Alla faccia del cazzo! Tenga, ho solo un biglietto da 100...mi
deve
50 di rest...HEY! Dove cazzo vai???!?! Vieni qui!
Troppo tardi...il commesso si era già dileguato, e Poneo era solo e
ansimante, in un vicolo buio, a poche decine di metri da casa sua...
[ Voce nel vicolo ] - Ciao, Maschione...
Poneo - Anf..anf..no no, ha capito male...
[ Voce nel vicolo ] - Capito male che? Ansimi come un furetto...come ti
chiami?
Poneo - Luigi...
[ Voce nel vicolo ] - Non fare il coglione, Poneo...Morphelix ti sta
cercando...
Poneo - Chi? Morphelix? Che d'è, una marca di lassativi? Eppoi, chi sei
tu?
Fatti vedere...
Dall'ombra uscì un piede, calzato in un tacco alto ed inguainato da una
calza a rete..piano scivolò alla fredda luce del lampione, fino a
mostrare
la coscia...e poi, uscì lei...
Tinmartrinity - Io sono Tinmartrinity...
Poneo - CRISTIDDIO, CHE ROSPO!
Tinmartrinity - Eh, sei bello te...
Ma Poneo era già lontano, messo in fuga dalla faccia della donn...da
Tinmartrinity...
Tinmartrinity - Eccheppalle...mi toccherà andarlo a prendere domani al
dopolavoro ferroviario...
Il giorno seguente...
Poneo - Minkia, che brutto muso che c'aveva quel travestito...speriamo
di
non vederlo mai più...
[ DRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIN ]
Poneo - Si, sono Juri, chi è?
[ Voce al telefono ] - Io sono colui che tutto sa, colui che tutto fa,
colui
che tutto dice...
Poneo - Sei Paolo Bonolis?
[ Voce al telefono ] - 'E chi t'è mmuort...SONO MORPHELIX, COGLIONE!
Poneo - Che minchia di cognome...chissà a scuola quanto ti avranno preso
per
il culo...
Morphelix - O Sant'iddio...senti, guarda che ti stanno venendo a
pigliare...
Poneo - A me?!?!? E chi? Sanno che ho fatto sega a scuola, dieci anni
fa? O
è per le gomme al supermercato..IO NON AVEVO SOLDI SPICCI!
Morphelix - MA NO, CAZZO! E' l'agente Simith! Devi fuggire, fai come ti
dico
io...
Poneo - Ok, dimmi!
Morphelix - Va bene, allora: il box davanti al tuo è vuoto, vacci...ora!
Vai, scatta! Adesso fai tre passi indietro, una capriola e fai una loffa
per
distrarre quello di fronte a te, poi tira una scarpa nell'angolo, urla
"MACCHEBBEL CASTELLO MARCONDIRONDIRONDELLO, fai un salto, fanne un
altro,
fai la giravolta, falla un'altra volta, guarda in su, guarda in giù, dai
un
bacio a chi vuoi tu!
Poneo - ...hem...chi è, che mi segue?
Morphelix - Oh, cazzo...
Agente Simith - Lei è Juri Caballero?
Poneo - Chi, io? Nooooooooooooooo....
Agente Simith - E' lui, prendetelo!
Poneo - EHY, NO! MIA MAMMA SAPEVA CHE NON ERO ANDATO A SCUOLA! IO MI
FACCIO
IL BIDET TUTTE LE MATTINE...VABBE', UNA MATTINA SI E UNA NO...OK OK, ME
LO
FACCIO UNA VOLTA ALLA SETTIMANA...LASCIATEMI ANDAREEEEEEEEE....
Agente Simith - Allora, signor Caballero, la lista dei suoi reati è
lunga...vediamo...zoofilia con un Pony...estinzione di rospo
ligure...disboscamento di pineta romana...
Poneo - Ci dev'essere un errore, voglio fare una telefonata!
Agente Simith - E chi vorrebbe chiamare?
Poneo - LA MIA MAMMA!
Agente Simith - Mi dispiace, signor Caballero, ma non possiamo farle
fare
alcuna telefonata...Inoltre, le dobbiamo impiantare questa microspia per
via
rettale per seguire tutti i suoi movimenti futuri...
Poneo - MICROSPIA QUESTA MINCHIA?!?!?! E' GRANDE COME UNA MELANZANA!
Agente Simith - Che vita di merda, eh?
Due ore dopo, il povero Poneo vaga sotto casa sua, con un andamento che
farebbe invidia ad uno struzzo stitico...
Poneo - Minchia, che dolore...mattugguarda se devono capitare tutte a
me...
[ Voce nel vicolo ] - Pssss...Poneo...
Poneo - Che d'è? Ancora tu?!?!?! Senti, brutto rospo, da quando ti ho
incontrata me ne sono successe di tutti i colori...chevvuoi da me?
Lasciami
in pace! E, se devi uscire, esci lentamente, che l'altra volta quasi mi
fai
venire un colpo!
[ Voce nel vicolo ] - Ma guada che sei proprio stronzo!
Una mano pelosa uscì dal buIO, e tirò Poneo dentro il vicolo scuro...
Poneo - Uè, delicatessen! Piano, eh! Che ci ho dolori, ci ho...lo sai
cosa
mi hanno infilato nel culo?
Tinmartrinity - Certo, che lo so...è per questo, che sono qui...
Poneo - Hmmmm....in che senso?
Tinmartrinity - Ti devo sfilare la microspia per portarti da
Morphelix...
Poneo - CHECCOSA???? IO DA MORPHELIX NON CI VOGLIO ANDARE! QUELLO FA
COSE
STRANE COI CONIGLI! Hey...cos'è quell'affare?
Tinmartrinity - Un ANAL INTRUDER, di mia invenzione...per toglierti la
microspia...
Poneo - CHECCOSA?!?!?!?! MA TU SEI TUTTO MATTO! Lasciami
andare..lasciami...LASCIAMIIIIIIIIIIIIIIIIIIiiiiiiiiiiiiii..............
Tinmartrinity - E calati 'ste cazzo di mutande...minchia, che schifo,
sono
svirgolate...ecco...sto entrando...l'ho vista...l'ho presa...MUORI,
MALEDETTA!
Poneo - AAAAAAAAAAHAIAAAAAAAAAA! NON STANTUFFARE, BASTARDOOOOOO!
Tinmartrinity - Ok...uff...è stata dura, ma ce l'ho fatta...
Poneo - ...è stata dura dice...mavvaffanculo, va...
Tinmartrinity - Ancora?
Poneo - No no, andiamo da Morphelix, che è meglio...
Palazzo di Morphelix, ultimo piano
Morphelix - Finalmente ci conosciamo, Poneo...piacere...
Poneo - Tutto tuo, il piacere...
Morphelix - Ma siediti...fa come se stessi a casa tua...
Poneo - A casa mia non ci ho 'sti travestiti...eppoi, seduto non ci
potrò
stare per un bel pezzo...
Tinmartrinity - Capo, io questo lo storpio...
Morphelix - Buono tu...e vai al Tornio...allora, Poneo, sei pronto a
conoscere la verità?
Poneo - Siete delle tasse?
Morphelix - Oh, cavolo...senti, facciamo così, che è più semplice...
Morphelix tirò fuori una scatoletta da dentro il suo perizoma di pelle
rossa...
Morphelix - Scegli questa minuscola pasticchina rossa, e finalmente
saprai
la verità...se invece sceglierai questa supposta blu di glicerina da
ventotto centimetri, domani ti risveglierai nel tuo letto e crederai a
quello che ti pare...
Poneo - Eh, si...bella scelta del cazzo...prendo la rossa...
Morphelix - Bravo...ora preparati a vedere quanto è profonda la tana del
Bianconiglio...
Poneo - Eddaje! Lo dicevo io, che ci avevi problemi coi conigli...
Dopo due giorni di diarrea e atroci incubi a base di conigli bianchi e
travestiti, Poneo non si era ancora risvegliato...
Tinmartrinity - Morphelix, non è che hai visto in giro le pasticche di
lassativo per gli elefanti, che non le trovo?
Morphelix - Lassativi per gli elef...com'è che erano, 'ste pasticche?
Tinmartrinity - Piccole e rosse, perchè?
Morphelix - MAPPORC...
Poneo - Ohiohiohi...
Morphelix - Ah, finalmente...come ti senti, Poneo?
Poneo - Come se avessi cagato per due giorni e due notti...
Morphelix - Oh, non ti preoccupare...quando tiriamo via la gente da
Matrics, fa questo effetto...
Tinmartrinity - Che figl'e'ndrocchia...
Morphelix - Tinmartrinity, vai al tornio, tu..adesso alzati,
Poneo...dopo pranzo, cominciamo gli allenamenti...
Poneo - Sono stato convocato?
Morphelix - Si, per andare a fare in culo! Forza, alzati, che di là è
quasi pronto...
Poneo - Che odorino, che c'è da mangiare?
Morphelix - Che domande...la pasta alla Matricsiana!
Dopo pranzo...
Poneo - Minchia, che pesantezza..
Morphelix - Adesso Poneo, vai di là con Quozer, che devi imparare un
sacco di cose...
Poneo - Quozer? E chi è?
Morphelix - Lui...
Dall'ombra uscì un uomo mastodontico, tutto vestito di nero e con
scritto S.P.A.S sulla maglietta...
Poneo - Mamma mia...Phelix, che significa quella sigla?
Morphelix - Sono Pieno d'Amore, Sai?
Poneo - Ettepareva...aò, ma uno senza turbe sessuali non c'è, su 'sta
nave...approposito, com'è che si chiama, sto trabiccolo?
Morphelix - No Buco Disonorato...
Poneo - Che minchia te l'ho chiesto a fare...
Nella sala degli allenamenti...
Quozer - Siediti qui, che ti collego alla macchina e ti carico tutti i
programmi per principianti...
Poneo - Oè, ciccio...quali programmi per principianti...carica roba
forte, che mica sono una pippetta, io...
Quozer - Se lo dici tu...toh...io torno tra un po'...
Un'ora dopo...
Morphelix - Fammi andare a vedere come vanno gli allenamenti di Poneo...
Entrando nella sala degli allenamenti, Morphelix non credette ai suoi
occhi: Poneo era li, vestito come Antonella Clerici durante la prova del
cuoco che preparava le Melanzane alla Parmigiana mentre con l'altra mano
ricamava uno splendido golfino...
Morphelix - Maccosacazzo...QUOZER! Che minchia di programmi gli hai
caricato?!?!?!
Quozer - Perchè...OPPORC...TINMARTRINITY! Hai ancora mischiato le tue
cassettine per la cucina e per il ricamo con quelle dei programmi di
allenamento!
Morphelix - Hmmmmm...ma chi me lo fa fare, a me...facciamo così,
Quozer...caricagli il programma di Kunfù, andiamo dentro insieme e gli
insegno io due cosette...
Poneo - Ehy, non adesso...HO I PEPERONI SUL FUOCO! Cos' è questa sedia?
Perchè ha un buco sul cuscino per la testa?
Quozer - Quella non è per te...quella è di Morphelix...la tua è
questa...
Poneo - Hmmmmm...epperchè io il buco ce l'ho qui, sotto il
cu...aaaAAAAAAAAAAAH!..........................
Morphelix - Ok, è dentro...
Dentro "Matrics"...
Poneo - OE', ma un modo diverso per insegnarmi il kung fu non c'è?
Chessò, un corso per corrispondenza, due lezioni private...per forza
'sto spinotto nel culo?
Morphelix - Oh, non ti preoccupare...qui, dentro Matrics, niente è come
sembra...per esempio: credi che sia aria, quella che respiri?
Poneo - Morphè, avrai mica scureggiato?
Morphelix riempì Poneo di legnate...
Poneo - Ahiahiahi...un po' violente, 'ste lezioni, eh? Ma senti un po',
perchè ti sto così a cuore? Cioè, perchè il Kunfù non lo hai insegnato a
Tinmartrinity?
Morphelix - Non ha voluto...dice che gli si spezzano le unghie...eppoi
tu sei il Prediletto...
Poneo - Il Prediletto di chi?
Morphelix - Ora lo andiamo a conoscere...
Poneo - E chi è, che andiamo a conoscere?
Morphelix - L'ORACULETTO....
Poneo - OE'! Io dall'Oraculetto non ci voglio andare!
Morphelix - Devi...perchè sei il Prediletto..
Poneo - Ancora, co 'sto Prediletto! Ma Prediletto da chi, e per fare
che? Che qui siete tutti i strani...
Morphelix - Quozer, mandaci dentro Matrics...
In macchina, dentro Matrics...
Poneo - Tinmartrinity, tu ci sei mai stata da 'sto Oraculetto?
Tinmartrinity - Si, una volta...
Poneo - E che ti ha detto?
Tinmartrinity - Non te lo posso dire...però mi ha regalato un bel paio
di mutande di filanca!
Poneo - Eh, figurati...
Dall'Oraculetto...
Morphelix - Poneo, da qui in poi vai avanti tu, io non voglio
veder...non posso entare.
Poneo - Perchè? Aò, niente scherzi, eh!
Oraculetto - Cucùùùùùùùùùù...Poneuccio...vieni qui...
Un quarto d'ora dopo, riacchiappato Poneo e spinto a forza nella stanza
dell'Oraculetto...
Oraculetto - Dove te ne sei andato, cattivone?
NONMELODIVENONMELODIVENONMELODIVE! Sei scappato via, eh? Avevi pauva di
me?
NONMELODIVENONMELODIVENONMELODIVE! Ma io non le faccio, quelle
cosacce...Adesso staccati dal soffitto e vieni giù, che ti devo leggeve
il fuduvo..
Poneo - Stai fresco! Io da qui non mi muovo...eppoi, si dice FUTURO, non
FUDURO...
Oraculetto - Secondo me, tva un po' si stacca il lampadavio...
SBADABRANG!
Oraculetto - Te l'avevo detto, io..
Poneo - TACCITUA! Tu non sei un oracolo, tu porti sfiga!
Oraculetto - Ova ti leggo il fuduvo...
Poneo - F-U-T-U-R-O!
Oraculetto - Allacciati le scavpe...
Poneo - Ma...ho i mocassini...
Oraculetto - Hmmmmmm, quante stovie! Geloso di culo, fvocio sicuvo, non
lo sai? Vabbè, pvendi un biscottino...
Poneo - Un biscottino? Dove?
Oraculetto - Li, nell'angolo...vicino alle boccette di succo di
fvutta...
Poneo - Che strano succo di frutta...è verde
fosforescentaaaaAAAAAAAAHAAAAIAHHHhhhh!!
Oraculetto - Et Voilà! Le Fuduv!
Poneo - Bastardo...prendermi così, con l'inganno...
Oraculetto - Comunque, ova so...
Poneo - Chessai? Che non sono il Prediletto? Me lo potevi chiedere, me
lo potevi...io lo sapevo già...
Oraculetto - Povevo Movphelix...salutamelo, è tanto che non lo vedo...
Poneo - E ti credo...vabbè, ti saluto pure Tinmartrinity...
Oraculetto - Oh, ma lui viene spesso...
Poneo - Non ne avevo dubbi...
Oraculetto - Ciao, Poneuccio...e mi vaccomando, attento alle
pigne...VIVA IL FUDUVO!
Poneo - FUTURO! Come te lo devo dire?
Oraculetto - Beh, il mio Fu Duvo...pevchè ova non lo è più!
La via del rientro...
Poneo - Morphelix vuoi conoscere la predizione che mi ha fatto
l'Oraculetto?
Morphelix - MAPPERCARITA'! Vuoi farmi vomitare?
Tinmartrinity - Raccontala a me!
Poneo - Tirati la, tu...toh, è passato Cagliostro...Hm? Un'altro
Cagliostro? Deja vu...
Morphelix - CHEMMINCHIAHAIDETTO?
Poneo - Oè, nevrastenia, chetti prende? Ho solo detto "Deja Vu"
Tinmartrinity - aaaaaaaAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHH!
Poneo - Ma che c'ha, 'sta matta?
Morphelix - Un deja vu in Matrics si ha quando l'agente Simith sta
entrando...
Poneo - E tutte le volte che quello tromba, a voi viene una crisi
isterica?
Morphelix - Tinmartrinity, porta via Poneo! Lui è il prediletto!
Poneo - Cos....Hey, giù le mani, tu! DOve mi porti? E' Morphelix?
Lasciami, LASCIAMIIIIIIIiiiiiii.....
Dentro la "No Buco Disonorato"...
Poneo - Hey! Staccatemi 'sto spinotto dal culo! Che è successo? Dov'è
Morphelix?!?!?!
Quozer - E' rimasto dentro per salvare te...e ora l'agente Simith l'ha
catturato...povera stella...
Poneo - Vabbè, mi dispiace...staccatemi il cavo RGB dal culo e datemi la
supposta blu, che voglio andare a casa...
Tinmartrinity - Ma non possiamo lasciarlo in balia dell'uomo nero!
Poneo - Non sono affari miei, io non sono il Prediletto! Quozer, mi
sfili via 'sta presa Scart?
Tinmartrinity - Non, non è vero...non può essere...a me l'Oraculetto ha
detto che io mi sarei innamorata del Prediletto...
Poneo - Embè? Che vuoi dire? Quozer, 'sto Pin Jack?
Tinmartrinity - VUOL DIRE CHE SE ADESSO NON CORRI A SALVARE MORPHELIX TI
CHIUDO A CHIAVE IN CAMERA MIA E ABUSO DI TE.
Poneo - Quozer, quanto cazzo ci metti? DEVO SALVARE MORPHELIX!
Quozer - Ok...di cosa hai bisogno?
Poneo - DI buco di culo...
Tinmartrinity - Ecco qua!
Poneo - Azz...tirati su le braghe...di fortuna, intendevo. E di armi.
Tante armi, Quozer...
Quozer - Che tipo di armi?
Poneo - Vediamo...un ANAL INTRUDER, ad esempio...e poi, dei vibratori a
pile, un paio di fruste...
Tinmartrinity - Che bello! Mi ricorda la festa per il mio diciottesimo
compleanno!
Poneo - Oggesù®...
Intanto, in Matrics...
Agente Simith - Ebbravo Morphelix...hai trovato lo Scendiletto, eh?
Morphelix - PREDILETTO, coglione...
Agente Simith - E' uguale...ma non ti servirà...noi siamo troppo
forti...crearci è stato il vostro sbaglio più grande...dovevate capirlo
che avremmo preso il sopravvento...eppure i segnali c'erano: non
vincevate più al solitario, il server per giocare a Dama online era
sempre giù, dalla rete non si scaricava più un MP3 decente...e poi,
tutti quei siti porno...siete fissati col sesso...noi, invece, non ne
avevamo bisogno...
Morphelix - Ecco, ci mancava pure "L'invasione delle macchine
onaniste"...
Agente Simith - Scherza, scherza pure...e comunque, avete finito per
contagiare anche noi...adesso, non puoi distrarti un'attimo che c'è
un Worm che tenta di entarti nel Backdoor...molti sono stati infettati,
e da agenti sono diventati Back Orifice...io vivo nel terrore...
Morphelix - E lo dici a me, con Tinmartrinity a spasso per la "No Buco
Disonorato"?
Agente Simith - Ma ormai, grazie a te che sei qui, troveremo la vostra
base...basterà chiamare l'agente Yoruno che traccerà i vostri IP, e
tutto
sarà finito...
Nella Hall...
TRATTATTATATATATATATATTA! SBRANG! BANGBANGBANG! TUTUTUM! STUMP SMACK
CRASH! BOOOOM BOOM BOOM! SDENG!
Poneo - Tinmartrinity! Abbassa 'sto cazzo di stereo! Quando ho detto di
travestirti, non intendevo dire da rapper!
Tinmartrinity - Ok, scusa...ma com'è che non c'è nessuno, qui?
Poneo - 'Azzo ne so, io? Quozer, sei sicuro di averci mandato nel posto
giusto?
Quozer - Fzzzz....n so...fzzz...nziona 'n caz....prrrr...fzzz...lcosa
interfer....fzzzzz...col GPRS....
Poneo - Tin, spegni quel cazzo di vibratore...
Tinmartrinity - Uff...che mi hai portato solo per canzonarmi?
Poneo - IO TI HO PORTATO? Mi ti sei attaccato come un gatto morto agli
zebedei! Quozer, ora mi senti?
Quozer - Si...Morphelix è all'ultimo piano...
Poneo - E come ci arriviamo?
Quozer - Adesso carico a Tinmartrinity il programma "MANOLO" e
"SECTORNOLIMIZ"...
Cinque minuti dopo, in cima all'edificio...
Timartrinity - Uff...che sfacchinata...non capisco, lui è il Prediletto,
e io mi devo arramp...PONEO! Che ci fai qui? Come hai fatto a salire?
Adesso voli?
Poneo - No, idiota, c'è l'ascensore...
Tinmartrinity - Mapporc...hai trovato Morphelix?
Poneo - Si, l'ho trovato...
Tinmartrinity - E dov'è? L'hai salvato?
Poneo - Si, questa cippa...è sul palazzo di fronte...Quozer ha sbagliato
numero civico...
Tinmartrinity - E adesso? Come si fa?
Poneo - L'agente Simith è fuori...proviamo a chiamarlo insieme...uno,
due...E TRE!
Tinmartrinity - IUUUUUUUUUUUUUUUUUuuuuuuuuuHHUUUUUUUUUUUUUuuuuuuuuu....
MORPHELIXUUUUUUUUUUCCIOOOOOOoooooo.....
Poneo - Ma cristiddio....
Morphelix - Hmmmmm? Ragazzi! Mi siete venuti a salvare? Sono
commosso...lo sapevo che tu eri il Prediletto, Poneo...
Poneo - Si, vabbè, ce la fai a saltare?
Morphelix - Ci provo...qua sono più strani che da noi...
Poneo - Più strani di Tinmartrinity? Non ci credo...
Morphelix - Ok...allora e uno...e due...
Agente Simith - COSACAZZOSUCCEDEQQUI? Uno non può andare un attimo a
svuotare il cestino...Agente Wowbagger, lo faccia cadere!
Agente Wowbagger - ALABARDA SPAZIALE! FIAMMA DI MEGALOPOLI! COLPO DELLA
GRU ROSSA DI NANTO!
Agente Simith - AGENTE WOWBAGGER! LO SCHWANSTUCK TELESCOPICO!
Poneo - Merd...non ce la farà! Salto pure io!
Tinmartrinity - NO, TU NO! Non mi lasciare qui da sola!
Poneo - E oooooOOOOOOPPPPP....la! Preso! Come stai, Morphelix?
Morphelix - Te lo dico quando arriviamo a terra....
Centoquarantasette piani più sotto...
Morphelix - Bedda Matrics, che botta...Poneo, tutto ok?
Poneo - Insomma...mi ha preso al volo Tinmartrinity...
Morphelix - Embè? Non sei contento?
Poneo - NO! Mi ha preso senza mani...
Morphelix - EEEEEeeeeeehhh...quante storie...Quozer dacci un'uscita!
Quozer - Non adesso, sto cagando!
Morphelix - QUOZER!
Quozer - E va bene, va bene! Guarda tu...andare in giro col culo
sporco...nel palazzo di fronte a voi, stanza 23!
Tinmartrinity - 23, Bucio di culo!
Poneo - Uff...
Morphelix - Andiamo!
Stanza 23...
Morphelix - Tinmartrinity, vai prima tu!
Tinmartrinity - Etti pareva...e voi qui a divertirvi...FUP!
Morphelix - Ora vai tu, Poneo...
Poneo - Un momento, che mi si è slacciata una scarpa...
Morphelix - Vabbè, allora vado io, che mi 'sto pisciando addosso...
Poneo - Ok...
Morphelix - FUP!
Poneo - Ecco...ora vado io...cos...OE! Che d'è, è caduta la linea?
MAPPORC...mi tocca chiamarli col telefonino, che spendo una cifra...
Tinmartrinity - Risponde la segreteria di Tinmartrinity. Sono
momentaneamente a novanta gradi, se ti sbrighi mi trovi così...
Poneo - Uè, Culo, piantala di dire fregnacce...quà il telefono è
occupato! Che minchia succede...
Tinmartrinity - Oh, Poneo, se tu? Boh...mo chiedo...Morpheeeeeeelix?
Poneo dice che il telefono è isolato...cosa?!?!?! Hem...Poneo?
Poneo - Che è successo?
Tinmartrinity - Mi dispiace, ma i topi hanno rosicchiato la linea del
telefono...adesso chiamiamo la TZM...
Poneo - La TZM?
Tinmartrinity - Si, la Telecom Zion Mobile...
Poneo - ECCHEDDUEPALLE! Vabbè, vi aspetto qui! Ma tu guarda se devono
capitare tutte a me...
Agente Simith - Già...lei non è molto fortunato, signor Caballero...
Agente Simith - Adesso le do un fracco di legnate, signor Caballero...la
sconquasso di nocchini...la mazzuolo bene bene...la pesto come l'uva
passa...
Poneo - Non mi fai paura, sottospecie di Man in Black...
Agente Simith - VIENI QUI, DOVE CAZZO SCAPPI??
Sotto la metropolitana...
Controllore - Biglietto, prego...
Poneo - C'HO L'ABBONAMENTO! FERMA QUELLO DIETRO, CHE C'HA I BIGLIETTI
PLURITIMBRATI!
Controllore - Cos...aspet...
Agente Simith - ...ta un att...CUCU'!
Poneo - Bell'effetto...comodo, per giocare ai quattro cantoni...Va bene,
l'hai voluto tu...ANAL INTRUDER!
Agente Simith - Niente...c'ho GENIUS che mi controlla le porte...
Poneo - VIBRATORE SUB SEVEN!
Agente Simith - Nonono...c'ho il NORTON ANTIVIRUS...
Poneo - FRUSTA SPYWARE!
Agente Simith - Nada...c'è il firewall...
Poneo - Uff...mi tocca usare il Kunfù che mi ha insegnato Morphelix...
Dopo un quarto d'ora di legnate...
Poneo - Va bene, va bene, basta...che minchia vuoi, si può sapere? Il
numero
di telefono di Tinmartrinity? L'indirizzo di casa di Morphelix?
Agente Simith - Siiiiiii....così, finalmente, li posso distruggere e
andarmene a fare due telline al mare...
Poneo - COS...E IO, SONO DUE SETTIMANE CHE LO PRENDO NEL DIDIETRO PER UN
PO'
DI TELLINE? MAVAFFA' NTOO' CULO...
Agente Simith - Hey, non spingere...ODDIO, LA METROOOOooooo....SPLAT!
Poneo - Mariiiiia, che schiiifo...Quozer? Mi senti?
Quozer - ...........
Poneo - QUOZEEEER?!?!?!
Quozer - ALLORA, MI FATE CAGARE IN QUESTO SERIAL A PUNTATE O NO!??!?!?!
Poneo - Eh ma cazzo, prenditi una cosa! Ho bisogno di evacuare...
Quozer - Ecco, bravo, pure io...
Poneo - UN'USCITA QUOZER, HO BISOGNO DI UN'USCITA!
Quozer - Uff...a due isolati, in cima al palazzo di mattoni rossi...
Poneo - Ok, vado...
Dopo dieci minuti, nel palazzo di mattoni rossi...
Poneo - Ufff...e ti pareva che era un edificio con l'ascensore? 15 piani
a
piedi...ho la lingua secca come l'uccello di Yoruno...mi ci vorrebbe
qualcosina da bere..Hey! Che c'è lì nell'angolo? Una boccettina...Sarà
buona
da bere? Che c'è scritto, sull'etichetta? SUPPERIL....
Agente Simith - TA-DAAAAAAAAAANNNN! [ SBADABRANG! ]
Poneo - AAAAAAaaaaaaaAAAAAAAAAAAHHHHHHHHhhhhhhhh.........
Agente Simith - HAHAHAHAHAHHAHAHAHAHAHAH...MI DISPIACE, SIGNOR
CABALLERO, MA
EVIDENTEMENTE NON ERA COSI' FURBO COME CREDEVA....HAHAHAHAHAHAHHA...
Morphelix - Oddio...se l'è...si, insomma...Quozer, è morto?
Quozer - Beh, stava meglio prima...
Tinmartrinity - ODDIO, NO! Non può essere! Poneo, tu non puoi morire!
L'Oraculetto mi disse che io mi sarei innamorata del Prediletto...e io
TI
AMO, PONEO! IO TI AMOOOOOOOOOOooooooooooo.........
Poneo - ......
Tinmartrinity - Sigh...Sob...Non mi puoi lasciare così...
Poneo - ......
Tinmartrinity - Sigh...Sob...Poneo...Vuoi che ti baci?
Poneo - Cristiddio...
Morphelix - E' VIVO! E' VIVO! E' VIVO VIVOOOO...
Tinmartrinity - E ti pareva...
Agente Simith - Cos...ma come può essere...
Poneo - Minchia, che dolore...ma adesso mi sono rotto...e le pasticchine
di
lassativo...e gli spinotti nel culo...e l'Oraculetto...e sulla "No Buco
Disonorato" bisogna camminare con le spalle attaccate al muro...e adesso
pure tu...e che mi avete preso, per la Caritas dei culattoni? Adesso ti
sistemo io...
Agente Simith - Oè, signor Caballero...niente di personale...mi lasci i
pantaloni, su...evvia, che uomo di poco spirito...no, le mutande
no...tra
noi si scherzavaaaaaaAAAAAAAAAAHHHHhhhhh...
Tinmartrinity - BEDDA MATRICS! Che stallone...
Morphelix - Povero Agente Simith...
Due giorni dopo. In piazza, dentro Matrics. Telefono pubblico.
Poneo - Ascoltate gente. Basta pasticchine rosse e basta suppostone blu.
Via
gli spinotti dal culo. Ora potrete rigiocare al solitario, e vincere,
qualche volta. Adesso il server della Dama online funziona, e da
internet si
scaricano di nuovo MP3 decenti. Basta Back Orifice e basta Backdoor. Se
qualcuno da oggi in poi vi entrerà nel culo, è perchè siete dei
bulicci...
[ CLICK! ]
Poneo - Uff...e anche questa è fatta...adesso devo farmi controllare
questa
gastrite, che col buco rialesato non controllo
la spinta verso l'alto[PROOOT]ooooOOOOOOOOooooo.......
Titoli di coda - Thanks to Lord Yoruno (Agente Yoruno) - Wowbagger
(Agente
Wowbagger) - Quozzamax (Quozer)
...
...
...
...
...
...
...
...
...
...
...
...
...
...
...
...
...
...
...
...
...
...
...
...
Agente Simith - ...Hmmmm...che male...se ne sono andati tutti? Guarda
che
casino...ma non finisce qui...
Monitor del PC - Riavviare il sistema?
Agente Simith - Eccerto, che riavvio il sistema...Matrics Riloaded...
Continua........?
Il
dolcetto di marzapane
Mimmo era sempre stato un bambino povero, e il suo abbigliamento
dismesso lo dimostrava.
Quella magliettina Lacroste la portava ormai da anni, e per togliersela
doveva farsi aiutare da Simone.
Praticamente, non la lavava, scolpiva via la sporcizia. I suoi pantaloni
erano in realtà un costume che
aveva fregato due anni prima a suo zio Gianni M., una volta che aveva
porato uno dei suoi amichetti
a fare il bagno nudo al lago. Lo zio JM, come lo chiamava Mimmo, era
culattone, e in paese lo sapevano tutti:
non si perdeva occasione di pigliarlo per il culo (in senso lato
ovviamente...nel senso che da quel lato ce lo pigliavano tutti...), come
quella volta che alla Sagra del Cetriolo, in paese, Juri l'aveva fatto
arrampicare a testa
in giù sull'albero della cuccagna per prendere i salamini al contrario.
Dodici, ne aveva presi, prima di scendere,
e Juri ci era rimasto un po' male. Per questo non vedeva di buon occhio
Gianni.
Insomma, Mimmo ci aveva su i pantaloncini dello Zio JM, quelli con la
retina che quando ci prendeva le folate
di vento camminava in punta di piedi per un quarto d'ora. Glieli aveva
fregati anche per altri due motivi: con la
retina, se li rivoltava, ci pigliava pure le rane, quando aveva tanta
fame, e in più la collezione di grilli vivi che
ci teneva dentro poteva respirare.
- "ESCI DI LI', QUAGLIO'!" disse Mimmo scrostandosi la retina dei
calzoncini dal culo. Quagliostro era il suo grillo più vecchio, ed anche
il più bastardo: non appena faceva un po' di freddo, si infilava nella
tana, lasciando gli altri coinquilini fuori al gelo.
- "TIRA VIA QUELLA LINGUA DALLA VETRINA, TERUN!" gli gridò Bartolomeo
Slarfast, il padrone della pasticceria, di origini russo-esquimesi: per
lui erano tutti terroni. Slart si era accorto di lui a causa del suo
battibecco con Quagliostro, ed era uscito dal negozio allentando al
malcapitato una botta con la pala per
infornare i dolci che aveva scaraventato Mimmo ad un paio di metri di
distanza...
- "E VA A LAURA'!"
- "Mattùgguarda stostronzo..." disse Mimmo massaggiandosi il ficozzo
che gli stava crescendo sulla testa,
e sul quale i pidocchi avevano già cominciato a fare le scalate.
- "Ah, ma tanto te ne pentirai...prima o poi te lo frego, quel fiordo
di marzapane che tieni li in vetrina, vecchiaccioù
maledetto!"....
<continua>
I Tre
Fratellini
Martino Telecomitaliamobile, chiamato TIMmartin dagli amici, aveva tre
nipoti: Qui, Quo e Von Felix.
In realtà, Von felix non si chiamava così, ma Qua. Il nonno gli aveva
dato questo soprannome perchè
ogni volta che doveva chiamarlo, succedeva un casino:
- "Qua, vieni qui..." e arrivavano in due.
- "Qui, vieni qua..." e arrivavano in due lo stesso. E allora aveva
deciso di chiamarlo Von Felix, come il barone
di cui si era innamorato durante i sedici anni passati nella legione
straniera. Era proprio il Barone che gli aveva
insegnato a rialesare i buchi, ed era a lui che doveva quindi la sua
sfolgorante carriera di tornitore.
- "Von, vieni qui!" e arrivavano in due. I problemi, dunque, non erano
risolti. Anche Qui e Quo avevano un
soprannome: Qui si faceva chiamare El Caballero, e Quo si faceva
chiamare Simone. Per dirla tutta, solo tra di loro si chiamavano così,
perchè, diciamoci la verità, Qui e Quo erano proprio due nomi da
coglioni...
- "Arrivo, nonno...". Von Felix era il più piccolo dei tre, e anche il
più buono, cosicchè doveva sorbirsi tutte le angherie dei suoi fratelli.
Ogni cosa che succedeva in casa era colpa sua, visto che Qui, il più
paraculo, aveva sempre alibi pronti, e quando la colpa era di Qua, Qui
si faceva sempre suo avvocato per discolparlo. Insomma, un Qui pro Quo.
E Von Felix era pure quello che doveva occuparsi del nonno, mentre gli
altri due si sganasciavano dalle risate leggendo i newsgroup o giocando
alla Playstation.
- "Vooooooon, mi porti le ciabatte?", se il nonno si doveva alzare.
- "Vooooooon, mi passi il pappagallo?", se il nonno doveva pisciare.
- "Vooooooon, mi tiri il mandrino?", se il nonno lavorava al tornio.
- "Vooooooon, mi porti un cambio?", se al nonno partiva uno smataflone
che si cagava le mutande, i pantaloni e i pedalini di flanella sfumando
il materasso di un caldo color ocra e ridipingendo a spruzzo la parete
di fronte.
Perchè, in realtà, il vero problema del nonno era questo: la diarrea a
propulsione.
L'unico modo per arginare le piene, era infilargli a quattro a quattro
supposte nebulizzanti in grado di trasformare il Blob marrone i gas
intestinale. Cioè, l'odore rimaneva, ma almeno i colori che circondavano
il nonno restavano invariati.
- "Vooooooooooooon, ho finito le supposte!"
Terrore.
A lasciare il nonno senza supposte si rischiava un'onda anomala di merda
che avrebbe ridipinto mezza casa, e per pagare l'imbianchino, che per
un'operazione del genere veniva vestito da Palombaro per non sentire il
tanfo, bisognava accendere un mutuo. Ma anche andare in Farmacia
a comprare le supposte non era una passeggiata.
Gaetano Paralachiappa (detto Tano), il proprietario della Farmacia, era
un personaggio. Quella di infermiere non era stata la sua prima
professione: per venticinque anni aveva fatto il macellaio. Per questo,
tutti lo chiamavano Tano Pio Bove. Aveva la fama di saper fare le
punture senza neanche farti accorgere che nel frattempo ti trombava la
moglie. Le supposte, quelle erano un'altra cosa. Quando ti mettevi giù
alla pecorina, a Tano venivano in mente i tagli di Lombo della sua
gioventù, e la sua mano diventva un po' pesante. Praticamente,
appoggiava la capocchia della supposta all'entrata, e poi ti allentava
uno sberlone come quelli che dava alla carne per farla frollare. La
supposta entrava ad una velocità tale che non veniva assimilata
dall'intestino, la digerivi.
Insomma, Von Felix era un po' intimorito da Tano.
- "Qui, Quo, io vado in Farmacia a comprare le supposte per nonno
TIMmartin. Ci vediamo dopo!"
- "Se non ci vediamo, speriamo sia per colpa tua...", gli rispose Qui.
I due fratelli stavano giocando con la Scacciacani appena acquistata coi
soldi rubati dal maialino di coccio del fratello minore. L'operazione
non aveva avuto niente da invidiare a quella di un vero chirurgo: Qui
aveva inciso il maialino sulla pancia che si era diviso in due perfette
metà, subitamente reincollate con l'Attac...
La pistola riproduceva nei minimi particolari una Colt Python: un buco
come un pugno in ingresso, un buco come un palmo in uscita...ma questa
qui, chiaramente, non faceva buchi. Era solo una scacciacani, faceva
solo rumore, con i suoi proiettili. Con i SUOI proiettili.
- "Caballè, peròccheppalle, 4o Euri e fa solo rumore!"
- "A Simò, sei il solito coglione...certo che fa solo rumore, se
utilizziamo i proiettili suoi. Noi, però, i proiettili ce li facciamo di
gesso..."
- "Fico! Ma, senti un po'...come facciamo a dare al gesso la forma dei
proiettili?"
- "L'ho sempre detto, io sono la mente, e tu lo stronzo..."
- "Ma non era il braccio?"
- "Lascia stare...senti, guarda qua: ho rubato al nonno la scatola
delle supposte! Noi prepariamo il gesso, lo coliamo in questi stampini
e....ET VOILA'! Un intero caricatore di colpi di gesso!"
ANNUNCIAZIONE
(non mi si è incastrarto il cazzlock, un'annunciazione in piazza va
urlata...)
...PER TIRARE SU IL MORALE (e altro...) DELL'AMICO YORUNO, IL QUI
PRESENTE CABALLERO NELLA SOTTOVESTE (nun rompete, c'avevo solo
questa...) DEL VICE CIAMBELLANO, ORGANIZZA PER QUESTO POMERIGGIO IL
PRIMO PORNO.RAVE.PARTY DI TIU! L'ENTRATA E' GRATUITA, PER PERMETTERE AD
AMICI, PARENTI, FRESCONI, TROLL E RAGAZZE (soprattutto se gargonze...)
DI ACCORRERE NUMEROSI ED ASSISTERE AGLI INCREDIBILI SPETTACOLI CHE VI
VADO A PRESENTARE:
ORE 15.30: - Si esibirà il nonno Manzotinmartin nello spettacolo "GUARDA
CHE PEZZO DI MANZA!", in tutù e guepier nera.
ORE 16.00: Il noto presentatore, MICHELALFONSO BONGIORNO, insieme alla
nota
soubrette SIGNORA DEGLI ANELLI, presenterà direttamente da Washington DC
(dietro casa, of course...) il quiz "LA MINCHIA DELLA FORTUNA".
Concorrenti:
Skipper, Luca Nick Di Verso e Sovie. GIRA LA MINCHIA, GI-RA-LA!
ORE 16.30: - Franco Califanes eseguirà col culo, dopo aver mangiato un
piatto di borlotti, la nota canzone "TUTTO IL RESTO E' SOIA" di
Califanes - Caballero (modestamont...)
ORE 17.00: - Il Gatto Caglione, nudo e senza ciabatte, proporrà il
balletto sulla piastra dal titolo: "IL GATTO SUL LETTO CHE SCOTTA"
ORE 17.30: - Il sottoscritto CABALLERO delizierà il gentil pubblico, ma
soprattutto quello femminile, entrando NUDO nella gabbia dei leoni e
domandoli, UNO AD UNO, utilizzando la sua frusta! (A metà spettacolo
interverrà Laurik che farà lo stesso, ma, speriamo, utilizzando la
frusta del Vice Ciambellano...)
ORE 18.00: - Grande musical in onore del nostro amato LORD YORUNO: "CATZ".
Partecipano, in ordine di grandezza dello schwankaiser: WOWBAGGER, EL
CABALLERO, VON FELIX, CAGLIOSTRO, TINMARTIN, CAIFANES, RADIO PIGIAMA E
BORIS ABITO.
ORE 18.30: - Sit com per Gay: "L'ABITO si fa il monaco". Nella parte del
potagonista BORIS ABITO. Il monaco, ahilui, verrà estratto a sorte tra i
gnubbi...
ORE 19.00: - Anteprima televisiva assoluta per TIU, la puntata numero
zero
della ficTIUon "SQUADRA DI PULIZIA", dove il tenente QUOZZAMAX dovrà
cercare
l'assassino del povero SUPPAMAN trovato morto vicino ad una boccetta di
VETRIL. Nella parte del tenente QUOZZAMAX reciterà NEMBOMAN (chi vi
aspettavate?), mentrè nella parte del supereroe mantellato SIRMITHRAS!
ORE 19.30: - Almanacco del giorno d'OPPIO: "Come rullarsi le canne
cucinando
nel frattempo le uova al tegamino" a cura di QUOZZAMAX
ORE 19.55: - Cartoline da Chaberton. Conduce Luca Enrico NICK DI VERSO
ORE 20.00: - Film in prima TIU: "TESORO, MI SI SONO RISVEGLIATI I
RAGAZZI"
con RADIO PIGIAMA e ELEONORA. E' la storia di un pover'uomo che non
riesce a
dormire a cusa dei suoi due gemelli neonati. Il finale sarà tragico: la
moglie rimane incinta di nuovo.
ORE 21.00: - Meteo: "VENTI CONTRO VENTI" In studio: SKIPPER e CAIFANES
ORE 21.30: - Rubrica agricola "FIORDI DI CAMPO". Conduce SLARTF...SLARTBAF..SRTLART...chi
vuole condurre, me lo dica, che lo metto in
onda...
Tutti quelli che volessero partecipare (e che mi sono scordato perchè ho
scritto di nascosto, visto che avrei dovuto lavorare...) possono
inserirsi
dopo le 22.00. I bagordi andranno avanti fino a notte fonda...
La lastra
- "Simone, tocca a te!" urlò il capitano J.A.Mink.
Ma tanto Simone lo sapeva già. Ieri era toccato a J. Uri, il giorno
prima al "barone", a Von Felis. E oggi a lui.
Erano otto mesi che andava avanti 'sta storia, ma almeno ne mancavano
solo due, all'alba... Naja di merda. Per fortuna c'erano con lui i suoi
due amici di sempre. Oddio, non che la cosa gli evitasse le angherie
degli altri commilitoni, anzi.
Cominciavano a prendere per il culo uno di loro (ma mai lui, perprimo...)
e finivano col "nonnizzarli" tutti e tre, anche adesso che per anzianità
i nonni erano loro. C'era addiruttura gente che aveva firmato, per
pigliarli per il culo.
Insomma, i "nonni" li sfottevano, e, un po' per vendetta e un po' per
scaricare lo stress, J. Uri e il Barone si rifacevano su Simone. Però
non allo stesso modo, mai. Come l'altro giorno, quando per scherzo gli
avevano fatto trovare uno scarafaggio nella minestra e J. Uri e Felis,
per vendetta, avevano infilato nel piatto di Simone tutta la collezione
di Stercorari del Borneo del tenente Martino Tin, con palline di merda
annesse. Trecentoventisei esemplari in tutto. In effetti la collezione
era quasi completa, ne mancavano un paio al massimo. Per questo non li
misero direttamente nel piatto, ma svuotarono le teche direttamente nel
pentolone del rancio. Il tenente, incazzato come un licaone, per
punizione fece finire la cena a Simone, prima di dargli tre giorni di
consegna.
Insomma, la vendetta era sempre amplificata. Se i nonni chiudevano J.
Uri e Felis negli armadietti e ci infilavano le monetine per fargli
cantare l'Inno Nazionale, Simone veniva infilato nel comodino del
caporale Al Fonso, gli si tiravano dentro dieci euri in monetine da due
centesimi precedentemente rese incandescenti e lo si obbligava a cantare
tutto il repertorio di Nilla Pizzi, per un totale di settantaquattro ore
e ventidue minuti di musica.
Se J. Uri e Felis venivano sveglaiti nel cuore della notte perchè gli
avevano infilato dei fiammiferi tra le dita dei piedi e poi li avevano
accesi, Simone veniva sbalzato a trenta metri dalla branda a causa
dell'esplosione dei sedici Magnum che i suoi due amici avevano
sapientemente incastrato tra le falangi delle sue estremità.
Se gli altri camerati organizzavano "la notte di botte" mettendo le
saponette all'interno degli asciugamani che poi roteavano sulla testa
per terminare sul corpo addormentato dei tre, a Simone venivano
liofilizzati gli zebedei a colpi di blocchi da sei chili di sapone di
marsiglia infilato nel telo mare della Sig. Ceres, sottotenente di
fregata, così grande che i poveri ragazzi dovevano rotearlo i due, per
quanto era forte la forza centrifuga.
Se ogni tanto, durante le docce, qualcuno esclamava "Oooops, mi è caduta
la saponetta...J. Uri (o Felis, a seconda...) me la raccogli?" e PATAPAM!
ti arrivava da dietro il simpaticone di turno a fare il gioco della
cavallina nuda, quando era il turno di Simone i suoi due amici
riempivano il pavimento del bagno di Douss Douss liquido che il
disgraziato doveva tirare su col cucchiaino, dando il tempo a mezzo
reggimento di sfogare le sue frustrazioni sessuali sul malcapitato.
Insomma, la cosa era diventata quasi fisiologica...se i due venivano
richiamati, Simone scontava tre giorni di cella di rigore, se ai due
facevano male i piedi per la marcia, Simone veniva ricoverato per
intenso accumulo di acido lattico con versamento, se al Ponyllero (J.
uri) e al Barone le mutande di lana gli arrossavano il didietro, Simone
doveva farsi operare per togliere le emorroidi a grappoli, se in due
avevano gli orecchioni, a Simone se lo inculava tutto il battaglione
degli incursori del presidente.
Quindi, si aspettava qualcosa, ora che era il suo turno di stare sotto
allo schiaffo del soldato. Paziente, attese che venne il turno dei suoi
due amici mentre tutti e seicentoquarantatrè i commilitoni di Forte
Tispano (più qualche ufficiale in borghese e gente di passaggio, che,
visto che si trovavano...) gli assestavano delle mazzate tremende sulla
mano. Lui si girava e diceva "J. Uri, sei stato tu?" e tutti in coro "NOOOOOOOOOoooooooooooooo........."
e PATAPAM, altro pizzone.
"Felis, sei stato tu"?" e tutti "NOOOOOOOOOooooooooooooo...........".
Simone si rigirava, metteva la mano sinistra sotto l'ascella, la destra
di lato al viso per non vedere chi lo mazzolava e PATAPAM! via con i
pizzoni.
Finalmente, venne il turno di J. Uri. Il bastar...l'amico era stato in
piedi tutta la notte a svitare le ante dell'armadietto suo e di quello
dei suoi due amici, che aveva poi avvitate insieme ad arte. Aveva così
creato una lastra di ferro di un metro per tre pesante quasi settanta
chili, che ora correva a tirare fuori da sotto il suo letto...
- "Sei pronto, Simone?" disse Felis mentre J. Uri tornava.
- "Si, andate, andate, che stavolta vi tano..."
J.uri e Fon Felis afferrarono insieme la lastra di ferro, che
riuscivano a sorreggere a stento, e cominciarono a roteare dapprima
lentamente, mentre la forza di gravità faceva il suo lavoro e aumentava
esponenzialmente la velocità di roteazione dei due. Tutte le persone che
assistevano divertite, presagendo la catastrofe, cominciarono a correre
via.
- "Ma che cos'è questo vento..." Quelle furono le ultime parole che
disse Simone.
La lastra gli arrivò addosso ad una velocità di 16 g, scaraventandolo a
centoventi chilometri all'ora sul Manet appeso nell'ufficio del
terribile colonnello Max Quozza, a trecento metri di distanza.
Il povero Simone rimase in stato comatoso per quasi due settimane,
mentre i suoi due amici lo vegliavano, sciacquandosi di tanto in tanto
la minchia nelle sue flebo di glucosio.
Un bel giorno, mentre il dottore gli stava cambiando le bende sulla
faccia, il povero Simone aprì gli occhi, si girò a destra, si girò a
sinistra, sorrise al medico s gli disse:
- "SEI STATO TE!"
Spyrito
Gyno era piccolo. E tutti lo scherzavano. Per le dimensioni del suo
pene. A dir la verità non proprio tutti, lo scherzavano...solo Jury e
Symone. E non proprio per le dimensioni, più per la forma. Che poi era
così per colpa loro...cioè non era proprio colpa loro...ma andiamo con
ordine. A Mimmo, detto Gyno, piaceva la Ceresyna, la biondina vicina di
casa, e non perdeva occasione per spiarla un po', appena possibile...e
quando la spiava...strozzava il passeretto. Imbottigliava la biscia.
Soffocava il fungo. Chiudeva l'acqua. Attappava il cannone. Scaricava le
borracce. Sgonfiava i sacchetti. Insomma, si spippettava. E si
spippettava tanto, che gli facevano male le mani e poi non riusciva a
fare i compiti, e la maestra gli metteva il visto sul quaderno, e la
mamma per punizione non lo faceva uscire di casa, e lui dalla cameretta
spiava la Ceresyna e via daccapo.
Quel giorno però, a trovarlo erano andati Symone e Jury, detto El
Caballero perchè a carnevale la mamma gli metteva sempre addosso lo
scendiletto bianco a macchie marroni, che poi non era nemmeno di
cavallo, ma di mucca. El Mucchero, però, come soprannome faceva un po'
cagare. In realtà tutti volevano chiamarlo El Caballo, ma quanto Jury si
incazzava cominciava a smadonnare come un epilettico tarantolato in una
cesta di granchi, e così avevano optato per un tranquillo "El Caballero".
E, tra l'altro, la pelle sintetica (perchè mica era pelle vera...) a
Jury faceva pure reazione allergica, cosicchè per quattro giorni dopo
carnevale stava a casa col cagotto e la faccia gonfia come il culo di un
gibbone con le fistole anali.
Insomma, quando Symone e Jury entarono in camera di Mymmo, lo trovarono,
manco a dirlo, nudo con la mano dentro il marsupio a cui aveva fatto un
buco nel fondo. E da li lui...avete capito.
- "Mymmo!" urlò Jury. A Gyno, chiaramente, venne un colpo. Symone lo
riprese al volo mentre cercava di buttarsi dalla finestra sulla pianta
di Rododendro Africano Urticante. Preferiva l'eczema perenne, alla gogna
a cui lo avrebbe sottoposto la mamma. Nel tuffo era riuscito pure a
chiudere al volo la chiusura lampo del marsupio. E, che ve lo dico a
fare, si era quasi circonciso. Tre centimetri di pelle, volati via come
un coriandolo a febbraio. Jury, lesto come una faina, gli aveva messo
una mano in bocca ed un dito nel...vabbè...per distrarre Mymmo dal
dolore. Così, caricato sulle spalle di Jury e Symone come una damigiana,
lo portarono al bagno per disinfettarlo...
- "Adesso," disse Jury "Mymmo, tu reggiti con le mani alla tavoletta
del bagno mentre io ti spruzzo l'acqua ossigenata!"
Mymmo annuì, visto che Symone gli aveva infilato in bocca, per non farlo
urlare, due paia di pedalini usati da lui durante le partitine a Back
Gammon, che, notoriamente, lo facevano sudare a dismisura...
Jury prese dal mobiletto dietro lo specchio la boccetta dell'acqua
ossigenata, sfocando sol dito sudato la scritta a penna sull'etichetta
che ci aveva appiccicato la mamma di Mymmo e che diceva "spirito"...
L'aspirabriciole
"Voglio quello!" disse il piccolo Gyno indicando l'aspirabriciole da
tavolo allungando la sua piccola manina, con il piccolo indice proteso
verso il suo desiderio più forte da due settimane, sporgendosi in punta
di piedi sul bancone di "Trony".
Gyno Von Catrozzi, 8 anni, di Arluno, aveva letto su un giornale trovato
al parco di quell'uomo che era rimasto incastrato con l'affare nel
folletto aspiratutto, nell'intenzione di farselo...si,
insomma...."succhiare".
"Per forza," aveva detto "il folletto è troppo potente! Ci vorrebbe
qualcosa di meno...che so...un aspirabriciole!"
Gyno aveva lavato automobili per 3 Euro; aveva potato siepi per 2 Euro;
aveva raccolto cacche di cane per 1 Euro e mezzo per due settimane, e
ora aveva i ventiquattroeurovirgolasettantacinque che gli servivano per
comprarsi l'elettrodomestico.
"Dov'è la tua mamma, bel bambino?"
"BULICCIO!" Esplose Gyno. Non sopportava che qualcuno lo chiamasse
<<bel bambino>>
"Oh, ma sei un tigrotto..."
"ZOOFILO!" Gyno non sopportava neanche che lo si chiamasse <<tigrotto>>
"Ma tu guar..."
"GOLOSELLO!" E, si, Gyno Von Catrozzy era prevenuto...
"Non c'è la mia mamma! Mi sto comprando un sugamin...un aspirabriciole
da tavola, mica una scatola di raudi! Che è, non si può? Che hanno
vietato ai minori i piccoli elettrodomestici?"
"No no...che permaloso..." disse il commesso mentre si girava per
prendere dallo scaffale l'aspirabriciole.
Gyno pensò di infilargli nel culo tutti i bruciaessenze con candele
annesse del reparto casalinghi in ordine di colore, ma poi gli venne in
mente che forse così non gli avrebbero fatto lo sconto, e non lo fece.
"Sono 24,75 Euro, ma per te sono solo 24..."
- Ma tu guarda 'sto ricchione... - pensò Gyno, ma si trattenne perché
Tinmartin, suo nonno, gli aveva raccontato che i culattoni si arrapano
di più se li tratti male. In realtà, lui lo sapeva già, perchè una sera
lo aveva seguito di nascosto insieme a G. Are, suo amico delle
elementari, mentre usciva di nascosto dalla nonna passando
dall'officina. Erano saliti tutti e due sul "Gaucho" di G.Are, e avevano
seguito il nonno fino al porto di Sabaudia Terme, finchè non era entrato
dentro un locale con l'insegna blu che diceva "Entra dal retro". In
effetti, Gyno e G.Are non avevano capito perchè il nonno fosse entrato
dalla porta principale, invece. Comunque, spiandolo dalla finestra
avevano visto che aveva cominciato a pigliare tutti a parolacce, finchè
tre Marines americani di colore l'avevano caricato di peso dicendogli
"Adesso ti rialesiamo il buco che neanche tu col tuo tornio...". Non
avevano capito perfettamente il senso della frase, però avevano pensato
che evidentemente conoscevano il nonno, visto che sapevano che aveva il
tornio...
<intermezzo> - Von Felix
Ed in effetti si erano stupiti molto anche nel vedere il nonno in
reggicalze e guepière fucsia che si
aggirava per il locale a braccetto con tale John Bigdickens, un sergente
di polizia del New Jersey
che spesso si vedeva da quelle parti.
Il commesso estrasse la lucida & colorata scatola dallo scaffale con l'aspirabriciole
marca Rowenta
- "Lo suca in stil giumenta" - pensò Gyno pregustando le folli ore di
erotismo che avrebbe trascorso di lì a poco.
Si avviò verso casa col Gaucho prestatogli da G.Are eh, in perfetto stil
sorpasso senza freccia parti facendo un dito medio allucinante ad un
camionista turco che in quel momento passava di là (scuola G. Are).
Giunto che fu a casa, scarto trepidante l'arnese e si gettò a capofitto
al cessetto ma - tragedia - il filo della corrente era troppo corto,
così si procurò un gruppo elettrogeno da 20 megawatt che collegò
immantinente al piccolo aspirabriciole.
Introdusse la "briciola" e 1.... 2... 3.... Contàtto!
Dissoltosi il fungo nucleare che aveva preceduto l'incendio della
palazzina, i pompieri pare abbiano trovato il piccolo aspirabriciole con
una vocina che dall'interno diceva "aiuto aiuto, brutti buliccci
goloselli toglietemi da 'stocazzo di sacchetto per la polvere, per mille
zoofili! Aaaaargh! ", ma che lo abbiano prudentemente lasciato lì, così
com'era
<continuazione> - El Caballero
Gyno prese il pacchetto, pagò alla cassa, e si avviò verso casa,
pregustando già i grandi godimenti della sera: si sarebbe preparato
chiudendosi in camera, che tanto in tele c'era "Amici di Maria de
Filippi" e la mamma sarebbe stata a rincoglionirsi davanti allo schermo
fino a mezzanotte, e il papà, per lo scazzo, sarebbe andato a dormire
alle nove meno un quarto con tutta la peperonata sullo stomaco. Secondo
i suoi calcoli, da quando avrebbe finito di mangiare (otto e mezza
circa) a quando il padre si sarebbe alzato in preda agli spasmi da
congestione (undici e mezza/quarantacinque massimo) per andare a cagare,
sarebbero passate tre ore buone per azionare il fantastico sugabriciole.
Tre ore di sano sesso immaginato! Fantastico... Pensava già di attaccare
sull'armadio il poster di Samantha Fox in culotte che aveva trovato su
un Cioè di G.Are (che aveva pure quello con le tette di fuori, ma col
cazzo che glielo avrebbe dato...), di sedersi sulla mano destra per una
mezz'ora buona, fino a farla addormentare per provare la sensazione
dello sconosciuto, si sarebbe messo i tappi alle orecchie per non
sentire il rumore dell'aspiratore, e chiudendo gli occhi si sarebbe
lasciato andare a quell'esperienza di cui tanto aveva parlato con
l'amico G.Are.
"Aò, a Gì, andò vai co quer pacchetto?" era G.Are sul Gaucho.
Innavvertitamente era passato davanti a casa sua, anche se voleva
evitarlo, cosicchè l'indomani gli avrebbe raccontato tutto facendolo
rosicare come un pazzo.
"Lasciami stare, ho un'appuntamento con Samantha..." disse Gyno
sfoderando la sua solita faccia da Teletubbies idiota...
"Ho capito," disse G.Are "vai a tira er collo ar frustone!"
"Poi ti racconto..." sogghignò Gyno lasciando l'amico a domandarsi cosa
diavolo avesse potuto comprare da Trony...
E vennero le nove. Gyno aveva fatto tardi, perchè dall'emozione si era
tirato addosso tutta la peperonata imbrattandosi completamente la
maglietta, e la mamma lo aveva spedito a farsi il bidet.
"In fondo," pensò Gyno "prima di un'incontro d'amore bisogna lavarsi..."
Si lavò, e corse in camera. Chiuse la porta proprio mentre sentiva
venire dal basso la voce da trans operato male di Maria de Filippi e del
padre che bestemmiava in Curdo antico mentre andava a dormire. Come da
programma, appiccicò all'armadio il poster, ma non si sedette per
mezz'ora sulla mano come aveva preventivato, vista l'ora tarda. Per
stasera, avrebbe rinunciato allo "Stranger Effect". Tutto eccitato, si
calò pantaloncini alla Zuawa e mutande, e chiudendo gli occhi cominciò a
pensare un po' a Samantha Fox, e un po' a Ceresina, sua amichetta delle
elementari che stava nella classe avanti alla sua, quella che tutti i
giorni si portava per la ricreazione due banane, cosicchè una poteva
mangiarla.
Così, con gli occhi chiusi, tirò fuori dalla scatola l'aspirabriciole da
tavolo, spiegò le istruzioni sul letto, e cercò con l'altra mano il
tasto dell'accensione. Via. Era acceso...
"Neanche tanto rumoroso..." pensò mentre lo avvicinava, febbrilmente
eccitato, a quel misero organino di bambino. E più lo avvicinava, e più
pensava a Ceresina...e Ceresina...e Samantha...e Ceresina...e lo
avvicinava...e Samantha...mentre il pistolino era ormai quasi del tutto
dentro, Gyno Von Catrozzy, 8 anni, di Arluno, nipote di Tinmartin e
miglior amico di G.Are, aprì gli occhi, che andarono a posarsi
casualmente sul foglietto delle istruzioni del suo aspirabriciole da
tavolo acquistato da Trony proprio quel giorno:
- "Il nostro aspirabriciole da tavolo aspirerà per voi le briciole più
piccole, e triterà le più grandi risolvendo i vostri problemi di igiene
alimentare"
Triterà. TRITERA'.
Odore di fragola
La vita sessuale di Simone non era mai stata un granchè.
La prima volta che, alle elementari, il suo amichetto Giuri gli aveva
raccontato la grande verità delle pugnette, lui non aveva saputo
resistere, e a ricreazione si era tuffato in bagno, seduto sul WC coi
piedi puntati sulla porta per evitare scherzi, e lì aveva cominciato...si,
insomma, le estrazioni del lotto. Un po' per la foga, un po' per
inesperienza, dopo venticinque minuti era ancora sulla tazza a
sfrugugliarselo, tanto che Giuri, pensando che il suo amico Simone si
fosse sentito male, era andato a
chiamare Gedeone Grattalatazza, il bidello calabrese col profilo
neanderthaliano. L'uomo, pensando ad un malore del bambino, allentò una
spallata alla porta che sbatacchiò Simone addosso al muro rompendogli
tutte e due le gambe, e lasciandolo incastrato nell'angusto spazio tra
cesso e muro nudo come un verme e in una posizione che se l'avesse visto
Picasso si sarebbe sentito male.
Simone si fece due mesi d'ospedale, ma la cosa che gli doleva di più era
l'onta che aveva dovuto subire al ritorno a scuola, perchè quel bastardo
dell'amichetto aveva raccontato a tutti che cosa si era chiuso a fare,
in bagno. Nonostante tutto, l'amicizia tra i due continuò.
E fu ancora Giuri, a tredici anni, a regalare a Simone il primo
giornaletto porno, "El Caballero", che lui conservò gelosamente per
cinque anni, tenendolo sotto il materasso fino al giorno che Luisiana
Manidipiuma, la domestica dello Sri Lanka dei suoi genitori, non lo
scoprì, equivocando la situazione ed abusando di lui per tutto il week
end in cui il papà e la mamma di Simone erano fuori per una gita di
piacere.
Questo episodio mutò in maniera drastica il già difficile equilibrio di
Simone, soprattutto in ambito sessuale: più lui vedeva il suo amico di
sempre, Giuri, andare a spasso con belle figliole, più diventava timido,
non riuscendo ad invitare mai nessuna ragazza fuori. La situazione
cambiò il giorno in cui, in camporella con la sua macchina comprata con
tre anni di lavoro come stalliere al maneggio "Si monta con la sella" di
Martino Montatorni, detto Tinmartin (che, in segreto, aveva sempre
straveduto per il tenero Simone, senza avere mai avuto il coraggio di
dirglielo...), conobbe il partner della sua vita.
Simone era nella sua Duna color cagarella di lepre, appartato con la sua
solita scatola di settebello alla fragola, che così risparmiava anche
sull'Arbre Magic, a fare le solite estrazioni del lotto (andava in
camporella perchè, dentro di se, provava il brivido della
trasgressione...) quando sentì qualcuno piagnucolare da dietro il salice
piangente sotto il quale aveva fermato la macchina. In un attacco di
vergogna, si richiuse la patta senza sfilarsi il preservativo (usava il
preservativo perchè era solo
si, ma mica scemo...) e senza ripulirsi le mani andò avedere chi era che
si lamentava.
- "Chi sei, tu? E che ci fai qui?" domandò Simone alla vista di quel
ragazzo solo e infreddolito che piangeva rannicchiato ai piedi del
salice nudo come un verme...
Yoruno, questo era il nome del ragazzo, si voltò più perchè inebriato
dall'odore di fragola che emanava da Simone, che per la domanda che lui
gli aveva rivolto.
- "La mia ragazza mi ha lasciato qui perchè dice che io non sono bravo
nei preliminari, ma io mi ero appena levato le mutande..."
<Simone>
"Capisco", disse Simone, "Ma come te le sei tolte, le mutande?".
"Che domande", rispore Yoruno, "Con i piedi!"
"Oddìo, come capisco quella poveretta...", sospirò Simone.
"Vuoi spiegarmi tu come si fa a levarsi le mutande?", chiese con gli
occhi pieni di lacrime Yoruno.
"Ma certo. Ora rimettile su, va, che non sei proprio un bello
spettacolo...".
"Ma... sniff... sniff... cos'è questo strano odor di fragola?", chiese
Yoruno.
"Stavo raccogliendo le fragoline selvatiche nel cespuglio là in fondo",
rispose Simone.
"Con la patta aperta?!?!", notò Yoruno.
"Ehm.... devo essermela dimenticata aperta quando ho fatto la pipì sulle
fragoline...", disse arrossendo Simone.
Passarono alcuni giorni da quell'incontro destinato a cambiare la vita
di entrambi. I due cominciarono a frequentarsi, scambiandosi consigli su
come fare i preliminari coi profilattici fruttati.
Finché una sera, i due conobbero J. Min, noto trans di origine
orientale.
"Ciao recchione", subito lo apostrofò quel poco di buono di Yoruno.
"Scuvvile", disse J. Min.
"E non hai visto niente, di come scorro bene!", disse Yoruno.
Al che, al trans gli si illuminarono gli occhi. Sarà stato il fatto che
Yoruno era già bello e invaselinato, ma subito J. Min si innamorò. Dopo
una corte serratissima, finalmente il trans riuscì a convincere Yoruno a
seguirlo a casa sua.
Simone, che nel frattempo aveva assistito alla scena cercando di carpire
i segreti del buon tacchinaggio, li seguì con discrezione.
Nel percorso che dal viale centrale portava a casa di J. Min, i tre
incrociarono uno strano tecnico della Telecom che, ubriaco come non mai,
continuava ad urlare ai passanti: "Buliccio! Zoofilo che non sei altro!
Geloso!".
Quando arrivarono a destinazione, J. Min suonò il campanello. Dopo pochi
istanti, si sentì uno strano urlo che gelò il sangue al povero Simone:
"Aaaòòòò, ma chi è che rompe li cojoni che 'sto a divertimme?". Subito
Simone
lo riconobbe... era la voce del suo amichetto Giuri...
<El Caballero>
Difatti Giuri, che con gli anni era diventato un noto Gigolò di Sabaudia
Terme, sbarcava il lunario adempiendo agli obblighi coniugali per gente
come J. Min. Insomma, si trombava le mogli di tutti quei ricchioni che
per motivi di convenienza avevano inscenato un matrimonio eterosessuale.
- "Chicazz'è?" esordì Giuri spalancando la porta dall'alto dei suoi 190
cm...in orizzontale. J. Min svenne, alla vista della pseudo-mogliettina
conciata come una pelle di Pony, tenuta su da Giuri per la coda di
cavallo.
Yoruno svenne, alla vista dell'affare di Giuri, che invece si teneva su
da solo.
Gli occhi di Simone si riempirono di lacrime: era Giuri, il suo amico di
sempre.
- "Giuri!" esclamò il ragazzo, in preda alla commozione e dimenticandosi
dei due nuovi amici, riversi a terra.
- "'Tacci tua...SIMO'!" esclamò Giuri, lasciando cadere la moglie di J.
Min a cui venne una commozione, e abbracciando Simone e sollevandolo per
quindici centimentri buoni da terra. In fondo, Giuri aveva sempre voluto
bene al piccolo Simone, e ogni tanto si pentiva pure delle bastardate
che gli aveva fatto, come quando gli aveva dipinto un...cazzo con la
vernice speciale sul vestito da chierichetto, e puntandogli addosso la
luce al Wood proprio durante la sua prima comunione.
- "Occhei, occhei...fammi scendere, adesso," disse Simone Giuri si
inchinò in avanti, e Simone scivolò giù dal...si, insomma, scivolò giù.
- "Allora, amico mio, come ti va?" domandò Simone.
- "Beh, insomma, non benissimo. 'Sto la voro è na tragedia, tutte le
sere a trombare, due volte all'ora...cominciano a farmi male i reni. Ho
provato ad emigrare, ad andare in America. Li mi facevo chiamare "Il
Pony Italiano". Io preferivo "Stalloncino", ma a qualcuno non andava
giù. Poi sono tornato in Italia, ma ero senza casa e senza un soldo.
Allora ho abitato per un po' di tempo da due miei amici, Jasmeen e
Felicia, (Yoruno e J. Min, seppur ancora svenuti, ebbero un sussulto
nell'udire quei due nomi, come se in fondo, li conoscessero...molto in
fondo...) e loro mi hanno fatto inserire nel mondo dei Gigolò...ma ora
sono stanco, di inserire...
<Simone>
- In effetti ti vedo un po' provato - disse Simone. - Non ti vedo in
questo stato da quando eravamo all'asilo e avevi appena scoperto
cos'erano le pippe.
Lì sì che avevi le occhiaie...
- Guarda, 'na vitaccia...
- Ma da quand'è che non ci vediamo più? - chiese Simone.
- Fammici pensare... E' da quella volta che ti ho regalato la finta
bambola gonfiabile... che poi tu non ti eri accorto che dietro c'era
quel finocchione di Billy The Pig. 'tacci tua... Mi viene ancora da
ridere quando sei venuto da me a chiedermi se era normale che le bambole
gemessero...
- No, ti ricordi male - lo corresse Simone - C'eravamo visti ancora da
TinMartin, che ci aveva offerto un "Pony per l'estate", la rassegna che
ha per primo premio la sella concava marchiata 'Si monta con la sella'.
A proposito... ho lasciato sai quel lavoro al maneggio...
- E perché? Era una lavoro sicuro, poi prendevi bene - disse Giuri.
- Prendevo pene, vorrai dire... Ero stufo di far seghe agli stalloni. Mi
venivano i calli alle mani e i complessi di inferiorità...
- Comunque, son così contento di vederti... - disse con occhi lucidi
Giuri.
I due, riunitisi come un tempo, decisero di lasciare inerti lì a terra
Yoruno, J. Min e la moglie di quest'ultimo.
Entrarono in un vicino caffè. Lì, appoggiato al bancone, ubriaco
fradicio, c'era un uomo con dei pantaloni strani: avevano tre gambe.
Giuri, oramai esperto del mondo dei Gigolò, venne fulminato.
- Occazzo! - esclamò. - Ma quello è il mitico Mr. Al Goodday, il gran
visir di tutti i Gigolò!
- E perché? Cos'ha di speciale? - chiese ingenuamente Simone. - Solo
perché è
basso e biondo?
- No, ha doti nascoste... - disse Giuri -... neanche tanto bene. Senti.
Facciamo così. Avvicinati a lui e digli che è ricchione. Tanto è
ubriaco, non farà niente. Lui poi ti racconterà cos'ha di speciale.
Eh, sì. Col tempo Giuri era diventato più buono.
Al Goddday era conosciuto come Fallo Più Veloce di Sabaudia Terme. Se
qualcuno osava dargli del ricchione, non faceva neanche in tempo a
chiedere scusa che già Al ne aveva approffittato.
Se ubriaco, Al ti dava il tempo di girarti. Almeno così non ti procurava
ferite lacero contuse...
La scoperta
- "Ma secondo te, perchè brilla così?"
Disse Fonfelics con gli occhi colmi di stupore.
- "Non lo so, non riusciamo nemmeno a capire che c'è dentro..."
Gli rispose Elcab, coi coglioni gonfi...si insomma, gonfi.
- "Per favore Elcab, puoi stantuffarmi piano, che non riesco a fare
queste
equazioni per decifrare il contenuto delle famose Boccettine Verdi?"
Elcab e Fonfelics si erano presi un impegno oneroso, troppo oneroso, per
loro: decifrare la composizione chimica del contenuto delle famose
boccette
fosforescenti. Si erano suddivisi i compiti. Così, mentre Fonfelics si
era,
obbligatoriamente, chinato a raccogliere la boccettina, Elcab si era,
obbligatoriamente, messo a stantuffare Fonfelics. Non che la cosa lo
rendesse felice, ma insomma, meglio che star li chinato a fare calcoli
matematici...
Fonfelics era la testa, e Elcab il braccio. Cioè, non proprio queste
parti
anatomiche precise, comunque...
- "Ma che dici, posso accendere la luce?" chiese Fonfelics.
- "Eh, no! Chessennò non brillano più..." In realtà Elcab era un po'
schifato all'idea di dover pure guardare il culaccio bianco e brufoloso
di
Fonfelics.
- "Ma se mi spostassi dall'angolo?"
- "NOOOOO__OOOOO! Le Boccettine Fosforescenti vanno mantenute
all'angolo!"
In realtà Elcab non voleva far alzare Fonfelics, che si sarebbe
sicuramente
agitato per gli stantuffamenti.
- "Uff, ma così e difficile....aspetta...ho trovato! ELCAB, HO TROVATO!
HO
TROVATO! Ce l'ho! CE L'HOOOOOOOOOOOO..."
Per l'eccitazione, Fonfelics cominciò a muovere le grosse natiche, ed
Elcab
cominciò a stantuffare più velocemente.
- "ELCAB!" urlò Fonfelics "ce l'ho! CE L'HO! E' TUTTO SU PER IL..."
Il Caballero, preso dall'entusiasmo dell'amico, gli allentò una botta da
dietro che il Fonfelics, incastrato con la testa nell'angolo, svenne.
Elcab, senza perder tempo, andò all'ufficio brevetti a registrare il
contenuto delle Boccette Fosforescenti: IL SUPPERIL.
Lambretta nuova!
- "Minchia, chi bedda!" si gongolava Al Fonsie sfregando con la manica
della sua giacca di Tweed il faro anteriore cromato della sua lambretta
nuova.
I sedici virgola sette chilometri che separavano casa sua dal
concessionario di Bepi Scognamiglio, oriundo siciliano di evidenti
origini Campano-Venete, la cui famiglia si era trasferita nella bella
Scilla a causa dei traffici di suo padre che rubava i cerchioni delle
BMW per rivenderli come posaceneri di marca ad alcuni suoi amici zauddi
di Siracusa, li aveva fatti alla velocità medià di sette virgola quattro
chilometri orari, con chiare difficolta di equilibrio, e sporgendosi in
avanti per acchiappare al volo i moscerini la cui ultima destinazione
sembrava essere lo scudo del suo vespino nuovo.
- "Nun talio l'ora di farla virere a Feliccsi!".
Al non era un terrone comune, aveva studiato tanto per conseguire la
laurea di Ingegnere Termonucleare Per Applicazioni Militari Volte Al
Riscaldamento Degli Alimenti Nei Campi-Base Alleati Utilizzando Mezzi Di
Fortuna Quali Gusci Di Noce, Vecchi Calzini E Letame Essiccato della
quale andava fiero, ma con la quale non era ancora riuscito a trovare un
lavoro che lo soddisfacesse. O meglio, aveva fatto decine e decini di
colloqui in cui la sua brillante intelligenza aveva lasciato a bocca
aperta fior fiori di esaminatori, i quali, alla fine dei suddetti
colloqui, si accorgevano del problema di Al: in situazioni di alta
tensione nervosa mista a felicità cominciavano a sudargli le orecchie
formandogli dei curiosi rigagnoli che gli scendevano per la giacca, e
lui, in evidente stato di imbarazzo, cominciava a parlare in dialetto
siciliano. Insomma, di fronte a quel popò di cervello ogni scienziato
chiudeva un occhio di fronte all'elegantissimo completo di cachemire
indossato sopra le infradito, ma un gessato sudato era troppo per
qualsiasi equipe.
- "Maria, nun ci pozzo cririri!" disse mentre una gocciolina del
suddetto sudore si staccava dal lobo dell'orecchio sinistro per andare a
seguire la scia biancastra lasciata da quante prima di lei l'avevano
preceduta...
Infradito di paglia
- "Era ora..." mugugnò Felix quando Fonsie scese dalla Lambretta
smarmittata color verde pisello a cui mancavano, ormai da anni, la
banana e le chiappette "ci voleva tutto questo tempo?"
- "Che posso farci io, se il pastore per darmi un pezzo di pecorino me
l'ha staccato da una forma utilizzando il tornio? Cioè, c'avrò messo un
sacco di tempo, ma guarda che intarsi..."
- "Cazzarola Al, ma sempre da Rintintin Martin devi andare? Che lo sai
che ci fa perdere un sacco di tempo! Eppoi, come minchia ti sei
conciato? Ti sembra l'abbigliamento adatto per una serata galante?"
- "Cos'ha che non va il mio gessato?"
- "LE INFRADITO, AL! Sei venuto con le infradito!"
- "E' per i calli, lo sai...
Al "Fonsie" soffriva atrocemente per i calli, che gli venivano con le
fasi lunari. Praticamente, se c'era la luna piena non poteva neanche
infilarsi le scarpe: le dita dei suoi piedi sembravano quelle di una di
gallina affetta da sclerosi. E quella sera c'era la luna piena.
- "Vabbè, andiamo, che si è fatto tardi..." disse il Felix.
- "Aspetta, che incateno la Lambretta!"
- "Al, ma chi vuoi che te la rubi, questa scallapizzette!"
- "Ehi, non la insultare questa Lambretta qui..."
- "Si, si, lo so...quella Lambretta lì si è fatta tutte e due le
guerre...era di tuo nonno, che la trovò in un boschetto a due passi
dalla linea nemica. Credeva che fosse abbandonata, ed invece era di un
generale nemico che stava cagando. Quello cominciò a sparare, e tuo
nonno dalla paura passò a manetta all'interno del campo nemico. Tutto il
battaglione lo vide sfrecciare attraverso le tende, e il nostro esercito
li colse di sorpresa.
Tuo nonno intanto, con la scusa, si era avviato verso a casa, pisciando
di tanto in tanto nel serbatoio..."
- "Già, e poi mio padre..."
- "...tuo padre, quando fu arruolato, partì con la lambretta che ancora
puzzava di piscio. Visto che era l'unico motorizzato, lo assegnarono
alla consegna pacchi importanti, e fece la spola tra campo base e campo
nemico fino al giorno di Capodanno, in cui, semicongelato, si avvicinò
al piantone della polveriera chiedendogli: <<Hai da accendere?>>. Quello
era un tale Fritz Ione, barbiere tedesco arruolato per mancanza reclute,
scartato dai carabinieri e amichevolmente chiamato "Cogli". <<JA!>>
rispose, un attimo prima di di accendere un fiammifero che, accesa la
sigaretta di tuo padre, tirò allegramente dietro le sue spalle, proprio
sulle polveri da sparo. La gente dei paesi vicini lo ricorda ancora come
il Capodanno coi fuochi d'artificio più belli..."
- "Si si, è proprio così! Da allora alla Lambretta mancano banana e
chiappette..."
- "Andiamo, che è tardi..." disse Fon avviandosi verso casa di Luisella
Turapori e Dolores Defaica, due prostitute a cui si rivolgevano tutte le
volte che avevano per le mani un caso i cui sospetti si aggiravano per
il porto...
<continua> - Von Felix
"Lui sì" disse la Defaica indicando il Von, "ma tu no, con quelle dita
come minimo mi attacci il tetano o l'orchite" concluse rivolendosi a Al
Fonsie.
Col suo tipico fare da pari inglese Al le fece notare che non si erano
recati lì per fare - as usual - il numero del pompino nano con graffio
di schiena, ma che stavano cercano un pericoloso malvivente il cui unico
nome noto era "El Equinero".
"Perchè ce l'ha grosso come un cavallo?" chiese la Turapori.
"No, perchè sotto di sè ha quattro zoccoli travestiti - si affrettò a
precisare Al, che non sopportava le volgarità - e poi facciamo in fretta
che 'sta luna piena mi ha anche sfranticato le gonadi a sufficienza. Sto
camminando sulle punte che pajo Nurejev"
A queste parole Fon si accorse che qualcuno li stava spiando dalla
finestra del borde... ehm, casa di tolleranza.
L'impulso fu di prendere il pecorino tintornito e scagliarlo verso lo
spione quando riconobbe quello sguardo, ma, ancor più dello sguardo,
riconobbe il rumore degli zoccoli in fuga.
"EL EQUINERO! - esclamò smorzando il suo istintivo lancio di pecorino -
corri, corri, Al, è la volta buona che lo acchiappiamo e ci facciamo
restituire i 4 ? e 28 Cents che ci deve, quel pottaione, che poi domani
scade l'affitto e ci buttano fuori!".
A tempo quasi zero rimontavano sulla lambretta, sulla quale Al Fonsie
diede una portentosa pedalata di avvio sul kick starter scarnificando in
pieno la rotula-tibia-piede del Fon, (che ora poteva anche nuotare senza
pinne) e si gettarno all'inseguimento del cavallide che si allontanava
velocemente sulla sua PRINZ impazzita arancione Anas...
<continua> - El Caballero
- "Corri Al, corri, che lo prendiamo! Accelera!"
- "Eh, accelera questa minchia, lo sai che non fa più di 50..."
- "Ma così ci scappa! Premi il bottone per il NOS!
- "Nos..."
- "NON FARE IL COGLIONE, AL! Ne va del nostro appartamento!"
- "No Fon, mi si scassa la Lambretta!" Ma mentre Fonsie pronunciava
queste parole, il Felix si allungava per premere il tastino rosso con su
appiccicato un post-it che recava la scritta 'TURBO BOSTIK'.
- "NO, QUELLO NO!" ma ormai era tardi. La ventata di collante che
spruzzò fuori dal cruscotto della Lambretta investì in pieno volto
Fonsie, a cui si disattivarono le sinapsi, e i due si andarono a
schiantare contro il muro del caffè di Gianni detto <<Mina>> per il suo
passato da bombarolo.
- "Oddio Fon, la Lambretta! E' distrutta! E ora, cosa racconto alla
mamma?"
- "La portiamo da 'Kick' Starty, il robot del ghetto, vedrai che te la
sistema..."
- "Ma chi, quello che vuole diventare un uomo? Quello che ha quel
locale ridicolo e impronunciabile...come si chiama..ah, si, lo 'Starty
Bar&Fest'...è bravo?"
- "E' il migliore" - se non fosse per le sue deviazioni - disse
sottovoce Felix. "Entriamo da J. Meen, e vediamo se sa perchè El
Equinero era da queste parti. Sa sempre tutto di tutti, e mi deve un
favore..."
Fon Felix si spolverò la spalla, e aprì la porta del bar. L'odore di
Hamburger di lumaca lo colpì come un pugno in faccia, mentre dal Juke
Box venivano, come al solito, le note di vecchie canzoni. Si avvicinò al
banco guardandosi intorno, riconoscendo i brutti ceffi che erano nel
locale e sperando allo stesso tempo che nessuno si accorgesse di loro...
- "ASPETTA, FON! MI SI E' ROTTA UN'INFRADITO!" disse Al sbattendo la
porta del locale. Si girarono tutti verso di loro, compreso 'Mina' che
vedendoli li apostrofo:
- "Minghia, ma guarda cu cazzo passa da sti parti...Felics, como
butta?"
- "Un giorno di questi gli silicono le dita dei piedi..." disse
sottovoce Fon. "Bene Geimin, e a te, come va?"
<continua> - Von Felix
"Non c'è male, ma ti vedo affaticato, che succede?"
"Lasciami sfilare il tappo della lambretta di Al che mi si è incastrato
fra le chiappe - STLàP! - e te lo dico.... Embhè? Neanche un caffè si
offre più ai vecchi amici?"
"Tu ed io non siamo più amici da quando mi hai fatto lo scherzo della
merda nel giornale infuocato davanti alla soglia di casa".
"Maddai - rispose Felics - non stai più alla goliardia degli scherzi di
una volta?"
"Goliardia un cazzo: quella a cui hai dato fuoco era merda di fachiro e
mi ci è voluta una notte intera al pronto soccorso per togliermi dalle
piante dei piedi i chiodi ed i cocci di vetro".
"Suvvia, dimentichiamo le tristezze del passato - li interruppe Al
Fonsie - e facciamoci un buon caffè Segalfreddo per rintemprarci"
Come annuendo, Geimin si spostò dietro il bancone camminando in punta di
piedi Carla Fracci like (le sue piante dei piedi non erano più quelle di
una volta, e molti gli avevano chiesto come si fosse procurato quelle
stimmate) per recarsi alla buona vecchia macchina da caffè Rancidilio.
"Wè, però, Geimin - lo incalzo Al Fonsie - lo sai che camminando così
sembra proprio che tu l'abbia presa nel cu...."
Felics lo fulminò con lo sguardo ed Al capì che con la sua infelice
uscita stavano per giocarsi una delle poche carte che li potesse
rimettere sulla pista all'inseguimento di El Equinero, ma,
fortunatamente, il buon vecchio Geimin non aveva sentito e seguitava a
preparare il caffè con tutte le onomatopee che ne derivavano:
Acqua versata nella Rancidilio: GURGLEGURGLEGURGLEGURGLE
Vapore: FSSSSSSSSSSSSSSSST
Caffè pressato: FLOP
Dispenser inserito nella Rancidilio: CLI-CLACKT
Geimin meteoritico:
PROOOOOOOOOAAAAaaaaaaaaaaaaaaaPPPPPPPPPTTTTTTTTTTTTF
SSSSSSSSTHUIAAAAAAAaaaaa
aaaaaaaaaaaaoOOOOOOoooo....
Geimin che si scotta col vapore: UAAAAAAUAAAAAAAAAAAAAAAAAARGGH!
Geimin che dice ciò che pensa: ##!@^xXÆkbÃxb!#adonna...
Ed il caffè fu pronto.
Sorseggiarono il caffè ed Al, come di consueto, non seppe trattenersi
dal fare lo scherzalax a Felics.
Quella dello scherzalax era ormai una consolidata tradizione cui Al si
dedicava ogni qual volta sorseggiava il caffè con Felics.
Lo scherzalax constava di 3 fasi:
1) Al esclamava indicando un punto alle spalle di Felics "GUARDA LA' !"
2) Felics si voltava chiedendo "dove? dove? Che cosa è che devo
guardare?
3) Al versava dalle 10 alle 20 gocce (a seconda dell'umore) di guttalax
nel caffè di Felics, che subito dopo beveva ignaro il caffè cazziando Al
per le allucinazioni che lo facevano parlare a sproposito.
"Ebbene sì, è passato di qui stamattina - continuò Geimin alludendo a El
Equinero - ma non ho proprio idea di dove sia andato".
"E questo lo incalzò Felics ponendogli davanti un barattolo di vaselina
Castrol - potrebbe farti cambiare idea sulla tua reticenza?"
Geimin, memore delle ultime esperienze con Culetto, che tanto avevano
ulteriormente pregiudicato la sua giù cagionevole condizione podalica,
non se lo fece ripetere due volte.
"Era di fretta... parlava di un raid alla valle del Sysoppo, per
spodestare il fantomatico moderatore di TIU ed impadronirsi del potere
per sempre, nonchè impiantate un'edicola per leggersi tutti i numeri di
"Corna Vissute" prima di rivenderli ai 14enni".
La cosa si faceva seria, ora non c'era più in ballo solo l'affitto, ma
era in gioco l'intera libertà di TIU.
Seguo le tendenze
La giornata non metteva assolutamente allegria, tutt'altro.
Fon tirò fuori dalla tasca dei suoi Gins sdruciti il cellulare vinto con
i punti dello svelto, che consumava in quantità industriale da quando
gli si era rotta la lavastoviglie. La sera dopo la cena ci aveva
infilato per sbaglio due biglie invece delle Perle di Dixan, e non si
era accorto del rumore di cocci finchè non era salito dal piano di sotto
Gavino Scalalavetta, l'alpinista sardo che l'indomani avrebbe avuto la
diretta televisiva della scalata del Gennargentu in bermuda e infradito.
Si era così incazzato che prendendo a calci in culo il Fon si era
lussato l'alluce sinistro, e gli aveva promesso di citarlo per danni.
A distanza di una settimana, il deejay triste non poteva ancora poggiare
le natiche, e infatti aspettava Al detto "Fonsie" poggiato al muro con
la gamba destra ripiegata, in una posa che faceva un po' James Dean e un
po' Gianfri Bogart.
- "Dove minchia sei?" chiese al Ciambellano.
- "Sto comprando il pecorino," gli rispose Fonsie, "arrivo."
Felix sapeva che Al avrebbe tardato, come al suo solito, ma non poteva
fare a meno di rimanergli amico: la sua espressione trasognante da
pittore catalano in pieno turbine creativo gli era irresistibile, anche
se dovuta alla spiacciona.
Cambiò gamba d'appoggio e si rassegnò ad aspettarlo per un'altra
mezzoretta buona, mentre dal porto gli arrivava l'odore di olio fritto e
rifritto del venditore ambulante di sardine...
Nonno Tinmartin...
...mi manchi.
Pianta quella zoccola di Alice, e torna sul gnusgruppo con la tua
lambretta a 56 Kb.
Ti ricordi quando prima di dormire mi raccontavi della favola della
principessa e del principe azzurro, che lui le faceva "Sali sul
cavallo", e lei rispondeva "Quale cavallo?" ma era ormai troppo tardi?
Ti ricordi quando invece del cukident per pulire la dentiera ti mettevo
nel bicchiere le palline di naftalina che quando russavi ti morivano le
tarme nell'armadio?
Quando ti spalmavo il bostik sul calzante che quando ti infilavi le
scarpe rimanevi piegato come una sdraio rotta?
Quanto facevo la punta alle dita della manina per grattarti la schiena
che ti scavavi dei solchi che ti si incollava la canottiera di lana che
per staccarla ci voleva lo Svitol...
Solo nella valle del Sysoppo
"Ma cazzo, possibile che non ci sia nessuno???" gridò il Texano che
ormai
aspettava da diverso tempo di vedere qualche faccia amica.
< seconda puntata >
"Sta calmo" gli disse Jammin' "vedrai che qualcuno si farà vedere"
"Parli bene tu, Jamminchia!". Al Texano piaceva chiamarlo così, sapeva
che lo faceva incazzare. Quel soprannome glielo aveva dato la Mapina, e
solo lei poteva chiamarlo così! O meglio, così avrebbe preferito...
"Tu vieni qua una-due volte al giorno, mentre io ci passo le giornate
intere" continuò il Texano.
"Ma sai che vuol dire passare il pranzo ad aspettare che compaia qualche
frescone da poter blammare? Hai idea di come sono diventati rari? Ho
dovuto iscrivermi a tin.it.ricette per trovarne qualcuno!"
"Beh, almeno avrai imparato a cucinare..."
"Si, si, scherza...piuttosto, che ora è? Com'è che il Ciambellano ancora
non si fa vedere?"
"Stai tranquillo, vedrai che verrà..."
"Ti aspetti che ti risponda qualcosa del tipo << Non viene mai in
anticipo perchè così non gli si può dire che ha l'Ejaculatio Precox >> ?
Guarda che stavolta la cosa è seria! Il Vampiraccio ha radunato tutta la
cricca delle tenebre! Rensy e Laurik comprese!"
"Madonna Santa! Pure Laurik? La vedo brutta..."
"La vedi brutta??? Ma saranno dieci anni che non LA vedi!"
"Che fai, cominci tu adesso? Mi sa che stavolta nemmeno Quozza e Yoruno
ci potranno salvare..."
"Gia, Quozzamax... chissà se è ancora impegnato nella sua battaglia
personale contro Nembo Kid..."
"Gli ultimi echi delle valli dei Sysoppi dicevano che Suppaman si era
rifugiato in tin.it.test, e con un colpo di stato l'aveva fatta
diventare tin.it.NemboKid"
"Andiamo bene...ci mancava pure il supereroe pazzo! Un altro da cui
guardarci!"
"Ciao belli!" tuonò una voce alle loro spalle. I due si girarono, ed
esclamarono all'unisono:
"WOW!"
"Sto bene? Sono bello?" disse sorridendo il Ciambellano.
"Era ora che ti facessi vivo! Ma che fine hai fatto?"
"Guarda," disse Wowbagger sistemandosi distrattamente le infradito e
staccandosi gli attributi dalle cosce "ultimamente ho avuto un sacco da
lavorare"
"Fresconi?" chiese Jammin' con evidente tono di scherno.
"Attent'atte, Jammì! Ca sa ma rump i cugghiun te runo nu schiaffo ca ta
fazzo rommere!" Nei momenti di nervosismo l'Eterno Prolungato era solito
usare il dialetto del suo pianeta d'origine, Saturnilia. O meglio, chi
lo conosceva bene affermava che il nervosismo gli creava un turbine
neuronico nel capoccione che lo faceva regredire alle origini. Il Gran
Visir del Quoting, Slartibartfast, affermava che in tutto l'universo dei
Sysoppi solo due cose lo facevano incazzare: la Jamminchia e chi lo
chiamava <<Terrone>>. E solo il diffamatore digitale dell'Unto dal
Signore osava chiamarlo così: GUIDO PIANTIEROMON. (In realtà,
inizialmente le cose erano tre, ma su TIU si sono ormai perse da tempo
le tracce di Culetto...)
< terza puntata >
"Allora?" chiese Wowbagger "Cosa c'è di tanto urgente?"
"Ma come, non lo sai???" esclamò il Texano, "Sir Mithras ha chiamato a
raccolta tutta la truppa delle tenebre! Sembra che stavolta voglia
gettare TIU nell'oscurità! Saremo costretti a postare testo bianco su
campo nero! E nemmeno in HTML potremo cambiare colore! Solo lui vuol
postare in rosso su campo nero!"
"E' diventato milanista?" scherzò la Jamminchia.
"Minchia, cussu no soppotto!" disse spazientito il Prolungato.
"E PIANTATELA!" urlò il magnate del petrolio "Ma ve lo immaginate il TG
Berlusconi scritto in bianco su campo nero? Già mette tristezza così..."
"STICAZZI! Non ci avevo pensato!" disse Wow "Beh, la situazione è
grave..."
"Sono due ore che glielo diciamo..." sussurrò JJ all'orecchio del
Texano.
"Allora, siete riusciti a contattare Slarti? Avremo sicuramente bisogno
di inculcare nelle nuove leve le regole del Quoting e la Policy di TIU.
E Quozza? Ci servirà anche il sacro ROTFL..."
"Chi mi posso inculcare?" disse qualcuno dietro di loro.
"E questo chi è?" chiese il Ciambellano.
"Hey, ma è Yoruno! Cazzarola Lord, ci serviva proprio un prode
blammatore!"
"Prode Blammatore??? Ma questa carica non spetta al Ciambellano???"
"Andiamo bene! Non si ricorda nemmeno di aver presenziato alla
premiazione..."
"Ah ah! Jammì, nu me criri? Ti esilio per due mesi su Extreme a cornetto
e cappuccino!"
"E dateci un taglio! Abbiamo bisogno di chiunque possa darci una mano!
Benvenuto a bordo, Lord"
"Allora," continuò Jammin' "facciamo così 'bagger, io lascio in pace te,
e tu lasci in pace me. Slarti è da tempo che non lo sentiamo. Pensavamo
potesse contattarlo Max, ma sai, c'è qualche problema..."
"Che problema?" chiese il Ciambellano
"Max non si vede da un po', è a caccia di Nembo Kid, crediamo si sia
trasferito su TIT."
"Non è una buona notizia..." bofonchiò il Lord Blammer "Nembo Kid ora si
fa chiamare Sir Nembo. Io credo che sia già stato sottomesso dal
Vampiro"
"Va bene, allora faremo così:" il Ciambellano prese il controllo della
situazione "andiamo a cercare Slarti, ci facciamo dire dov'è Quozza, lo
recuperiamo e andiamo a stanare Sir Mithras!"
"Mi sembra una buona idea," disse il Texano "da dove cominciamo?"
In quel mentre squillò il cellulare della Jamminchia.
"Pronto?" fece JJ.
"COOOSA!??!? Va bene, corriamo lì..."
"Che altro succede, JJ?" chiese GeiAr all'amico "sei sbiancato
improvvisamente!"
"Era la Mapina." rispose Jammin' "Hanno rapito il Mapupo!"
< quarta puntata >
"Ma cazzo, giri ancora con questa specie di Vespa interstellare? Cos'è,
la JJ mobile?"
"E piantala, GeiAr! La Mapina era preoccupatissima!"
"Eddai, lo sapete tutti e due che sarà stata di nuovo Rensy! Vuole
assolutamente cercare di capire da dove gli derivano tutti quei
poteri..."
"Si, ma era disperata e lo sai che io non le so resistere..."
"Comunque, adesso con lei c'è Mina e non c'è da preoccuparsi. Eppoi, se
eri così preoccupato, potevamo prendere la StarCadillac per andare su
Sardinia VII, invece di cavalcare 'sto ferrovecchio..."
"Non ci vengo in macchina con te! L'ultima volta che ci hai portato
Indianagei, hai visto che fine ha fatto!!!"
"Ok, ok, non ti scaldare. Piuttosto, fammi sentire il Ciambellano.
Chissà se ha già trovato Luk e Sklarti..."
"LUK SKYWALKER??? Mi vuoi dire che Wowbagger conosce veramente il mitico
Luk???"
"Ma si, ma si... E' stato in vacanza dalle sue parti, una volta, e si
sono incontrati..."
"Sticazzi...beh, se anche Luk sarà dalla nostra parte, non dovremmo
avere grossi problemi..."
"Fai smetteve di fvignave quel poppante!" urlò il signore dei vampiri.
"Ti fanno ancora male i denti?" il tono di Laurik era profondamente
sarcastico...
"C'è poco da schevzave! Lo sai cosa compovta il mal di denti, pev un
vampivo? Quando evo ancova uno sbavbato e mi sono caduti i canini, sono
dimagvito di 8 chili!"
"Potevi trattenerti!" bofonchiò Rensy "Lo sai che questo bambino è stato
allattato dalle Sacre Bocce Sarde, e che quindi è praticamente
invulnerabile..."
"Lo so, lo so, ma ha un collo così caviiiiiino...se penso a come
potvebbe esseve dolce il suo sangue, mi viene l'acquolina in bocca..."
"Beh, fattela passare!" brontolò Laurik "non ho intenzione di passare il
resto dei miei giorni a curarti il mal di denti!"
"Sir ha morso il poppante, e gli si è quasi spaccato un dente..."
canticchiò Nembo.
"NON TI CI METTEVE ANCHE TU! Povca paletta Vensy, ma avevi pvopvio
bisogno di 'sto scellevato di Nembo Kid? Me lo sono puve dovuto
mozzicave..."
"Certo che ne avevo bisogno... I poteri del Mapupo e quelli di Nembo Kid..."
"SIR NEMBO KID!" urlò Suppaman con un'espressione da citrullo.
"Di SIR NEMBO KID" continuò Rensy "si annullano a vicenda, ed è l'unico
modo per avvicinarlo e cercare di impadronirsene. Ma tu non ti devi
avvicinare, con quel brutto muso gli metti paura e se comincia a
piangere non c'è verso di calmarlo e farlo smettere..."
"Ma guavda che situazione...Lauvik, dagli almeno due fvustate a 'sto
scimunito, che almeno la smette di cantave..."
"Vuoi peggiorare la situazione? Da quando Quozzamax gli ha sostituito le
supposte di Tachipirina con quelle di Kriptonite gli si dev'essere fuso
mezzo cervello..."
"Beh, pev poco non ci vimanevano tutti e due! Questo qua si è
vincoglionito, ma anche il Quozza ha pveso una bella botta! E' ancova a
vagave senza memovia su tin.it.test?"
"Non lo so," rispose Laurik "quando sono andata a raccattare il super
citrullo non l'ho trovato."
"Hem, che le dico quando apre?"
"Qualcosa tipo <<Buonasera>>? Andiamo JJ, arrossisci ancora come un
ragazzino?"
"E dai, GeiAr, lo sai che la Mapina mi mette in imbarazzo!"
"Finalmente siete arrivati!" squillò una voce.
"Ciao Mapina! Come stai? Come ti senti? Non ti preoccupare, penso a
tutto io, vado là, gli strappo i canini, lo arrotolo nel mantello, gli
taglio le unghie, gli metto una collana d'aglio e gli infilo un paletto
di Frassica nel cu..."
"Jammì alza la testa, sono Mina! La Mapina è sul divano, và, che ti
aspettava..."
< Il Texano e come fece cagare sotto Indianagei >
"E sbrigati Indiana! Le ragazze ci aspettano!"
"Arrivo, arrivo! WOOOOOOOooooooooowwwww...ma questa macchina è uno
spettacolo!"
"Già, nuova di pacca!" al Texano brillavano gli occhi.
"Ehy, JR, fammela guidare..."
"Ma sei impazzito? Questa non è mica un' utilitaria!"
"Eh su, eh dai! Io più dell' Alphasud Centauri non sono mai andato..."
"Uff...guarda, solo, SOLO perchè oggi è il tuo compleanno!"
"Grazie mille, Tex! Sei un amico"
( inversione di posto )
"Falla scaldare," si raccomandò il Texano "il motore nucleare è un
diesel"
"Non ti preoccupare" rispose l'esplora-caverne innestando la prima
marcia.
"Ehi, va che è una bellezza! Incredibilmente silenziosa, eppoi questo
servo sterzo è una bomba, e l'ABS, che dolcezza in frenata, e quanti
optional: l'airbag, il climatizzatore, l'alzacristalli elettrico, la
chiusura centralizzata, l'autoradio, l'autopilota, il lanciarazzi, la
fiamminga con i Ferrero Rochet...e questo cos'è, l'accendisigari?"
"NOOOOOOOOO, QUELLO E' IL SEDILE EIETTAAAAAAAAAAAaaaaaaaaa........"
Indianagei venne ritrovato quattro giorni dopo sdraiato sul soffitto di
un grattacielo a quattro isolati di distanza, in evidente stato
confusionale. E, per la cronaca, non era proprio "nicotina", quella che
gli trovarono nelle mutande...
< quinta puntata >
"Allora Texano, che succede?" chiese la dolce pizzaiola.
"Mah, la situazione non è delle migliori. Sir Mithras insieme a Rensy e
Laurik vogliono gettare nelle tenebre TIU, e dalla loro hanno anche Sir
Nembo Kid"
"Sir Nembo Kid???"
"Già Lord Yoruno dice che probabilmente è stato soggiogato dal
Vampirazzo."
"In quanti sono a conoscenza della storia?" chiese la dolce abitante di
Toscaturno
"Beh, oltre a noi ed al Lord, il Ciambellano. Wowbagger è partito alla
ricerca di Slartibartfast, per cercare di trovare Quozzamax su TIT.
Credo che cercherà di contattare anche Luk, anche se dubito che sia
ancora all'oscuro di tutto..."
"SKYWALKER??? E' ancora in questa galassia??? Se lo becco..."
"Questo non è il momento per le vecchie ferite, Mina. Ora che hanno
anche il Mapupo e Nembo, avremo bisogno dell'aiuto di tutti quanti...
Sai della storia dei poteri di Suppaman e del piccolo, vero?"
"Certo che si...e anche la Mapina. La sua paura più grande è che se
Rensy riuscisse a portargli via i poteri, Mithras non perderebbe
l'occasione per assaggiare un po' di sangue giovane!"
"Ohè, Slartiiiiii!" grido l'Eterno Prolungato
"Uh? Ehilà, 'bagger! Dasvidania!". Slartibartfast, un tempo costruttore
di magnifici fiordi, si era ormai ritirato a vita da eremita nella
splendida luna di Moska II, nella galassia comunista. Passava il suo
tempo a scrivere poesie nell'antica lingua della Mosca terrestre, il
cirillico. Ed a costruire modellini di fiordi. La sua vecchia passione
non gli era mai passata, anche se era cosciente che non sarebbe mai
riuscito a ricreare qualcosa di bello come quelli fatti per le penisole
del pianeta natale del Texano.
"Che fai da queste parti, tovarish?" chiese il vecchio versando due
bicchieri di Vodkaskaya.
"Stavamo cercando Quozzamax, Slarti. Per quello che è successo alla
Mapina, sai? E magari pensavamo che tu potessi darci una mano..."
"Già, la situazione è grave. Ma io non so dove sia 'Max. Sono anni, che
non lo vedo. Da quando...beh, lo sai"
"Si, ma ci speravo. Avremo bisogno del suo aiuto Slart, e anche del tuo"
"Non posso Wow, lo sai. Vivo da eremita ormai da molto tempo, e non mi
interessano più le questioni della Valle del Sysoppo"
"Ma non puoi tirarti indetro! Ti immagini che tristezza tin.it.umorismo
su campo nero??? Cosa vuoi, che ci trasferiamo tutti nella Valle di
Extreme a mangiare cappuccino e cornetto mentre sentiamo il TG
Berlusconi?"
"Mi dispiace, Ciambellano..."
"SEI UNO SMIDOLLATO! Dovresti vergognarti! Chi insegnerà alle nuove leve
le regole della Netiquette? Hai per caso visto come quotano ultimamente
i nuovi arrivati? Dovremo continuare a cercare i post vecchi per
riuscire a capire di che cavolo si sta parlando, o scaricare 100 Kb di
messaggio, completo di signature dell'autore, solo per leggere <<ROTFL>>???
Non ti riconosco più..." e se ne andò, portandosi via la sua Vodkaskaya.
Slartibartfast posò il suo bicchiere, ed attaccò un nuovo fiordo al suo
modellino.
"Mi ha scompaganato il servizio..." disse.
"Devo trovare tutti gli altri!" disse Yoruno indossando lo Sticazzi In
Pelle Di Webmaster Con Ciuffi Di Peli Di Scalpo Di
Frescone ed il Gonfalone Dell'Ordine Dei Cacciatori Di Fresconi.
"JR e JJ contano su di me!"
< Alla ricerca di Membro Kid e come Quozzamax perse la memoria >
"Dove sei, idiota di un supereroe? Vieni ad assaggiare i confetti del
mio FA-MAS!" Al Quozza, Suppaman non era mai andato a genio. Aveva
cominciato con molta calma, come faceva con tutti i gnusfasce, da quando
il supereroe ancora inconsapevole dei suoi superpoteri si faceva
chiamare "La Sentinella". "Non postare allegati troppo pesanti" gli
intimava "Ci sono persone che hanno fatto la guerra, per permettere a
noi postatori di inoltrare allegati binari"
Tutta la Valle del Sysoppo di TIU conosceva le gesta del prode Bear,
vincitore nella celeberrima lotta contro il Sysoppo in persona, e
Quozzamax era un fiero discepolo dell'eroe e diffusore di tutte le leggi
di TIU.
"Chi non si può permettere una linea veloce, non può aspettare dieci
minuti per aprire un tuo post!" ricordava continuamente il guerriero a
Nembo Kid.
"MI HAI ROTTO!" esplose un giorno Supes "Non sono l'unico a postare
allegati pesanti! Ma tu te la prendi solo con me! Sai che ti dico?
Affanculo tu, Bear e tutta la Valle di TIU al completo! Me ne vado su
tin.it.test, e diventerò il Ciambellano di quella Valle!"
Max non poteva sopportare un affronto del genere fatto alla sua patria
ed al suo mito. Imbracciate le sue armi, si colorò le guance di nero, e
partì per TIT alla ricerca del supereroe fuggitivo.
Passarono due anni, prima che Quozzamax riuscisse a ritrovare le tracce
di Nembo.
"Ti ho trovato, postatore surrettizio" sussurrò Max appostato dietro una
roccia "preparati per la vendetta..."
Il fato volle che in quel periodo Nembo Kid fosse all'alba di
un'influenza presa postando file midi alla luce delle Stelle del
Mattino. Quando Supes si addormentò febbricitante, Max scivolò vicino al
suo giaciglio.
"Beccati queste supposte di Kriptonite nella scatola della Tachipirina!
Vedremo se avrai ancora il coraggio di offendere il grande Bear!" e si
appostò nell'attesa del risveglio del nemico.
Passarono poche ore, e Nembo, nel cuore della notte, si svegliò in preda
alla sudarella da febbre.
"Che palle! Sono l'unico superessere a cui viene l'influenza" bofonchiò
il Kid tirando su col naso e calandosi le braghe.
"Meno male che avevo dietro le supposte..." Quozzamax ghignò.
L'esplosione che derivò in seguito all'inserimento del finto medicinale
fu devastante. Quozzamax non sapeva, infatti, che far assimilare ad un
Kriptoniano supposte di Kriptonite equivaleva a gettare un fiammifero in
una tanica di benzina.
La vampata di calore fece perdere tutti i capelli a Nembo Kid, e
probabilmente anche qualche rotella. Quozzamax vennè scaraventato a
diversi metri di distanza, e picchiò la testa.
Entrambi si risvegliarono qualche ora dopo, inconsapevoli dell'accaduto.
Suppaman trotterellò lontano dal suo accampamento notturno,
fischiettando, senza ombra di raffreddore né di lucidità. Anche Max si
allontanò da lì, barcollando, senza ricordare nemmeno il suo nome. Ma a
lui, almeno, non bruciava il culo...
< sesta puntata >
"Non ti preoccupare, Mapinedda! Ti prometto che ti riporterò il Mapupo
sano e salvo!" la rincuorò JJ salutandola dalla sella del suo..."mezzo"
"Dove andiamo adesso, Tex?"
"Torniamo su TIU e aspettiamo il ritorno di Wowbagger. E poi si vedrà"
"Stanno tornando nella Valle, Sir!" esplose Laurik.
"Beeeeeeeene," le fece eco il Signore della Notte "tutto secondo i
piani! Non mi resta che inviare su TIU Sillepsi e diffondere la
pestilenza! Diventeranno tutti musoni e balbuzienti!
"Hmmmmmmm, eccolo che arriva..." protestò Laurik
"Sillep!" mugugnò Sillepsi. L'essere era, come sempre, preceduto dal suo
olezzo. Proveniente dal pianeta maggior produttore di cioccolato
dell'intera galassia, Perugina, egli emanava un odore che niente aveva a
che fare con l'amato dolciume.
"Mamma mia, che puzza! Mi fa quasi lo stesso effetto dell'aglio!" disse
il Vampiro disgustato tappandosi il naso e facendo una smorfia con la
bocca
"Sillep??? Sillep sillep sillep!" squittì la verde creatura.
"Che dici??? Hai cambiato eau de toilette?"
"Siiiiiii....Sillep!"
"COOOOOSA?? Ti sei messo la mia??? Ma io non porto Eau de toilette..."
"Hmmm?? Sillepp..."
"TI SEI ROTOLATO NEL MIO WATER? SILLEP! Ti ho detto un miliardo di volte
che <<eau de toilette>> non significa <<acqua di cesso>>! Vattene su TIU
e diffondi la pestilenza! E sbrigati, prima che quei due scassapalle di
GeiAR e della Jamminchia radunino tutta la truppa di posta-barze!"
"Sillep!" esclamò l'essere inorgoglito dall'importanza del suo compito.
Girò i tacchi, e se ne andò.
< Rensy e il rapimento del Mapupo >
"Che angioletto, mentre dorme!" ridacchiò la streghetta "Se penso a
tutto il potere che possiede..."
Rensy uscì dalla stanzetta del Mapupo, e si avviò verso la camera da
letto della Mapina.
"La prossima volta ci penserai su, prima di tenere tutto per te il
segreto delle Bocce Sarde! Che vuoi essere l'unica tettona della valle
del Sysoppo???"
Si avvicinò alla finestra, salì sulla scopa, e sparì nella notte.
Lo smaltino
- "Che hai fatto, tesorino?" disse Felicia sporgendosi dalla porta
della cucina e scrutando in direzione del bagno. Il movimento le fece
sventolare la vestaglia di Macramè, e il refolo di vento che le si
insinuò tra le gambe facendole vibrare la peluria e arrivando a
solleticarle gli zebedei la fece rabbrividire a tal punto che il
sommovimento tellurico provocato dalla sua erezione quasi storpiò Raggot
II, il barboncino di razza della coppia, chiamato così in onore del loro
primo animaletto, ormai passato a miglior vita. In realtà, il barboncino
era il terzo compagno domestico che i due avevano adottato, ma il
secondo, Raggot Redux, un pitone africano di quasi dieci chili regalato
a Jasmeen da Felicia nel giorno del loro primo anniversario, avevano
dovuto farlo abbattere da un chirurgo spacciandolo per tenia, perchè non
voleva più lasciare la sua tana... Felicia non volle più amare il suo
tesorino per quasi due giorni, tant'è che nel palazzo si vociferava che
la colpa della chiusura della macelleria di Goffredo Frangiflutti era da
attribuire a Jasmeen, ultima ad essere avvistata quella sera ad entrare
nel negozio.
- "Mi sono spezzata un unghia su questa cazzo di tavoletta del cesso in
Marmo di Carrà!"
- "Di Carrara, amore..."
- "Di chi cazzo ti pare! Ma nun se potevamo comprà 'na tavoletta di
plastica, come tutti?"
- "No, mio dolce Chupa Chups, perchè sai che sono allergica al Pet e mi
si irrita il buchino..."
- "Ma allergica al Pet questa minchia! Te l'ho detto, non è la
plastica, e questa cazzo di carta igienica che continui a comprare in
ferramenta! Mavvaccamaiala, quando mai si è vista della carta igienica
marrone, dico io? Co' 'sti grani, poi! Che mi sono smerigliato il culo,
mi sono smerigliato! Guarda qua! La chierica sul culo, m'è venuta!"
Raggot II aveva imparato ad allertarsi al pronunciarsi di determinate
parole, tipo: culo, pecorina, BOB, Tinmartie e, ovviamente, Raggot. Si
alzò allontanandosi da sotto il tavolo della cucina un momento prima che
il sottile elastico del perizoma di zucchero filato alla liquirizia di
Felicia esplodendo lasciò andare i quasi due chili di sigaretta
ecologica sul tavolo della cucina, mandando all'aria i cetrioli al burro
che stava preparando dalla mattina.
- "Uffa JJ! Guarda che casino! Te l'ho detto mille volte di non farmi
vedere il culo (Raggot II guaì...) mentre sono al tavolo della cucina! E
adesso che mangiamo?"
- "Pecorino (guaito), come tutte le sere..." disse Jasmeen sfoderando
un sorriso a 32 denti sotto i mustacchi da guida alpina che si era fatto
crescere perchè Felicia adorava il solletico agli zebedei.
- "Non scherzare! Piuttosto, fammi vedere dove ti sei fatta la bua..."
- "Seeee, magari me la fossi fatta...invece mi tocca sempre di farmi
te!"
- "Hehehehheeh...non dire così, che mi imbarazzo...ma...AMOOOOOOORE! Ti
sei messo lo smaltino che ti ho regalato io!!! DIO, COME TI AMO!"
- "Vieni qua, bel pezzo di manza..." disse Jasmeen afferrando Felicia
per un braccio e trascinandola a se. Gli passò una mano intorno al
collo, la piegò leggermente indietro, la guardò intensamente negli
occhi, e stringendogli una mano sul pacco, la baciò.
La visita
- "Hai fatto?? Daiiiiiiii, che se arriva il tecnico mi trova in
desabigliè! Che figura ci faccio??"
- "E aspetta, cazzo! Se non compravi 'sta cazzo di carta vetrata per
pulirsi il culo, non ci mettevo due ore a splamarmi unguenti, tutte le
volte che vado in bagno! Eppoi, che ti scaldi? E' un tecnico del
telefono, mica il macellaio!"
Il macellaio, in effetti, era sempre stato il punto debole di Felicia.
Sarà stata la cavezza appesa al collo, sarà stato il pelo fulvo sul
petto, saranno stati i due chili di abbacchio che le dava tutte le
volte... Era un po' anche per quello che Jasmeen gli aveva fatto...si,
insomma, gli aveva fatto fare una brutta fine: per gelosia, anche se non
l'avrebbe mai ammesso.
- "Ellosò, ma vuoi che mi veda così, seminuda, col perizoma di Pony che
mi ha regalato mio cugino tutto masticato? Da una parte mi ci hai fatto
pure l'autografo! Eppoi, ho i peli lunghi..."
- "E fatti 'sta cazzo di ceretta..."
- "HO I PELI LUNGHI SUGLI ZEBEDEI! Fattecela tu lì, la ceretta!"
- "Ho capito, ho capito, esco.." disse Jasmeen girando la chiave nella
toppa ed uscendo dal bagno, passandosi l'indice della mano destra lungo
la treccia posteriore di fili di canapa che era il suo tanga. "Bello
'sto coso Felì, però minkia, dopo che mi sono pulito il culo non lo
sopporto proprio!"
- "La prossima volta ci vai da te a comprarti le mutande
dall'idraulico!"
Insomma, tutte le volte che veniva un estraneo in casa, felicia
diventava nervosa, e per rilassarsi doveva farsi un bagno caldo e
strofinarsi con la saponetta Camai che le aveva regalato Jasmeen, quella
all'odor di Fallonia Spermensis.
Jasmeen cominciò a mettersi lo smalto viola alle unghie dei piedi
nell'attesa del tecnico del telefono, mentre in bagno Felicia,
passandosi la saponetta sul collo, canticchiava: "Camaaaaaaiiii...."
Alluce sinistro/ascella destra: "Camaaaaaaiiii...."
Indice sinistro/ascella sinistra: "Camaaaaaaiiii...."
Medio sinistro/panza: "Camaaaaaaiiii...."
Anulare sinistro/pacco: "CamaaaAAAAAAAAAAAAAAAAAaaaiiii...."
Mignolo sinistro/culo: "Ca.....siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!"
[campanello]
DRRRRIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIN!
- "Mapporc...guarda te, con un piede fatto e uno no...Oè, chiappedoro,
è arrivato il tuo tecnico!"
- "Aprigli tu Jasmeen, mi sto lisciando i peli pupici..."
- "I pelichè????"
- "I peli pupici, quelli del pupo, qui..."
- "Eccheppalle..." disse Jasmeen dirigendosi verso la porta d'ingresso
con una ciavatta coi ponpon fuxia infilata ad un piede, e poggiando solo
il tallone dell'altro.
Tirò su lo spioncino, e guardò dall'altra parte...
- "MALIMORTACCITUI! Eccheccazzo, tra tutti li tecnici der monno proprio
a lui dovevano mannà???"
Era Vonfelli. Lui e Jasmeen avevano avuto una breve storia durante un
periodo di rottura tra lei e Felicia, ma non gliene aveva mai parlato
perché non era mai stato amore, solo sesso. E che sesso. Alla fine,
Vonfelli l'aveva lasciata per disperazione, perchè il vizio di Jasmeen
di copiare le scene erotiche dei film gli aveva fatto venire l'ulcera
quando gli infilò sei peperoni in bocca come in "9 Settimane e Mezzo",
un'occlusione intestinale quando gli infilò sedici panetti di burro nel
culo come in "Ultimo tango a Parigi" ed un'orticaria prolungata quando
se lo sbattè a pancia sotto sul tavolo della cucina ricoperta di farina,
curry e zafferano come in "Il postino suona sempre due volte"
- "Emmò, checcazzo me 'nvento?" disse Jasmeen terrorizzata, mentre un
gelido rivolo di sudore gli scese giù per la schiena fino ad inzuppargli
la canapa del tanga…
La visita (continuazione) - El Caballero
Dove eravamo rimasti:
- "Emmò, checcazzo me 'nvento?" disse Jasmeen terrorizzata, mentre un
gelido rivolo di sudore gli scese giù per la schiena fino ad inzuppargli
la canapa del tanga...
<continua...>
- "Chi è?" urlicchiò con voce querula.
- "Er tennico der telefono, signorì! So' venuto pe' infilaye er plugghe!"
Jasmeen non resisteva al suono virile della voce di Vonfelli, e subito
un sussulto del suo basso ventre strappò tre dei sedici alamari che
tenevano su il suo tanga di canapa.
- "Non c'è nessuno!" starnazzò Jasmeen, ormai in preda al panico.
- "Aò, macchè me state a pijà per culo?"
- "MAGARI!" si fece sfuggire Jasmeen.
A quel punto la porta del bagno si spalancò, e da una nuvola di vapore
all'odore di borotalco Felce Azzurra uscì Felicia, riccia, truccata, con
la vestaglietta di raso fuxia che gli aveva regalato Jasmeen per
l'anniversario della loro centesima cavalcata, le ciabattine in tinta
con la faccia di Uan
davanti e i mustacchi a punta.
Il cuore di Jasmeen sussultò. Il tanga pure, e via altri quattro
alamari.
Dalla parte destra, ormai, il tanga era tenuto su solamente da un esile
filo di canapa...
- "Ti piaccio?" disse Felicia poggiandosi allo stipite, mettendo la
bocca a culo di gallina e disincrociando con un abile gesto della gamba
sinistra gli zebedei costretti nel perizoma di Pony.
Le difese di Jasmeen crollarono. I restanti nove alamari del tanga
partirono a razzo verso la faccia di Felicia e si andarono ad infilare
nel muro alle sue spalle formando un ideogramma giapponese che
significava "Stasera il tuo fiore di Loto sarà mio".
- "Tesoro..." disse Felicia arrossendo "...ma...non hai ancora aperto
al tecnico? Vatti a dare una sistemata va, che ci penso io..."
Jasmeen si staccò dalla porta d'ingresso fiondandosi in camera da letto
proprio mentre il tecnico esclamava:
- "AOOOOOOOOO', CHECCAZZO AVEMO DA FA'?"
- "Il mio..."esclamò Felicia dirigendosi lusingata verso l'uscio.
- "Che???" disse Vonfelli ancora ignaro, anche se un dubbio cominciava
ad infilarsi all'interno del suo reggiseno di Filanca.
- "Ho detto: <<Arrivo io>>" disse Felicia sghignazzando mentre
spalancava la porta.
- "Prego, si accomodi"
- "J'avemo fatta..." disse Vonfelli buttando con nonchalance gli occhi
sul pacco rigonfio di Felicia.
- "Allora signò? 'Ndo jò metto?"
- "Maria, che ragazzo simpatico...di là, in camera da letto...vediamo
se il mio tesoro è presentabile...JASMEEEEEEN? Hai finito? Il tecnico
viene a mettercelo di là!" urlò Felicia rivolgendo uno sguardo languido
al tecnico Vonfelli che con la mano libera dalla cassetta degli attrezzi
disegnò un ampio e morbido cerchio intorno alle sue curve generose fino
ad arrivare alla base delle sue natiche dove afferrò i boxer di moquette
staccandoseli dalle chiappe sudate e tirando un po' verso il basso.
- "No amore, ancora un secondo" disse Jasmeen facendo ancora quella
strana voce da cornacchia e sbattendo ripetutamente la testa sulla panca
per le legature fetish "offri al tecnico qualcosa da mangiare, che io mi
sbrigo!"
- "Ma amore, che brutta voce! Sei raffreddata? Stasera ti faccio fare i
gargarismi" ancora lo sguardo languido verso il tecnico...
- "No tesoro, sto bene! Vai vai, che io mi sbrigo..."
- "Vabèn...venga venga, buon uomo, " disse felicia rivolgendosi
nuovamente a Vonfelli "cosa le posso offrire? Salame? Cetrioli? Vuole
due banane, così una se la mangia?"
Felicia sorrise e ammiccò al tecnico proprio mentre Jasmeen passava
l'altra gamba al di là del parapetto, trovandosi seminudo sul
cornicione, in preda al panico più totale...
Test Psico-Sessuale
Domanda numero 1)
Quando leggete "zoofilo" vi viene in mente:
a) - il safari park che i vostri genitori vi hanno portato a visitare da
piccoli;
b) - Von Felix che si incapretta le tartarughe del vicino di casa;
c) - l'ultima puntata di Quark;
Domanda numero 2)
Il "Coitus Interruptus":
a) - a voi non interessa, la preistoria non vi ha mai affascinato;
b) - lo praticate quando la mamma vi becca coi giornalini porno;
c) - siete contro, i cantieri sulla tangenziale vi fanno arrivare tardi
al lavoro;
Domanda numero 3)
Avete l' "Induratio Penis Plastica":
a) - non vedete l'ora di regalarlo alla Ceres;
b) - ve lo fate riaddrizzare da una macchina di nonno Tinmartin;
c) - non fa per voi, preferite un'utilitaria tipo la Micra;
Domanda numero 4)
Vi si rompe il frenulo:
a) - andate a spinta dal meccanico;
b) - portate la pelle alla Zuawa
c) - vi comprate due etti di filetto;
Domanda numero 5)
Scoprite che vi piace la Pornolalia:
a) - correte a prenotare un viaggio al più vicino tour operator;
b) - siete dei brutti stronzi, andate a farvi fottere;
c) - ormai con Internet ne vedete tutti i giorni;
Domanda numero 6)
Ogino Knaus:
a) - siete troppo giovani per ricordarvelo, ma vi raccontano tutti che
giocava da Dio;
b) - lo praticate, ma dovete portarvi a letto il pallottoliere;
c) - è il diminutivo di Luigi Knausinger, fisico Italo-tedesco;
Domanda numero 7)
Avete usato la spirale:
a) - solo una volta, però, perchè le montagne russe vi fanno vomitare;
b) - il vostro pene ha assunto la forma di un fusillo;
c) - mai, preferite fumare il sigaro;
Domanda numero 8)
Praticate il bukkake:
a) - regolarmente, le arti marziali aiutano lo spirito e il corpo;
b) - regolarmente, le pratiche orientali vi hanno sempre affascinato;
c) - regolarmente, vi piacciono quel genere di dolci;
Domanda numero 9)
Se parliamo di "Sacco Scrotale", parliamo di:
a) - un marsupio per riporre piccoli oggetti;
b) - non vi interessa, ne avete le palle piene;
c) - Nick;
Domanda numero 10)
Lo "smorzacandela":
a) - a voi non interessano queste pratiche new age, con tutti quegli
incensi che vi arrossano le pupille;
b) - è un po' scomoda se in televisione ci sono le partite di coppa;
c) - vi piace a fette, grigliato sul camino caldo.
Maggioranza di risposte A:
Siete sicuramente un gnubbo. Per frequentare il newsgroup dovete ALMENO
leggere la policy di TIU, il corso di Quoting, le regole di Usenet e
smetterla di farvi le pippe, che poi vi stressate e come Jammin vi
piglia per il culo prendete d'acido e gli date dello stronzo.
Maggioranza di risposte B:
Continuate così. Siete furbi come delle faine, simpatici come nonno
Tinmartin, dotati QUASI come il Vice Ciambellano e cominciate a
somigliare a Von Felix. Vabbè, non tutte le ciambelle riescono col
buco...
Maggioranza di risposte C:
Sei Nembo, vero?
Cagotto
Uno di quelli che ti si presentano senza preavviso, che così, di punto
in
bianco, ti stai cagando addosso. Un attimo sei li, con gli occhi
semichiusi
a un palmo dal monitor a digitare codice, mentre quello dopo un
gorgoglio
che neanche nelle paludi del Titicaca fa girare il tuo vicino di posto,
che
riesce a guardare la tua faccia pallida con gli occhi strabuzzati un
istante
prima che tu parta a razzo verso il cesso lanciando la sedia con le
rotelle
dall'altra parte della stanza. Uno di quei cagotti che due minuti prima
sei
andato a prendere un bicchiere d'acqua (fredda) dal boiler e sul
corridoio
non c'era nessuno, e adesso che ti viene da piangere mentre tieni la
mano
sinistra sul basso ventre stile infartuato sono tutti riversi li, a
chiacchierare del più e del meno proprio in mezzo alla strada che divide
te
dalla porta del bagno. E mentre cerchi di mantenere un passo tranquillo,
ma
le chiappe strette fanno pensare che a casa fai giochini sporchi con le
scope, chiedendo permesso all'inizio e poi liberandoti la strada come un
quarterback durante la finale del Superbowl, tutti ti guardano in viso,
e le
gocce di sudore freddo che colano dai tuoi capelli ormai umidi lasciano
intuire quello che ti sta succedendo. Certo, a te ora non frega niente,
strattoni la porta del bagno così forte che ti rimane in mano il pomello
e
ti butti a capofitto nel WC degli uomini. C'è bisogno che lo dica? Tutto
occupato. Fortuna che la tua compagna sta per partorire e che l'hai
accompagnata di recente a uno di quei corsi dove ti insegnano a
respirare
per rimanere tranquillo, e pensi che così facendo resisterai almeno
altri
due minuti, se riesci a tenere aperto il Chakra. Il problema è che
insieme
al Chakra ti si stanno aprendo anche le chiappe ormai indolenzite, ed a
soli
tre secondi dall'inizio della respirazione ti fiondi nel bagno delle
donne
lanciando a destra e a manca gocce di sudore freddo che partono
direttamente
dalla tua camicia ormai madida. I bagni sono tutti vuoti. Se non è
fortuna
questa... Ti catapulti nella prima porta libera direttamente di schiena,
e
cominci ad armeggiare con la patta dei pantaloni con la mano sinistra, e
con
la cinta con la mano destra, mentre tremi che neanche un malato di
parkinson
sul Tagatà alle giostre dell'Eur. Mentalmente ti fai il conto alla
rovescia,
e decidi che se tiri in dentro la pancia forse riesci a calarti le
braghe
anche senza slacciare niente. L'avessi mai fatto: la compressione che ne
deriva ti fa esplodere proprio nell'istante in cui i tuoi pantaloni
scivolano sotto le chiappe, spruzzando in tutto il box di un metro
quadro il
contenuto del tuo intestino bollente. Ti immagini la scena che avrai
alle
spalle, ma sinceramente te ne freghi mentre ringrazi il Signore di non
averti fatto cagare sotto, se il prezzo è solo di dover ripulire un po'
il
water con la carta igienica. Questo però, solo finchè ti giri e ti
accorgi
di aver cagato nello stanzino delle scope... |